Francesco Di Giacomo – La parte mancante

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Accade non di rado che di un grande artista scomparso prematuramente venga pubblicato qualche lavoro postumo, tirando fuori quello che di lui era rimasto in qualche cassetto e riarrangiandolo. Quello che è stato fatto per Francesco Di Giacomo, storica voce del Banco del mutuo soccorso, invece è ben differente. Lui stava già lavorando con Paolo Sentinelli da 10 anni a questo album, sarebbe dovuto uscire da lì a poco, ma visto l’avvenimento Paolo e Antonella Caspoli sua moglie hanno deciso di ritardarne l’uscita d diversi anni. Oggi sono da noi per spiegarci tutto quello che ci sta dietro.

Eccoci qui con i ragazzi, Antonella Caspoli e Paolo Sentinelli.
A: “Ciao. Grazie per i ragazzi [ride, ndr].”
P: “Ciao, buonasera a tutti.”

Sotto gli occhi di Antonella, visto che Paolo non era ancora arrivato, ho scartato la mia copia del vinile di “La parte mancante”.
A: È vero, l’ho visto io [ride, ndr].”

Spieghiamo un po’ questo progetto, che non è il solito di inediti tirati fuori dal cassetto chissà dove. Non è un’operazione commerciale: è stata pensata e realizzata in più di 10 anni. Che sia postumo alla scomparsa di Francesco è una cosa che non si poteva prevedere purtroppo.
P: “Sì è un disco postumo, è uscito dopo 5 anni perché io e Antonella Caspoli qui con me, la moglie di Francesco, abbiamo dovuto elaborare, prenderci il tempo perché non era semplice superare una cosa del genere, un’emozione così. Il disco era già tutto pronto, doveva uscire 4-5 mesi dopo, era tutto fatto, dovevamo solo metterlo in bella copia. Però non eravamo in grado, non ce la siamo sentiti. Per rispetto di tutto, di questa storia bellissima, di questo disco scritto in 10 anni, scritto in un modo anomalo, molto romantico e poetico, nel senso che io andavo sempre a casa di Francesco a pranzo, poi nei nostro dopo pranzo facevamo le nostre belle chiacchierate su tutto: sulla vita, sull’amore, sulla politica. Ridendo, scherzando, cose serie. Io prendevo appunti di quello che veniva fuori. Tornavo a casa con questi miei foglietti, mi mettevo al pianoforte e scrivevo delle melodie. Poi tornavo da Francesco e gliele facevo sentire. Comunque noi eravamo felicissimi, c’era una grande intesa nello scrivere insieme, nel senso che non ci raccontavamo nulla: “metti quello, metti quell’altro”, ma quello che era, tutto così spontaneo tra noi. Antonella quando tornava ci trovava felici perché noi avevamo scritto una cosa, e c’era proprio l’esigenza di vedersi per scrivere. Senza pensare: “adesso facciamo un disco, adesso facciamo quello”. E la stessa esigenza l’abbiamo rispettata dopo che è successo… Diciamo che nel 2013 noi avevamo davvero deciso di pubblicare, proprio alla fine del 2013, avevamo detto: “ok usciamo con questo lavoro”, e poi è successo quello che è successo. Abbiamo aspettato, ci siamo presi il tempo per elaborare, e adesso è una gioia, è una rinascita, perché il tempo necessario serve.”

Quindi spazziamo via queste voci di chi pensa: “è il solito disco postumo di un grande artista amato da tutti”, “hanno voluto ritrovare della canzoni sue”. Non è così.
P: “Se fosse stato così l’avremmo fatto dopo 5 mesi.”
A: “Questa cosa, se posso dire, di sentire un’affermazione del genere è sinceramente non tenere conto del dolore di questi 5 anni. Io e Paolo eravamo, posso dirlo, con le ali sgonfie, completamente a terra. Quindi quando ascoltavamo le tracce registrare di Francesco per noi era un dolore. E non è stato facilissimo poi prendere tutte queste cose e dire: “dai, adesso lo possiamo fare”. Lo abbiamo detto più volta, ma ci siamo sempre fermati, perché era veramente tanta l’emozione, e quindi era un po’ difficile fare questa cosa. Operazione commerciale, proprio no. È proprio sincera, lo dico da produttrice [ride. ndr], perché mi ritrovo produttrice, però è stata veramente una cosa sincera. Noi non siamo di questo mestiere.”

