Un’intensa settimana di cocktail a Firenze

Florence cocktail week

È in pieno svolgimento a Firenze la Florence Cocktail Week, che fino al 17 aprile presenta nel capoluogo toscano il meglio della mixology italiana e internazionale. Iniziata ieri, lunedì 11, l’evento è dedicato alle tecniche di miscelazione classica e contemporanea e alla cultura del bere consapevole. La manifestazione, che in Italia è una prima edizione assoluta, ricalca altre simili iniziative che da tempo si svolgono con grande partecipazione di pubblico e di interesse in giro per il mondo. È pensata per essere itinerante e diffusa in tutto il centro di Firenze, unendo in questo modo la grande bellezza di una delle città storiche più famose nel mondo con la passione, il divertimento e la gioia di vivere che la cocktail week trasmette nei partecipanti. La ragione per cui ancora in Italia non si è avuto un simile evento è in parte comprensibile. Nel nostro paese per tradizione non c’è mai stata grande attenzione per la mixologia in generale e per i cocktail come nelle altre nazioni. Nonostante l’Italia sia in fondo la patria anche di tanti vermouth, che poi sono diventati famosi nel mondo – Martini su tutti – e sono diventati gli ingredienti base per miscelati di qualità. Di recente lo Spritz, composto per buona parte da Prosecco e Aperol, è un altro miscelato che ha conquistato di recente attenzione nel mondo (presentato spesso con varianti e aggiunte creative) e realizzato con due ingredienti base italiani.

Eppure nonostante questo. Nonostante un altro famosissimo cocktail abbia origini italiane: il Negroni Cocktail. E nonostante alcuni bartender nostrani abbiano fama e prestigio internazionali, la passione per la mixologia, come si diceva prima, è ancora poco sentita in Italia. Storicamente, il Bel Paese è terra di elezione dei vigneti e le famiglie per decenni hanno preferito orientarsi solo verso il vino, e in tempi più vicini alla birra, meno sui miscelati: ritenuti idonei a chiudere la serata, non ad accompagnare un pasto o ad aprire una serata in fase aperitivo (dove tra l’altro oggi spopola il Prosecco). Diverso avviene nel mondo anglossassone, nelle americhe e in altre parti del pianeta, dove i miscelati sono spesso una componente fondamentale del bere in società e possono accompagnare anche i pasti. La tradizione dunque ha un po’ frenato la crescita in Italia anche se adesso, per moda e per imitazione, gli italiani stanno avvicinandosi a piccoli passi al mondo della mixology. Da questo punto di vista la Florence Cocktail Week sarà un bel banco di prova, per verificare quante potenzialità abbia questo altro modo di bere consapevole.

La settimana, organizzata da Lorenzo Nigro, titolare di Rivalta Café insieme a Paola Mencarelli, food writer per il Gambero Rosso, project manager di eventi enogastronomici, food hunter e food consultant, prevede non solo degustazioni, ma anche masterclass, approfondimenti e presentazioni di libri, dove i grandi protagonisti saranno non tanto e non solo i cocktail, ma i bartender. Ossia coloro che con grande passione studiano e approfondiscono le tecniche per la creazione di sempre migliori mix. Un lavoro impegnativo, che una volta forse poteva essere in qualche modo intrapreso da chi non voleva finire gli studi e non sapeva dove impiegarsi, ma che oggi, come tutto il mondo che gira intorno al food e all’enogastronomia, richiede esperti di settore. Richiede persone attente, preparate e con la voglia di approfondire ricette, contenuti e storie, perché ogni cocktail come un buon bicchiere di vino è prima di tutto fascinazione e racconto. La manifestazione si concluderà domenica 17 aprile con un contest organizzato in collaborazione con il Mercato Centrale Firenze, che vedrà gareggiare i bartender con i loro “signature cocktail”, l’equivalente del piatto forte. Una giuria d’eccezione eleggerà il Cocktail FCW 2016.

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