“Fenomenologia di Mika” di Lucia di Maro

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“Particolare ammirazione destano i suoi riccioli, che qualcuno vorrebbe fossero riconosciuti patrimonio dell’umanità, gli occhi e il sorriso.”

Uno dei numerosi elogi che l’autrice Lucia Di Maro rivolge alla star anglo-libanese Mika in questo saggio dal titolo Fenomenologia di Mika, pubblicato con Terebinto edizioni.

Ispirato all’opera di Umberto Eco Fenomenologia di Mike Bongiorno, l’autrice analizza i motivi del successo di Mika in Italia negli ultimi dieci anni: una popolarità ottenuta sicuramente grazie a numerose partecipazioni a X-Factor come giudice, fino allo show CasaMika di cui è protagonista. Ma cosa rende Mika così speciale? L’autrice raccoglie numerosi messaggi scritti dai fan sui social che lo acclamano per le sue qualità: amore per l’Italia, umiltà, tenacia, ma soprattutto il fatto che non si nasconde. La sua omosessualità dichiarata, da sempre fonte di discriminazione e pregiudizio, è un aspetto che Mika ha sempre difeso con coraggio nei confronti della società, ispirando molte persone a fare altrettanto.

Per i fan sfegatati di Mika, ma anche per coloro che vogliono semplicemente saperne di più su una persona eccezionale, questo è sicuramente un titolo da non perdere.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce dalla scoperta recente e del tutto fortuita di questo singolare personaggio che risponde al nome di Mika, fino a quel momento un perfetto sconosciuto per me che per quanto riguarda la musica pop sono più o meno ferma agli adorati Beatles!

Invece, circa due anni fa, intercetto in una trasmissione televisiva una scena alquanto surreale.

Il premio Nobel Dario Fo che , sulle note della famosa “Ho visto un re “ di Jannacci, duetta con un bel ragazzo riccioluto, dichiarandosene subito dopo grande ammiratore. Il ragazzo da parte sua, con uno strano accento ma in un italiano invidiabile, si dichiara onorato ed emozionato di conoscere un autore che aveva studiato a scuola  e che considera un “eroe” della sua adolescenza.

Ce n’era abbastanza per incuriosirmi e iniziare una mia personale “ricerca” sul personaggio, complice, confesso, anche un lungo periodo di semi immobilità per un brutto infortunio.

Scopro così trattarsi di una pop star internazionale, un artista poliedrico che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo, dotato di una personalità carismatica che al di là della dimensione artistica suscita interesse e ammirazione per la straordinaria efficacia con cui comunica il mondo di valori di cui è portatore

D’altra parte lo straordinario successo che ha subito incontrato in Italia, fin dalle sue prime apparizioni in TV di alcuni anni fa e la grande popolarità di cui gode tuttora ne sono la dimostrazione lampante.

E con questo piccolo saggio, molto immodestamente ispirato alla celebre “Fenomenologia di Mike Bongiorno” di Umberto Eco, anche per alcune caratteristiche che i due personaggi hanno curiosamente in comune, come spiego nel libro, cerco di indagare proprio le ragioni di tanta popolarità, analizzando il mondo dei media e soprattutto dei social dove l’artista è molto presente.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Più che un messaggio mi piace parlare di un invito che, dati i tempi mi sembra davvero opportuno…e cioè quello di guardare al prossimo senza pregiudizi di nessun tipo.

Chi penserebbe infatti che sotto le giacche glitterate di Mika c’è un conoscitore appassionato della letteratura e dell’arte italiana? O che questo “dandy del duemila”, come è stato definito, ha realizzato per il Corriere della Sera alcuni  videoreportage sui campi profughi siriani in Libano?

Leggi il mio libro perché…

Per condividere la scoperta dell’incredibile mondo dei fans,  quello che Mika chiama “le Nazioni Unite dalla differenza”, un mondo trasversale per generazioni, cultura, nazionalità, fede religiosa… In Italia, per esempio, dove è amatissimo, i suoi fans o per meglio dire i suoi followers, sono una vera una vera e propria comunità che lo segue in tutte le tappe dei suoi tour e lo supporta in ogni occasione.

Il saggio quindi apre degli squarci su questa platea multiforme, offrendo spunto per qualche sorriso e alcune riflessioni sui nostri giovani.

A questo proposito mi ha molto colpito il senso di solitudine che emerge dai messaggi di tanti adolescenti che sembrano trovare il loro punto di riferimento e il loro modello di vita in un personaggio del mondo artistico piuttosto che in famiglia o nella scuola.

E devo dire che, proprio per questo, diversi genitori e insegnanti hanno trovato interessante la lettura del libro.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il mio approccio è abbastanza recente. Conosco sicuramente le problematiche non indifferenti che affliggono questo mondo, ma l’impressione che ne ho ricavato è che prevalga, nella maggior parte dei casi, l’aspetto commerciale, insomma come recita il motto “business is business”.

Ecco allora che per un esordiente risulta pressoché impossibile pubblicare con un grande editore che non vuole rischiare potendo andare sul sicuro , ma dimentica che l’editore, che vuole definirsi tale, dovrebbe essere anche e forse soprattutto una sorta di talent scout e che ,in ogni caso, il rischio d’impresa è connaturato all’idea stessa d’impresa.

Per non parlare poi di molte case editrici piccole e medie che richiedono contributi o l’acquisto obbligatorio di un certo numero di copie, adducendo come motivazione la crisi che affligge il settore. E invece credo che proprio a loro converrebbe correre dei rischi, altrimenti viene il dubbio che abbiano sbagliato mestiere…

E per carità di patria tralasciamo le pseudo case editrici, in realtà solo tipografie, che a pagamento sono disponibili a pubblicare qualunque cosa, senza effettuare neanche una parvenza di selezione.

Ecco perché ho pubblicato con Il Terebinto, una piccola casa editrice indipendente, che oltre al saggio su Mika, ha anche curato la pubblicazione di due miei racconti in due sue antologie, senza richiedere “balzelli” di sorta. D’altra parte data la mia non tenera età, credo di potermi permettere il lusso dell’immodestia…

Progetti futuri?

Preferisco concentrarmi sul presente che mi vede impegnata a completare la stesura di una raccolta di 11 racconti con cui parteciperò alla XXXIII edizione del Premio Calvino, considerata la incoraggiante valutazione ricevuta in occasione della precedente edizione. Nello stesso tempo sto cercando un editore per un’impresa ancora più temeraria…la pubblicazione di una silloge poetica.

Il libro merita 5 stelle su 5

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