Intanto diciamolo, Paolo è stato un tastierista collaboratore del Banco,
P: “Sì ho collaborato. Ero un loro fan, ho conosciuto Francesco ai concerti del Banco. Ho suonato nel disco “Il 13” insieme a Vittorio Nocenzi e ho prodotto anche “No palco”. Devo dire che la scuola del Banco è stata importante, ha insegnato molto a me come a tante persone. Così è stato l’incontro con Francesco: da fan del Banco. Ci siamo conosciuti, quando nel 2003 è stato prodotto “No palco” abbiamo cominciato anche a frequentarci, andavamo in giro per qualche radio per fare promozione. Ripeto, era un’abitudine: “vieni su a pranzo, ci vediamo domani”, che era sempre a pranzo, non era: “ci vediamo domani” dove, a che ora. Sempre a casa sua.”

Il Banco è veramente un gruppo amatissimo, tra i più amati, anche uno che non ha tutte e cinque le dita di una mano, il Banco ci sta lo stesso nel conto dei gruppi italiani più amati. E poi Francesco è un personaggio straordinario, l’ho conosciuto di persona a Festambiente, lui parlava tutto il tempo con la gente e gli piaceva il contatto.
A: “Poi Festambiente era una festa bellissima, era uno di quegli appuntamenti dove Francesco andava veramente volentieri.”
P: “Francesco era così, si presentava non in anticipo, di più. Mi ricordo una volta, noi abbiamo fatto diversi concerti assieme pianoforte e voce presentando questa canzoni, che andammo a Salerno, al teatro di Salerno. Io dico: “vabbè dai, il concerto c’è alle 8 e mezzo, siamo pianoforte e voce, non è che serve che dobbiamo stare lì a fare…”. E lui: “va bene, passami a prendere alle 10 di mattina a casa mia” [ride, ndr]. Io ho risposto “ma come scusa alle 10 di mattina, noi andiamo a Salerno, da Roma a Salerno, in 2 ore stiamo giù. Partiamo alle…”. Lui: “No, no, andiamo giù, ci mangiamo uno spaghetto con le vongole, ci mettiamo in riva al mare, ci vediamo il teatro, stiamo lì, portiamo la roba in albergo, e poi ci rilassiamo…”.”
A: “Troviamo qualche bottega…” [ride, ndr].”
P: “Lui era così [ride, ndr]. Io sono partito alle 10 del mattino per andare a fare un concerto alle 9 di sera al teatro di Salerno, pianoforte e voce, quindi di solito per i musicisti significa che il check è velocissimo “lo senti il pianoforte? La senti la voce?”, è semplicissimo, non è che dobbiamo fare chissà che suono. Francesco amava molto questo.”

Bello, veramente interessante. Tra l’altro, visto che voi uscivate assieme a giro per i vari posti tra la gente, non credo che fosse raro che qualcuno lo riconoscesse e gli volesse anche solo stringere la mano, fare qualche parola con lui.
P: “Lui era disponibilissimo. Infatti io amo dire che Francesco era un artista a trecentosessanta gradi, anche quando andava a fare la spesa al supermercato, perché magari faceva dei monologhi per il pecorino sardo… [ride, ndr].”
A: “Davanti al banco di gastronomia, dicendo alle signore: “perché compra quel prodotto lì, deve comprare quest’altro” [ride, ndr].”

