Corde oblique, Back through the liquid mirror. Trasversalità in musica

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L’Italia è davvero ricca di esperienze e modi diversi di fare musica, di fare Progressive. Scendendo più a sud si trovano realtà come i Corde oblique che hanno scelto di realizzare i tempi dispari con strumenti acustici, nessuna tastiera e folklore mediterraneo a piene mani, senza però perdere in energia e ritmo, con niente da invidiare a nessuno. Ne parliamo con chi tiene le fila di questo bel progetto ventennale.

Presentiamo il nostro ospite: Riccardo Prencipe, ciao. Il vostro gruppo fa una musica particolare, vedi la coverKaiowas”.
“Ciao a tutti, buonasera. Esatto, “Kaiowas” è una cover di un gruppo Metal, i Sepultura. Diversi di noi sono metallari dentro e ci piaceva conservare anche oggi questo spirito d’infanzia, tra virgolette, ovviamente rivedendolo in una chiave un po’ nostra. Il senso di fare una cover è proprio questo: di appropriarsi di queste note, di farle tue e di risuonarle in un modo tuo. Noi ci abbiamo provato.”

Infatti è così che si rendono le cose interessanti: non copiare ma reinterpretare. Nel vostro album “Back through the liquid mirror” ce ne è un’altra di cover.
“Sì, un’altra che è “Flying” degli Anathema. La terza cover che abbiamo fatto, dei Radiohead, sta nel nostro album “A hail of bitter almonds” del 2011. È un brano che proponiamo live assieme agli altri due, facciamo un po’ a turno [ride, ndr].”

Perché stiamo parlando di concerti: Riccardo sta andando a farne uno a Napoli. È da un po’ che mancate dalla vostra città.
“Sì, sono passati ben 2 anni. L’ultima volta abbiamo suonato al museo archeologico due estati fa, e stasera suoniamo ai giardini di Palazzo reale, quindi speriamo ci sia tanta gente, tanti amici e sostenitori. Devo dire che Napoli ci vuole bene, non sono uno di quelli che dice nemo propheta in patria, uno che si lamenta. Napoli ci ha sempre voluto bene.”

La vostra musica è piena di calore, si sentono un po’ anche le influenze delle vostre radici.
“Abbiamo un cuore mediterraneo, molto presente e molto evidente, non declinato nella chiave che oggi va in questa città, che è un po’ aggressiva [ride, ndr]. C’è qualcosa della tradizione che ci portiamo sicuramente dietro.”

Invitiamo tutti a venire a sentirvi. Corde oblique è un nome piuttosto particolare: senza immaginare operazioni strane sugli strumenti, è un’obliquità di suono, di influenze.
“Certo, ma in realtà c’è anche un doppio senso, perché da un lato quando il chitarrista classico imbraccia la chitarra col pedale le corde diventano oblique, lo dico visto che ho una formazione da conservatorio. E poi c’è uno strumento dell’antica Roma che si chiama proprio cordae obliquae con il dittongo. Noi siamo fan della romanità [ride, ndr], quindi se volete in questo c’è della cultura dell’antica Roma e dell’antica Grecia. Quindi c’è anche in un certo senso un richiamo a quelle che sono appunto le tradizioni antiche, in particolar modo io sono un grande appassionato delle testimonianze musicali che ci ha lasciato Pompei, e quindi mi sono occupato di questo.”

Allora da voi ci aspettiamo un live in Pompei, perché no. I ragazzi non sono al primo album, hanno una bella storia dietro. Siete un gruppo aperto a varie collaborazioni, ma stasera qual è la vostra formazione, così salutiamo tutti?
“Sì, stasera siamo in sei, quindi c’è la formazione stabile dei live che è quella dei musicisti Alessio Sica alla batteria, Umberto Lepore al basso, Alfredo Notarioberti al violino e io Riccardo Prencipe alle chitarre. Poi abbiamo due cantanti: Annalisa Madonna, che è una voce con cui lavoriamo già da molto tempo e che è quella che ha registrato l’album “Back through the liquid mirror”, e poi c’è una new entry che si chiama Rita Saviano, che ha iniziato a collaborare con noi da un po’ di tempo. Quindi stasera abbiamo ben due voci e ne siamo felici.”

Bene, Corde oblique: andategli a dare il like, tenete d’occhio il loro Facebook per seguire gli altri loro concerti. Sul loro sito c’è la lista di tutti quelli che hanno fatto, vedrete che hanno suonato in tanti posti e che suoneranno ancora all’estero.
“Sì: a Colonia a fine luglio e in Francia l’anno prossimo. Insomma speriamo di uscire anche in Italia, che è una terra un po’ più difficile per il nostro genere, però le volte che siamo venuti a Roma siamo stati sempre ben accolti.”

Troviamo i video di “Kaiowas” e “Arpe di vento” su Youtube, con loro mentre suonano in studio. Andate a vederli.
“Esatto: quella è una ripresa di un’esecuzione in studio, fatta però live, quindi in pratica è il video del live in studio. Due frammenti di questo album che è tutto in presa diretta.”

Salutiamo Donato Zoppo della Synpress44 che ci ha presentanti. “Back through the liquid mirror” può essere uno specchio d’acqua, o come in certi film di fantascienza un passaggio verso un altro mondo. Ma a questo punto chi volesse questo album come può fare per averlo?
“Sì, il senso è un po’ questo: guardarsi indietro tramite uno specchio che sia vivo, liquido un po’ come l’acqua, come qualcosa di dinamico e non come uno specchio statico. Quindi i brani del passato sono ripresi col punto di vista vivo del presente. Tutti i nostri dischi sono distribuiti da Audioglobe, quindi per averlo qualcosa si dovrebbe trovare nei negozi di dischi ancora superstiti [ride, ndr], oppure la cosa facile è Amazon o ancora più facile il nostro sito web cordeoblique.com, abbiamo l’online shop. Con Paypal eccetera arriva a casa in raccomandata senza problemi, tenendo le spese di spedizione ai minimi in modo da non gravare su nessuno e incoraggiare coloro ai quali piace ancora ascoltare la musica in formati fisici. Poi c’è anche il formato digitale su Itunes, Spotify, dovunque, anche sul nostro sito.”

Voi vi definite anche Progressive, ce l’avete dentro, però non dobbiamo aspettarci il solito Prog anglosassone con tastiere eccetera. Non è certo facile fare Prog come fate voi, tanto di cappello.
“Esatto, il nostro è un Progressive acustico. È una sorta di contaminazione, una cosa borderline, diciamo così [ride, ndr].”

Siamo ai saluti. Un grosso abbraccio e vi facciamo i migliori break a leg per il concerto di stasera, ricordiamo dove.
“Grazie per l’ospitata, grazie per la pazienza e per l’ascolto. Noi stasera saremo al Palazzo reale, quello che sta in Piazza del plebiscito, il punto più noto di Napoli. Ciao.”

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