Disabilità, in aula il ddl “Dopo di noi” a sostegno delle famiglie dei disabili

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Roma – È in programma per oggi, nell’Aula di Montecitorio, il disegno di legge sulle Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Prevista per mercoledì 3 febbraio, l’approvazione della legge “Dopo di noi” rientra nella legge di Stabilità ed il governo ha già previsto un fondo ad hoc di 90 milioni di euro per il 2016.

«Attualmente manca ancora una definizione chiara del doppio concetto di disabilità e di gravità, per cui è difficile fare una esatta previsione delle persone che avranno diritto alle disposizioni previste da questa proposta di legge» afferma Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc), firmataria di un ddl a sostegno delle disabilità.

«In realtà ci si va convincendo sempre di più che l’attenzione debba concentrarsi oltre che sugli aspetti sanitari, anche sui fattori di natura sociale e personale che determinano il quadro funzionale, da cui dipende il grado di autonomia del soggetto. Ciò che è assolutamente chiaro è che non si tratta di misure di ”beneficenza”, ma di precisi diritti di persone alle quali è venuta meno, per una serie complessa di ragioni, la rete del supporto familiare – dichiara la Binetti – il mondo della disabilità ha vissuto profonde trasformazioni in questi ultimi anni e c’è stata una profonda azione di rinnovamento dei servizi e degli interventi a favore del disabile. Ma la vera metamorfosi, più che nell’ampiezza dei servizi messi a disposizione delle persone disabili, si è avuta nel cambio di prospettiva che si è creato a vari livelli sintetizzabile in tre passaggi chiave: non più semplice inclusione sociale per le persone disabili, ma una vera e propria integrazione, non più un approccio di tipo medicale, con l’accento posto sui deficit del soggetto, ma un approccio bio-psico-sociale con l’accento posto sulla valorizzazione delle competenze del soggetto e sulla loro spendibilità sociale, non più un approccio paternalistico-sostitutivo nei processi decisionali, ma piena valorizzazione del diritto del soggetto a ottenere quanto serve al suo pieno sviluppo».

«Se ciò era già chiaro a livello scientifico, finora non era altrettanto ovvio e operativo a livello di politiche per la disabilità, dove persiste ancora un’eccessiva distinzione tra politiche sanitarie e politiche sociali. Questa legge, tanto attesa dalle Associazioni familiari di disabili particolarmente gravi e intensamente sostenuta da Area Popolare, permette di superare questo gap e di individuare le risorse finanziare necessarie per incrementare il sistema di protezione sociale e di cura per le persone affette da grave disabilità prive del sostegno familiare anche attraverso regimi fiscali agevolati per le erogazioni liberali» conclude la Binetti.

Ma le migliorie sono sempre ben accette soprattutto nel garantire, com’è previsto dall’art. 19 della Convenzione Onu, «a tutte le persone con disabilità il diritto di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere».

Inoltre è necessario capire chi saranno i beneficiari del Fondo, poiché la legge si limita a parlare di «disabilità grave non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori» e, in questo caso, accederebbero anche gli anziani non autosufficienti.

Nel corso dei giorni questi punti dubbi, assieme a tanti altri non meno rilevanti, dovranno essere chiariti dato che si rischierebbe (come sempre) di incorrere nel caos all’italiana, dove a rimetterci sarebbero quelle famiglie che invece necessitano di una legge sana e ora più che mai adatta.

Caterina Caparello

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