Il grande e potente Mogu

MOGU youbee

 

È stata veramente brutta la lontananza dal blog in questi giorni, il pensiero di non potermi dedicare alla scrittura è stato veramente sfiancante, fortunatamente oggi è una giornata piena di ossigeno quindi posso scrivere. Sono molto felice perché ritorno con un articolo su di una delle tematiche che più mi affascina e nel quale più nutro speranza, l’ecosostenibilità. In più si tratta anche di una storia che racconta di sogno che si è realizzato di alcuni ingegneri italiani. Insomma parliamo di questo Mogu.

Il Mogu, anche se sembra il nome di uno stregone o di qualche mostro fantasy, è un materiale, leggero e resistente al fuoco, ricavato da rifiuti agricoli come paglia, segatura, o fondi di caffè. Praticamente un materiale molto simile al polistirolo ma con le qualità superiori, praticamente migliore o comunque allo stesso livello della plastica.

La storia di Federico Grati e Stefano Babbini ed infine di Maurizio Montalti dovrebbe essere di esempio a molti di noi, perché hanno realizzato un prodotto che ha le potenzialità di rivoluzionare il mondo degli imballaggi e dei contenitori ad uso domestico e non solo. Esatto perché con il Mogu gli imballaggi saranno perfetti come quelli prodotti tradizionalmente, ma al contrario il materiale è completamente biodegradabile.

Il processo di produzione avviene senza il necessario bisogno di condizioni ambientali particolari come temperature o pressioni elevate, anzi , come scritto all’interno dell’intervista che potreste facilmente trovare sulla famosa rivista “Le scienze, gennaio 2016″, per produrre il mogu basta trovare lo spazio e controllare le temperature.
Ovviamente avviene un passaggio di pulitura della materia prima ( scarti agricoli), per evitare che ci siano microrganismi all’interno, successivamente vengono depositati in un ambiente controllato ed in dei contenitori, il micelio inserito nel processo deve crescere affinché colonizzi il substrato ed il gioco è fatto, ovviamente il micelio deve essere disposto in base alla forma che si vuole produrre.
Il tutto come detto è possibile degradarlo attraverso un semplice processo di compostaggio (Manuale di compostaggio).

(Cos’è il micelio? Il micelio è l’apparato vegetativo dei funghi)

Ovviamente per ora questo “Polistirolo emotivo” ancora non è pronto all’utilizzo nella vita di tutti i giorni, dovremo aspettare ancora del tempo prima che finiscano tutti i test e i controlli, però non si può non apprezzare l’impegno che questi italiani hanno messo per la salvaguardia del pianeta. Sicuramente è vero che non lo hanno fatto gratis, ma è altrettanto vero che se i soldi fossero sempre utilizzati per ricerche e prodotti che non danneggino il pianeta e i suoi abitanti io sarei ben felice di pagarli.
L’idea di una vita pulita e sostenibile può realizzarsi, il difficile è solo comprendere che non sia difficile intraprendere un cammino verso il giusto, verso un futuro pieno di ossigeno e zero inquinamento (altro che polveri sottili).

In conclusione spero che questo articolo sia stato interessante anche per voi, sono convinto, come molti altri blogger, che le persone debbano conoscere il mondo Bio e il mondo dell’ecosostenibilità perché c’è al giorno d’oggi molta ignoranza e confusione.
Quindi sensibilizzare (o almeno provarci) per me è un dovere morale, anche se si tratta della semplice ipotetica sostituzione degli imballaggi tradizionali con qualcosa di meglio.

Un sorriso ed un saluto per tutti, 
L’Onironauta,
Alfredo Matrella.

 

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