Torniamo dal ricordo di Francesco all’album “La parte mancante”. Com’è che è venuta l’idea di farlo uscire solo in vinile e solo nelle edicole? C’è dietro Bellachioma, Prog Italia, ma è una cosa particolare, sinceramente è la prima volta in anni che la vedo fare.
P: “Perché è una cosa bella, e quando senti che una storia è giusta, è bella, la segui, perché chiaramente abbiamo avuto contatti con quelle che vengono definite le major, però a noi interessava come veniva lavorato il prodotto, il gatefold, la copertina, il contenuto. E poi è arrivato Guido Bellachioma, che è una persona che ha sempre creduto in questo progetto, c’è sempre stato anche negli incontri con le major, conosceva bene Francesco, e ci ha fatto questa proposta: “ma perché non usciamo con la rivista Prog Italia?”. Tra l’altro sono state stampate un numero importante di copie di vinile, e quindi tutto questo devo dire che è bello. Guido ci ha messo l’amore, la professionalità, con Francesco Coniglio. Noi cercavamo soprattutto, più che i punti sulle royalties, il nome della major, la griffe da mettere, qualcuno che mettesse lo stesso amore, la stessa passione che abbiamo messo io e Antonella nel fare le cose.”
A: “Assolutamente sì. In Guido e Francesco devo dire che abbiamo trovato queste due figure che hanno abbracciato questo progetto come noi, sì. Posso dire una cosa a proposito delle edicole? Esse sul territorio italiano sono circa trentamila, il disco è stato stampato in seimila copie, quindi quando leggiamo in rete, oltre a tutti i commenti bellissimi: “non si trova”, “è un’operazione commerciale”, “sembra un’operazione di marketing”, questa cosa un po’ mi ferisce, perché appunto non è un giornale per fare i cruciverba: è un prodotto importante che ha un costo, e che quindi non poteva essere stampato in trentamila copie e dato uno per edicola. Si capisce che forse bisogna rivolgersi alle edicola centrali.”

Anche perché poi il primo che lo prende, il secondo arriva e dice “non c’è!”.
A: “Esatto, qui possiamo dirlo finalmente.”
P: “Magari arriveremo a stamparne altre, visto il successo che sta avendo.”

Per averlo deve scattare una scintilla di intelligenza, e cosa si fa se si arriva e non lo si trova? Come si dice in Toscana, si mangia pane e volpe e lo si chiede all’edicolante che ce lo ordini.
A: “Uno potrebbe [ride, ndr] anche ordinarlo online a Sprea direttamente, oppure aspettare ad aprile che uscirà il CD, che avrà anche quattro tracce bonus. Quindi c’è qualcosa in più, e i CD saranno venduti nei posti dove si vendono i dischi, detto per rassicurare tutti [ride, ndr]. E comunque diciamolo chiaramente, non è un’operazione commerciale, perché nessuna major avrebbe stampato così tanti vinili, come invece ha fatto Prog Italia con Bellachioma.”

Intanto so che a Roma è stato redistribuito.
P: “Si, sono state stampate altre tremila copie, è in distribuzione, perché abbiamo veramente sentito un affetto profondo, e soprattutto come diceva Antonella commenti positivi proprio sul contenuto artistico, che come dicevi te all’inizio non voleva essere un disco postumo, tirato fuori da un cassetto quasi come le ruote di scorta di una carriera artistica. Invece no, questa non è di scorta, è proprio una parte mancante artistica di Francesco. Lo abbiamo chiamato così, “La parte mancante”, perché chiudiamo un cerchio della sua storia artistica. Devo dire che tutti quelli che hanno lavorato a questo disco, musicisti bravissimi, come Maurizio Masi che ha fatto la produzione artistica e la batteria, Adriano Viterbini tutte le chitarre, Toni Armetta e Danilo Fiorucci il basso, Tiziano Ricci ha fatto un brano solo di violoncello, Max Dedo tutti i fiati. Io amo molto l’elettronica, ma tutti gli strumenti erano veri: gli archi sono tutti veri come il pianoforte, tranne in un pezzo volutamente digitale. Abbiamo voluto registrare tutto con strumenti acustici. E poi Alessandro Capotto al clarinetto, Alex Di Nunzio che ha fatto il mix, Leonardo Sentinelli che ha suonato in due brani la batteria, Andrea Di Nunzio ha messo la chitarra in un pezzo, insomma tutte persone che si sono messe a disposizione con una passione, con un’anima proprio bella, vera. Noi l’abbiamo fatto con questo approccio, quindi cercavamo questo tipo di musicisti. E anche per Guido Bellachioma, fuori dai semplici schemi commerciali. “

Questo album si trova anche su Spotify. Ascoltatelo e poi compratelo, perché è tutto un altro mondo, dall’mp3 in cuffiette al vinile in stereo a casa. L’ultimo regalo che ci ha fatto Francesco, con la sua grandezza artistica e non solo. Ma per voi c’è una canzone a cui siete legati in particolare?
A: “Per me è “Il senso giusto” che ogni volta è come se mi prendesse un po’ lo stonaco e mi torcesse dentro. È una cosa molto fisica quello che sento. Però anche “Emullà” che è così diversa, con la parte tutta elettronica che Paolo ha progettato, ha vestito, è stata una cosa meravigliosa, con la batteria di Maurizio Masi. Quello è un recitato, Francesco su queste cose, dal momento che tutti lo conoscono con questa splendida voce, a 67 anni forse ha goduto nel fare il recitato, ci ha voluto sorprendere. Lui amava anche il teatro, il cinema.”

