Anas: scandalo appalti, 19 arresti a Roma

Anas scandalo appalti

Indagati dalla Guardia di Finanza 19 tra funzionari Anas ed imprenditori titolari di appalti di opere pubbliche di primaria importanza, sotto inchiesta anche un deputato di Forza Italia.

È partita questa mattina la seconda tranche dell’inchiesta della Guardia di Finanza ‘Dama nera’ sugli appalti Anas. Sono 19 gli arrestati, 36 in tutto gli indagati, per un numero destinato a crescere nelle prossime ore. L’accusa è quella di corruzione, turbata libertà degli incanti, auto-riciclaggio, favoreggiamento personale e facilitazione di gare d’appalto per opere pubbliche. L’operazione odierna rappresenta la seconda parte dell’inchiesta scattata lo scorso ottobre sulle mazzette pagate da imprenditori destinatari di appalti a funzionari Anas. Gli appartenenti all’organizzazione possedevano una grande facilità d’intervento nelle decisioni su azioni illecite come: eliminare una penale, aumentare gli interessi, facilitare il pagamento di riserve e far vincere un appalto ad una società amica.

Un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti”, queste le parole del Gip di Roma scritte nel provvedimento con cui ha spiccato i mandati dei 19 arresti. Il tutto aggravato dalla collusione di un politico, Marco Martinelli, deputato di Forza Italia e indagato per aver garantito ad un imprenditore la nomina di un presidente di gara ‘non ostile’ per un appalto in Sicilia. In seguito al suo intervento, ed in virtù del ruolo istituzionale ricoperto, l’imprenditore si è infine aggiudicato l’appalto. Per questo intervento il politico avrebbe ricevuto 10mila euro, più la promessa di ulteriori 270mila euro che avrebbe poi diviso con due dei principali imputati tra i funzionari Anas . Secondo il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma sarebbero parecchi gli appalti falsati dall’organizzazione che si muoveva nell’azienda, composta da funzionari ed imprenditori. In particolare, le maggiori irregolarità sono state evidenziate negli appalti per la Ss 117 Centrale Sicula, opera aggiudicata nel 2014, per la Ss 96 Barese e la Ss 268 del Vesuvio aggiudicate nel 2012, e per la realizzazione della nuova sede Anas di Campobasso aggiudicata nel 2011.

Il consiglio di amministrazione di Anas, tramite il presidente Gianni Vittorio Armani, ha voluto ringraziare la Procura di Roma e specificare che le persone che sono state oggetto di provvedimenti cautelari oggi, fanno parte di quelle che erano state arrestate nella prima fase dell’inchiesta e già licenziate da Anas con procedura accelerata. Nella nota pubblicata dall’azienda si legge: “Vogliamo ringraziare pubblicamente la Procura di Roma per l’aiuto fondamentale che sta dando al nuovo vertice di Anas nel fare chiarezza sul passato, mettere ordine e tutelare la parte sana dell’Azienda, che è costituita dalla stragrande maggioranza dei dipendenti. Abbiamo avviato immediatamente la richiesta alla Procura di Roma degli atti dell’indagine per poter espletare in tempi rapidi tutte le azioni ritenute necessarie a tutela dell’Azienda nei confronti di eventuali altri dipendenti infedeli, a partire dal licenziamento”.

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