I compleanni

happy

Ho sempre creduto che fare la festa di compleanno potesse essere un modo di raggruppare per una serata (o giornata a seconda della megalomania della persona in questione) tutte le persone a te care.
Quando sei piccolo, i tuoi genitori ti organizzano le feste di compleanno per ricevere vestitini dagli amici storici (dato che nel giro di qualche giorno non ti entra più nulla perché si cresce ad una velocità stile “Flash”). Poi, una volta che inizi a capire cosa vuol realmente dire FARE LA FESTA DI COMPLEANNO, tutti i tuoi amichetti di scuola arrivano e tu non hai nemmeno il tempo di mangiare nulla sul tavolo imbandito a festa che è già tutto finito. I clown che animano la festa ti fanno giocare, a fine festa ognuno va sempre via con un regalino – nemmeno a dire che il compleanno era stato il loro – e tu ti ritrovi a guardare sul serio cosa ti hanno regalato perché lo scarto dei regali dopo la torta è un rituale fatto più per ringraziare chi ti ha fatto quel determinato regalo piuttosto che capire cos’hai tra le mani in quel momento! E così passano gli anni e con loro anche le elementari (5 feste di compleanno), le medie (3 feste di compleanno) ed il liceo (5 feste di compleanno ma quelle da non dimenticare sono i cosiddetti “diciottesimi” ovviamente quelli degli altri e non il tuo dato che ti senti grande e responsabile e dopo aver ingurgitato due shottini di vodka non ti ricordi nemmeno come ti chiami, figuriamoci della festa!). Una volta arrivato all’università, poi, sta a te decidere o no se è il caso di continuare a festeggiare. E qui si formano due schieramenti: quelli del SI, continuo a festeggiare! A farmi fare regali – quasi sempre inutili ed inutilizzati ma è il pensiero quello che conta! – , ad essere al centro di quel giorno ogni anno, a spendere soldi, a fare foto, a non riguardarle se non l’anno successivo solo per ricordarti dove hai festeggiato e con chi (così non scegli la solita location e non ti dimentichi gli invitati!)
e quelli del NO, non festeggerò più almeno finché non saranno anni significativi. Ad esempio: chi non vorrebbe festeggiare i 30 anni in un modo eclatante e poi rimandare la prossima festa ai 40 quando sicuramente ci sarà qualcos’altro da festeggiare (per esempio la nascita di un pargolo?)??? Oppure fare finta che la propria data di nascita venga, ogni anno, bandita dal calendario e cercare di impegnare il tempo facendo cose più costruttive e non dovendo rispondere ai mille post sulla bacheca di facebook per ringraziare singolarmente tutti coloro che – magia delle magie! – si sono ricordati di festeggiarti? O ancora: fare finta di non esistere e quando qualcuno ti dice “ma oggi non è il tuo compleanno?” cascare dalle nuvole come Checco Zalone nel suo film!
Ecco, credo che le sfumature del grigio per quanto riguarda l’argomento compleanni non possano proprio esistere. O sei un festaiolo o non lo sei! O vivi aspettando la tua data di nascita o preferiresti sotterrarti tutte le volte che arriva ogni anno. O hai la necessità di comprare palloncini e torte o non ce l’hai.
Sta a te capirlo!
Come?
Mettiti davanti ad una foto in cui tutti sorridono intorno ad una torta: li uccideresti uno ad uno o sorridi ebete come loro davanti alla foto?!
A te l’ardua sentenza….

Camilla D'Angeli

Camilla D'Angeli

Assistente Programmi

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