Ma come è venuto fuori il testo dissacrante della scimmietta Emullà?
A: “Andrea Satta faceva un festival molto bello che si chiamava Ferrovia dell’allume, e chiese a Francesco di scrivere qualcosa sull’allume. Se ci fate caso Emullà è il contrario di allume, allo specchio. Quindi aveva scritto questa cosa, perché lui era così visionario, era uscita fuori questa cosa meravigliosa forse intorno al 2000-2002. E poi è arrivato Paolo a casa e ha detto: “senti, questo testo lo puoi leggere per favore?” Paolo continua.”
P: “Sì, e tutte le voci sono state registrate a casa sua, o nella nella sala da pranzo, nel soggiorno…”
A: “Sempre di cucina si parla [ride, ndr].”
P: “Sì, soprattutto in cucina [ride, ndr], Francesco aveva una piccola stanzetta, nella bonus track che è “Puntualizzazioni sulla vita” lui ha proprio cantato seduto su una poltrona, una classica dopo pranzo, lui sdraiato lì e io che gli tenevo il microfono. Per “Emullà” la stessa cosa, gli ho fatto: “figa ‘sta cosa, leggila senza musica, leggila come la senti. Interpretala senza schemi”. E io sempre dandogli il microfono ho registrato questa cosa. Sono tornato a casa e ci ho costruito sotto tutto quello che senti, mentre lui parla e recita a suo modo la storia meravigliosa di questo primate, che vuol dire che c’era prima di noi, di tutte le altre cose [ride, ndr]. Per cui segue la strada delle stelle, è di una magia, di una poesia incredibile.”

Io non voglio dire che per forza quando registravate così fosse buona la prima, però poteva anche succedere. Non è che ci stavate ore, giorni a registrare un pezzo.
P: “No no, perché comunque sia pensavo sempre di fare degli appunti e basta, ripeto, abbiamo sempre pensato così: “bene adesso appuntiamoci questa voce, la melodia”. Chiaramente si impegnava, non è che lo facesse così, era molto contento e convinto, però i mezzi tecnici, la voce è stata registrata in questo modo. Senza un preamplificatore, con solo un computer portatile, e poi devo dire che Alex Di Nunzio ha fatto un lavoro incredibile, perché è bravissimo, ha mixato tutto il disco e devo dire che anche Tommaso Bianchi in fase di masterizzazione. Il disco suona molto bene.”

Vero, vero, è stato davvero un bel lavoro. Quando metterò il disco sul piatto, alzerò il volume e vediamo come regge.
P: “Regge bene, abbiamo fatto dei test, e siamo molto soddisfatti sia dal punto di vista tecnico che della confezione, grazie a Guido, perché è un vinile 180 grammi con dodici pagine di libretto dentro 30×30, bello, fatto veramente molto bene.”

