HERE WE GO AGAIN!!!

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Il solito vecchio vizio all’italiana si perpetra e si amplifica, come al solito, anche di fronte alle peggiori circostanze, facilitato purtroppo dalla possibilità per chiunque, grazie al web, di poter dire la propria opinione, anche quando poco inerente ai fatti.

Ed eccoci così  a leggere vorticosamente qualsiasi cosa sulla bruttissima vicenda della Discoteca di Corinaldo, tragedia che ha visto coinvolti soprattutto 5 adolescenti ed una povera mamma che non vedrà crescere i suoi figli e non potrà mai consolare quella che l’ha vista morire per accompagnarla al concerto del suo idolo.

Ed eccoci così ad assistere alla quotidiana caccia alla volpe, con il consueto bailamme mediatico di colpevoli e colpevolizzatori che chiamano in causa qualsiasi aspetto possa aiutare a trovare una motivazione, teorica o pratica, a quello che è successo. E se ne legge veramente di ogni: dalle ipotesi più realistiche di una scarsa sicurezza all’interno del locale in occasione dell’evento, all’eccessivo sovraffollamento – come se la capienza dei locali fosse stato mai un numero preso in considerazione dai proprietari, vedi una qualsiasi serata di una qualsiasi famosa discoteca in una qualsiasi città del paese – dovuto a biglietti venduti senza limite da PR senza scrupoli, alla facilità con cui si possa reperire uno spray al peperoncino, alla deriva della generazione di oggi fino al cattivo esempio del protagonista della serata, il trapper Sfera Ebbasta, contro cui è stata addirittura organizzata una class action. Si potrebbe, quindi, stare a discutere per ore su ogni sfaccettatura che questa brutta notizia ha offerto, resta fermo che delle vite sono state spezzate e che quel segno indelebile in coloro che quella sera erano lì solo per divertirsi, grida e merita giustizia vera e non mediatica.

Se vogliamo, però, per un momento cercare un altro punto di vista, uno spunto di riflessione per chi, come me, si focalizza sul fattore musicale che è alla base della serata, probabilmente ci si può soffermare sul motivo per cui così tante persone quella sera affollavano oltremodo quella discoteca: l’ospitata di Sfera Ebbasta!! Figlio dell’attuale scena musicale che vede una profusione di rapper e trapper dell’ultimo minuto, improbabili giovani prodotti commerciale che raccontano un vissuto che neanche nei peggiori sobborghi del Bronx o che inneggiano ad una vita di sessodroga&rock’n’roll da lusso e soldi facili perché colpiti da un’infanzia difficile e cresciuti senza prospettive di futuro. Aldilà del fatto che, per fortuna, la situazione degli adolescenti italiani non apparrebbe cosi diffusamente drammatica ed abbandonata a se stessa e tralasciando il valore musicale dei brani, già solo l’immagine di uno Sfera Ebbasta, come di uno Young Signorino o della Dark Polo Gang – considerata anche l’età dei soggetti coinvolti di poco lontana dai tempi dello svezzamento – lancia senza dubbio un primo allarme. Rolex, catenone d’oro, abiti stragriffati, tatuaggi sul viso, scarpe edizione limitata dal costo pari a quello di un monolocale in centro…Esempi da temere piuttosto che da seguire. Ed è da questo, infatti, che nasce un altro filone delle tante chiacchere di questi giorni: “ai miei tempi era diverso!”

Si, ai tempi dei genitori – ed in alcuni casi nonni – di questi poveri ragazzi di oggi costretti ad ascoltare trap, c’era la MUSICA, quella fatta di studio, ricercatezza, gavetta. Ma a voler dirla tutta, andando ad approfondire, in fondo gli idoli di quegli stessi tempi erano personaggi del calibro di Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Kobain…miti che del sessodroga&rock’n’roll hanno fatto il loro slogan di vita, in un periodo storico in cui droga, LSD, AIDS mietevano vittime ogni giorno.

E allora, perché condannare gli idoli di oggi che, a guardar bene, hanno molto in comune con gli idoli di ieri semplicemente attualizzati? O forse la domanda più appropriata sarebbe: cosa c’è di diverso ora da ieri per cui quegli idoli dalla vita sregolata non avevano un impatto così devastante come quello di oggi? Sarà che i ragazzi oggi sono più liberi e precoci, diretta conseguenza dell’evoluzione della generazione precedente, e vivono più a pieno le loro emozioni? Sarà che la società di oggi riesce a fare meno scudo con valori positivi di quanto riuscisse prima? Sarà che i ragazzi di oggi, in un società frenetica e distratta, hanno solo bisogno di essere ascoltati e capiti di più dalla generazione che, invece, quello scudo di valori lo ha avuto?

Agli idoli dei posteri l’ardua sentenza!!

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