Il cocciopesto, una novità che arriva dall’antichità

cocciopesto

Riprendere la produzione di un materiale antico per realizzare un’innovazione, questo è quello che ha fatto la Drunk Turtle.

Nasce a Ponsacco, nel pisano, l’idea di costruire dei grandi vasi per la produzione di vino utilizzando il cocciopesto, un materiale che nell’antica Roma veniva impiegato per la realizzazione di rivestimenti per cisterne o altre opere murarie e utilizzato ancor prima dai Fenici. L’azienda che ha brevettato questi grandi contenitori è la Drunk Turtle, nata circa undici mesi fa, creando una vera e propria novità nel mondo della produzione vinicola.

La scelta di utilizzare un materiale recuperato dalla storia dei Romani è dovuta al fatto che questa antica miscela di impasto crudo, composta da fermenti di laterizi macinati, sabbia, legante cementizio in bassa percentuale e acqua priva di cloro ha molte caratteristiche, come la longevità e la resistenza. Grazie l’essiccazione naturale, questa lavorazione, presenta un’elevata porosità così da consentire una lenta microssigenazione del vino e permette anche il controllo della temperatura tramite una piastra che ne esalta le proprietà organolettiche e il gusto. L’azienda, per la fermentazione del vino produce anche grandi vasi in cemento, portando avanti sempre la loro intenzione di qualità e di innovazione.

Queste due tipologie di contenitori possono avere una capienza maggiore rispetto alle classiche anfore in terracotta, inoltre le metodologie di lavorazione con il cocciopesto e il cemento sono considerate all’avanguardia per la loro forma ovoidale che facilita la condensazione dei gas della fermentazione e agevola la creazione di moti convettivi utili al mosto. Drunk Turtle evita l’utilizzo di gabbie metalliche strutturali interne per la costruzione di questi contenitori, al fine di eludere la formazione di dannose correnti elettrostatiche. Inoltre, in entrambe le tipologie di contenitori è possibile apportare personalizzazioni all’esterno dei vasi, con stampe, colori o identificazioni aziendali.

La risposta dei produttori vinicoli che hanno deciso di utilizzare questa nuova tecnologia di produzione sembra essere positiva, ad esempio “Il Conventino”, una tenuta a Montepulciano, la sta sperimentando sul Merlot e il proprietario della tenuta lo reputa un metodo antispreco. Anche altri produttori toscani si dicono interessati dai risultati ottenuti fin ora.

Drunck Turtle sarà presente anche quest’anno, per la seconda volta, al Vinitaly nello stand della Camera di Commercio di Pisa per descrivere i vantaggi ambientali e produttivi di questo nuovo-antico progetto.

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