Ripetiamo, per avere il vinile basta andare in edicola e chiedere la prima uscita dei vinili di Prog Italia, Francesco di Giacomo “La parte mancante” e l’edicolante sarà contento di ordinarlo. Ha anche un costo contenuto.
P: “Sì, anche quello. Costa 19 Euro e 90 al pubblico, quindi anche lì è stata fatta una scelta per consentire a tutti di poterlo prendere, se pensi che un CD minimo costa 15 Euro. Siamo contenti di come sono andati e come stanno andando, siamo contentissimi di questo CD che uscirà il 19 aprile, in cui ci sono quattro bonus track, c’è Francesco che legge “Cenerentola”, la sua versione, senza musica perché con Antonella abbiamo detto: “lasciamo solo la voce di Francesco”. Io potevo suonarci il pianoforte sotto, potevo mettere suoni. No, invece è stata fatta solo con la voce di Francesco per lasciare una versione di lui che a casa recita leggendo “Cenerentola”. Poi ci sta un brano che è “Alì” scritto nel 2004, abbiamo suonato con Adriano Viterbini a casa da me, Francesco legge questa piccola storia su un ragazzo a cui sono state amputate le bracci a seguito del secondo bombardamento di Baghdad. Con Adriano ho suonato delle tastiere giocattolo, abbiamo fatto questa versione pensando a un bambino, quindi i suoni sono dei giocattoli. Poi c’è “Puntualizzazioni sulla vita” che facevamo sempre dal vivo, pianoforte e voce, quella che ti dicevo registrata con la voce di Francesco sulla poltrona appena sveglio. Il testo è di Boris Vian, ma lui la sentiva molto. E poi per ultima abbiamo “Bomba intelligente” che è un brano che abbiamo scritto nel 2005, e nel 2016 siamo stati premiati con la targa Tenco per il miglior brano del 2016, che è stato messo nel disco di Elio e le storie tese “Figgatta de blanc”. E la bonus track questa volta è al contrario: è Elio che canta “Bomba intelligente” sul disco di Francesco, e quindi abbiamo una versione acustica pensata pianoforte e voce, suonata da Rocco Tanica e cantata da Elio.”
A: “E lo diciamo per la prima volta perché proprio oggi abbiamo l’ufficialità che questa cosa è stata fatta. È proprio un’anteprima che stiamo dicendo.”

Per fortuna il mondo della musica di qualità non finisce mai di stupire e di portare cose nuove, cose belle, veramente da ascoltare.
P: “Tra l’altro la partecipazione d Elio, Elio e le storie tese, è anche qui legata a un rapporto molto affettivo, perché loro hanno preso questo brano lasciando la voce di Francesco, mettendola nel loro disco, con un rispetto e una professionalità unici. Sono sempre stati rispettosissimi e molto carini, si è creato un feeling tra me e Rocco Tanica, e anche con Antonella. Sono state persone, che tu definisci proprio musicisti preparatissimi: erano nel pieno dei concerti e invece abbiamo trovato disponibilità. E proprio sulla base di questo si è creato un feeling, loro con ancora più umanità e professionalità hanno fatto la versione pianoforte e voce, cantata da Elio. Abbiamo questa piccola chicca dentro l CD.”

Sono grandi personalità, che una volta tanto invece di farsi la guerra tra loro si uniscono in nome della musica.
P: “Lotte con loro proprio mai, devo dire, e anzi grazie per quello che hanno fatto, anche per il bel rapporto insomma. L’ultima cosa la vorrei dire sul video, che abbiamo con la regia di Fabio Massimo Iaquone e prodotto da Antonella. È un video secondo me meraviglioso, Fabio ha fatto tutto quanto. Siamo molto contenti e stiamo lavorando a un nuovo video. Anche Fabio si è messo con la sua arte e la sua genialità a disposizione del progetto con tanto amore, devo dire.”

Questo è il secondo singolo che possiamo dire verrà estratto dall’album.
P: “Sì, sarà “Insolito”.”

Ma siamo ai saluti finali. Ringraziamo Francesco che ci ha messo la voce e la genialità, ringraziamo voi che ci avete messo l’anima e non solo. Ci avete regalato una cosa mancante. Spero che continuino a emergere certi progetti che fanno musica di qualità e che abbiano il riscontro che si meritano.
P: “Io penso che aldilà del genere, se le cose sono fatte per bene, poi alla fine arrivano. Il pubblico, gli ascoltatori e gli amanti della musica li recepiscono sempre.

E che queste opere si diffondano tra i giovani che iniziano ad ascoltare musica adesso.
P: “I testi sono molto profondi, sono delle poesie, che magari sono un po’ fuori dal tempo storico che stiamo vivendo in questo momento. Ma Francesco era così, noi siamo così, e quindi siamo ben felici di quello che abbiamo fatto.

Ma questa è musica senza tempo, non passerà mai di moda. Grazie ancora. Dovunque tu sia Francesco ti ringraziamo per questo regalo.
A: “Grazie a te e a tutti”
P: “Grazie, grazie a tutti quanti.”

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