Guida: Bravi per Roma

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“L’automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti e incompleti.” Marshall McLuhan

A volte amici e conoscenti mi chiedono il motivo per cui uso poco spesso la macchina,
ed io ogni volta che rispondo riesco sempre a stupirli, sia positivamente che negativamente. In parte comprendo il loro stupore considerato il fatto che abito a Roma e visto che il non usare la macchina, o il motorino, nella vita quotidiana di questi tempi sia una scelta veramente ardua, soprattutto perché implica il dovere affrontare avventure che solo i servizi di trasporto pubblico di questa città sanno offrire.

Oggi però non voglio mettere al centro dell’articolo ATAC o Cotral, bensì cercherò di fare un elenco di fenomeni che accadono sulle strade della capitale e nei suoi dintorni.
Fenomeni legati, soprattutto, a figure come automobilisti e motociclisti che sempre di più stanno spingendo alle strette il concetto di guida civile (concedetemi il termine).

Nel titolo ho utilizzato l’appellativo “Bravi”, per alcuni automobilisti e motociclisti, per fare un collegamento con il romanzo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni.
Tutti siamo al corrente che ci sono delle regole da rispettare quando si guida, e ci sono regole anche quando si gira per la strada (anche pedoni e ciclisti hanno delle regole da rispettare anche se molti di essi le ignorano), e tutte queste regole sono scritte nel CODICE DELLA STRADA (che non è una sorta di comportamento di onore tra aspiranti piloti e pedoni). Queste regole, almeno da quanto si può notare in giro, non sono sempre rispettate, anzi direi che oggigiorno siano veramente pochi coloro che le rispettano.
Ed io voglio andare a denunciare i comportamenti di coloro che si mettono al di sopra dell’autorità del codice della strada che di conseguenza creano caos, nel migliore dei casi, e morte, nel peggiore dei casi, per le vie della città.
McLuhan forse aveva ragione, dicendo che senza automobili gli esseri umani si sarebbero sentiti “nudi, incerti e incompleti” (Gli strumenti del comunicare, 1964), infatti nonostante il periodo di crisi il tasso di motorizzazione in Italia è aumentato dall’anno 1991, che presentava 501 auto ogni 1000 abitanti, al 2012 in cui era di 621 auto ogni 1000 abitanti (NoiItalia, Istat).
Ma i tre stati introdotti dal sociologo canadese (senso di nudità, incertezza ed incompletezza del carattere) non credo siano colmati dal possedimento di un’autovettura, anzi in alcuni casi credo che il fatto di andare in giro su una macchina addirittura li nasconda e quando non si vede un problema ne nascono quasi sempre altri.
Ecco coloro che “non vedono” le proprie incertezze e incompletezze alla guida ma che guidano ugualmente in modo spensierato sono i nuovi BRAVI.
Ma in parole povere chi sono?
I bravi sono:
– Coloro che parlano al telefono in macchina anche quando affrontano curve in quartieri residenziali o in prossimità di scuole.
– Quei fenomeni che credono sia ammesso il sorpasso a destra per chi è alla guida di un motorino o di una moto.
– Coloro che fumano all’interno della propria macchina con i finestrini chiusi.
– Chi guida mentre parla faccia a faccia con Morfeo.
– Chi guida con l’intenzione di arrivare in orario uscendo di casa nettamente in ritardo.
– I pedoni che attraversano dove e quando gli pare senza un minimo di rigore morale e logico.
– Quei tizi che scambiano le strisce pedonali per il pianerottolo di casa dove si scambiano due chiacchiere col vicino.
– Quelle persone che spuntano all’improvviso e in men che non si dica sono a 2 centimetri dalla macchina ed invece di finire quella che pare sia una traversata infinita si fermano a maledire l’autista.
– I motociclisti che hanno concezioni strane dello spazio e guidano come se la strada fosse un percorso ad ostacoli e che a volte non sanno nemmeno loro che cosa vogliono fare e dove vogliono andare.
– Quelli che non rispettano i limiti di velocità.
– Gli indecisi, che bloccano la strada per km andando addirittura a meno del limite di velocità minimo stabilito.
– Quelli che non usano le frecce perché hanno un malsano ego che li porta a credere che gli altri siano a conoscenza delle loro volontà e delle loro prossime azioni.
– Quelli che usano le frecce in modo errato, depistando anche i migliori detective come S.Holmes, S.Spade o J.Bond.

Ci sarebbero anche altri casi ma credo che il messaggio sia già abbastanza chiaro.
Ora non credo che il Codice della Strada sia scritto male e non credo che le regole presenti al suo interno siano così pesanti e difficili da rispettare, quindi il problema va rimandato a chi le deve rispettare che evidentemente non le rispetta. Quindi?
Quindi perché non le rispetta? La risposta spero che ce la darà chi dovrebbe assicurarsi che le regole siano rispettate, che potrebbe trovare molte soluzioni ma che invece per ora sembra vogliano solo aumentare il numero di multe.
In maniera del tutto ingenua mi chiedo “se arrivano i soldi, ma il problema non cessa di esistere e nemmeno diminuisce di un minimo” non è che per caso la soluzione precedente trovata non funziona?
Nel 2012 si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716 (Comunicato stampa, Istat, 2013).
Numeri mostruosi!
Due ultime domande sorgono spontanee nel finale:
– Se esistono i Bravi, chi è Don Rodrigo ?
– E noi, riflettendoci bene, siamo sicuri di essere Renzo o Lucia?
Quindi credo che sia ora di fare qualcosa per questa situazione e questa volta trovando una soluzione che faccia bene ai cittadini e a nessun altro. Sperando che la DIVINA PROVVIDENZA si ricordi della sua antica mansione!

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