Cucina gourmand e ambienti informali da Bell al Coppedè

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Nel quartiere Coppedè di Roma, uno dei più belli e intriganti della Capitale, ha inaugurato da qualche giorno Bell, il nuovo ristorante con offerte gourmand di qualità tra cui la pizza che può essere gustata con interessanti cocktail. Martedì 19 gennaio la direzione ha deciso di invitare la stampa di settore, tra cui anche il nostro magazine, per conoscere le proposte culinarie dello chef Gabriele Cordaro, giovanissimo ma già strutturato, che ama presentare i grandi classici della cucina romana, accostandoli a piatti dall’anima mediterranea e con le immancabili suggestioni internazionali.

Le rivoluzioni nel campo dell’enogastronomia non finiscono più di stupire e ogni giorno è possibile incontrare novità, di cui solo qualche anno fa mai avremmo pensato di poter accettare. Oggi si può tranquillamente pasteggiare con cocktail o pensare di abbinare un buon vino rosso ad una pizza. Anzi, e qui il mondo si è definitivamente capovolto, sembrerebbe che accompagnare la pizza con la birra fermentata non sia salutare. Meglio una birra non fermentata, per non ingerire troppi lieviti. E la stessa pizza supera ormai se stessa, servita con ingredienti sempre più raffinati e accostamenti impensabili che l’aiutano a tenere un buon vino di media struttura o un cocktail.

0030Da Bell, il cui nome è un omaggio alla campana storica, risalente al 1731, esposta in bella vista all’interno del locale, c’è appunto la tendenza a superare le tradizionali rappresentazioni della pizza e delle tapas per avventurarsi verso sentieri sconosciuti al gusto. Nascono così alcuni pezzi interessanti della casa, che martedì facevano bella mostra di sé ad accogliere la stampa specializzata. Tapas di carne, quinto quarto, pesce o vegetariane, tranci di pizza raffinati e cotti nel forno a legna, fatti con lievito madre come la “Margherita 2.0” con bufala, emulsione di basilico e pomodori confit o la saporita “Patanegra” con gorgonzola, noci e miele di castagno. Mentre dietro il bancone le giovani barladies e i bartender resident (come si amano chiamare oggi) servivano drink per ben avviare la cena.

La serata, preparata con cura e attenzione, ha presentato il meglio dei piatti che saranno serviti da Bell nelle giornate a venire. Fin troppo facile, e quasi scontato, dire che lo chef Gabriele Cordaro e il sous chef Gabriele Pardini, il personale di sala e i padroni di casa sono stati deliziosi tutti. Quello che ha stupito è stato altro. L’ambiente soft, leggero e arioso, con un bancone divertente e che invita a socializzare, tavoli e sedie comodi. Il confort infatti deve essere un concetto centrale per i nuovi design della ristorazione. Tavoli troppo stretti, per aumentare il numero dei clienti, alla fine diventano controproducenti. Meglio avere poche, ma piacevoli sedute e un servizio veloce per un ricambio vantaggioso nell’arco dell’intera serata.

Menù troppo ricchi o dispersivi non aiutano in questo senso, specie se in cucina non si è in troppi. Ma per tornare all’evento mondano di martedì tra i piatti presentati ci sono stati alcuni davvero gustosi e da tenere a mente, come l’uovo a 65 °C, un must della ristorazione, introdotto nella Capitale da Roy Caceres, e servito ieri con crema di stracchino, funghi e pane di segale. Insomma un omaggio ad uno chef amato. E poi, ottimo, il Polpo fritto con crema di patate, salsa bagna cauda e prezzemolo croccante. Giusta la croccantezza. Giusta la morbidezza. Giusta la cottura. Giusti gli abbinamenti. Tra il gran finale memorabile il Dulcis in fungo: cioccolato in tre consistenze, caffé, frutti rossi e gelato ai porcini.

Da rivedere la vellutata di porri e patate con pancotto e scamorza fonduta e Napoli in White, altro pezzo di pasticceria servito nel finale con panna cotta al basilico, sorbetto al pomodoro e stracciatella di bufala. Qui gli accostamenti sono sembrati troppo forzati. Il gusto di basilico troppo persistente e pervasivo e poco amalgamabile con la bufala. Ottima la scelta dei vini che hanno accompagnato la cena, con una menzione per aver scelto il Fior d’Arancio 2014 (Maeli), un moscato dei Colli Euganei Docg che da solo valeva il gran finale. Nel complesso la serata è stata positiva e il locale accogliente, bello a vedersi e con alcuni tocchi di originalità come le toilette in stile post industriale. Adesso li aspettiamo alla prova dei fatti. Ossia alla quotidiana e bellissima “battaglia” con i clienti. Ma di sicuro, Bell si farà notare, o meglio farà risuonare i suoi rintocchi nel quartiere Coppedè, in via Chiana 80/86. Aperto dalle 19 alle 01.

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