InutilmenteFiga

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Sabato 7 maggio ’15 alle ore 21,00 al Teatro Europa di Aprilia approda un’altra tappa del tour dell’esilarante “one woman show” – di Elda Alvigini e Natascia Di VitoINUTILMENTEFIGA (tutto attaccato, beninteso) – che raccoglie i comuni stati d’animo delle quarantenni di oggi e che, dall’inequivocabile titolo – descrive una condizione mentale e sociale alla quale l’epoca contemporanea ci sta abituando: l’impossibilità, per una donna (presumibilmente) intelligente e sensibile, di non trovare un uomo!

A portarlo in scena è la ultradinamica Elda Alvigini, conosciuta al grande pubblico per il suo ruolo nella fiction tv “I Cesaroni” ma raffinata interprete al cinema con registi quali Caligari, Bellocchio, Sollima, Tognazzi e molti altri.

In “INUTILMENTEFIGA” prodotto da 8P Management di Christian Di Nardo, la Alvigini è anche autrice del testo insieme a Natascia Di Vito, montatrice per il cinema e la televisione che ha collaborato, tra gli altri,  al montaggio nel settore cinematografico dei film di  Michelangelo Antonioni, Gabriele Muccino, Garrone, Marco Risi, Carlo Verdone, Michele Placido.

Uno spaccato umano di femmine mature, sempre figlie di ex sessantottini, laureate, belle, con un buon lavoro, spesso separate e con figli, di cui è oramai sovrappopolata la nostra società. Sono donne realizzate, colte, intelligenti e che godono di una grande libertà, almeno apparente, di cui però non sanno bene cosa farsene. E, d’altro canto, non riescono a sottrarsi a  rapporti affettivi ricattatori come le innate frustrazioni di una madre-totem o di un padre superidealizzato che rende praticamente inadatto qualsiasi altro uomo; per non parlare dei retaggi cattolici che offuscano ogni possibile vera libertà femminile.

Afferma la stessa Alvigini, da donna con il cuore nonostante tutto ancora a sinistra: “noi siamo cresciute in un ambiente di sinistra colto, ateo e militante, siamo figlie del ’68 e delle sue convinzioni, troppo spesso sbagliate e comunque strane, buffe e incomprensibili per chi, come noi, in quegli anni nasceva. Attraverso i diversi argomenti affrontati nel testo, allo spettatore non sarà difficile capire che certa cultura sessantottina e di sinistra ci ha rovinato la vita!”

Dalla rivoluzione dei nostri genitori all’era del cellulare e di tutti i social media, il passaggio generazionale è drastico e la lotta lascia il posto all’attesa, dove il cellulare ed i suoi sms con risposte che non arrivano producono le peggiori frustrazioni di una donna la cui vita è già di per sé complicata. Contrappunto al monologo della protagonista sono le telefonate della madre e dell’amica i cui argomenti vanno dai rapporti affettivi familiari (educazione, traumi infantili, edipi vari) al problema relazionale con gli uomini, con le amiche, con la società, con la politica o quel che ne resta.

Disegno luci, tecnico luci e video Enrico Ceccarelli, la scenografia è di Antonello Pallotta, sound Designer Quadroli Bros, le musiche sono di Paolo Buonvino e le foto di Barbara Ledda, l’opera BARE SMILE è di GAIALIGHT (www.gaialight.com).

 

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