Fisherman Burger, la risto-pescheria di Roma

Fisherman

The Fisherman Burger è il nuovo ristorante di pesce della Capitale, inaugurato meno di un mese fa, con vista su Castel Sant’Angelo, che presenta un’offerta gastronomica moderna, interessante, in sintonia con le attuali tendenze della ristorazione. Ossia locali con arredi piacevoli e informali, curati nel dettaglio e con proposte gourmet innovative, non troppo costose, o meglio con una gamma di prezzi diversificata, e che in questo ultimo periodo stanno virando verso il pescato con la formula “lobster”. Da Fisherman è possibile passare una bella serata, mangiando a base di pesce, tra panini gourmet, salad, crudité di mare, ma anche fish and chips, e trovando piatti di pesce della tradizione italiana, in particolare pugliese, senza spendere una fortuna. È stato presentato alla stampa mercoledì 9 marzo in una serata mondana interessante, che ha visto le maggiori testate presenti all’iniziativa, ma che non ha mancato di stupire, perché man mano che si andavano a svuotare i tavoli degli invitati, subito i clienti – quelli veri – li occupavano. Merito senz’altro della novità degli arredi e del concept e anche del luogo magico in cui è stato aperto, di passaggio, affollato e che siamo certi farà la fortuna del locale.

Fisherman BurgLa sua fortuna la farà anche il design informale, in legno, con l’insistenza sulle tonalità marinaresche del bianco e del bluette, quasi elettrico, che decora tutto il mobilio, gli inglesi direbbero “forniture”, e anche il soffitto. Le decorazioni in vimini, che interessano anche i lampadari, e in corda arricchiscono il piacevole colpo d’occhio del ristorante e ne danno quel tocco da perfetto stile marinaro. Un design che ad alcuni ha ricordato quello di Fisherman’s Wharf, l’ampio pontile di San Francisco, dove tanti turisti vanno a vedere i leoni marini spiaggiati su enormi zattere. Un pontile vasto che diventa quasi un quartiere, interamente realizzato in legno, con colori chiari e la predominanza del bianco e del blu. Lo stile forse che l’architetto progettista ha voluto riprendere per il The Fisherman Burger, quasi in riva al Tevere.

La serata è stata allietata da una selezione di vini delle cantine del Marchese, che si sono adattati alle proposte culinarie “alla carta” che era possibile ordinare. Ogni invitato ha così potuto consultare il menù, scegliere il piatto, o i piatti, da testare e infine ordinare. Questo inevitabilmente si è un po’ riflettuto sul tempo del servizio in sala, cosa comprensibile, ma ha avuto l’indubbio merito di consegnare sulle tavole dei giornalisti quello che poi sarà la realtà dei piatti serviti da Fisherman. Insomma hanno giocato a carte scoperte e questo con la stampa di settore, abituata ad affrontare anche tre o quatto cene la settimana, rincorrendo le nuove aperture, può essere un rischio, ma può anche tradire sicurezza nei propri mezzi. Tra i vini in degustazione si è esordito con il prestigioso Cuvée Royale Marchese Antinori dalla Franciacorta per proseguire poi con un ottimo Pietrabianca Tormaresca (Puglia), virando in fine su di un rosso giovanissimo e intrigante come il Fichimori di Masserie Maime Tormaresca. Ad ogni modo la carta dei vini è di tutto rispetto e abbraccia l’intera Penisola.

Fisherman BurgerRaccontata la serata, bisogna adesso dire che The Fisherman Burger vuole essere uno speciale “luogo d’incontro” tra la tradizione marinara pugliese e la gastronomia del New England. Il locale di fatto è anche una interessante risto-pescheria, con un ampio e fornito bancone che permetterà ai clienti di scegliere direttamente il pesce da farsi portare al tavolo, o anche di ordinare il pesce e di portarlo via, come ci si trovasse appunto in una pescheria. Quella delle risto-pescherie è una tendenza che ha avuto uno sviluppo notevole negli ultimi anni in tutta Italia. Si tratta per lo più di vere e proprie pescherie che di sera hanno iniziato a proporre la rimanenza di giornata ancora fresca per l’aperitivo e la cena, vedendo quindi una nuova opportunità nell’aggiunta della gastronomia. Per fare questo la direzione ha lavorato anche sugli orari di apertura che saranno dalle 11 di mattina a mezzanotte. Non manca la zona mixology, per chi vuole rischiare di più e accompagnare il pasto con un blend, evitando per una volta il vino. Le sedute sono comode, un po’ meno i tavoli che ricordano quelli dei bistrot parigini per altezza e grandezza. Sono però intarsiati e molto piacevoli sia al tatto che alla vista, cosa importante visto che non vengono coperti da tovaglie e le pietanze vengono servite su grandi piatti da portata, sempre accompagnati da chips e da salad.

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