Il Giorno libero

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“L’uomo moderno pensa di perdere qualcosa − del tempo − quando non fa le cose in fretta; però non sa che fare del tempo che guadagna, tranne ammazzarlo.” Erich Fromm, L’arte di amare, 1956

Oggi come avrete potuto notare ho iniziato questo articolo con una frase del tedesco Erich Fromm per diversi motivi, il primo è per sottolineare come la frase sia importante ai fini dell’articolo ma non a tal punto da risultare centrale nel messaggio finale dell’articolo. Il secondo motivo è di natura, forse, estetica. Ma in generale mi andava di spostare l’ordine “solito” degli articoli, quindi per oggi, in alcuni casi, farò riferimento alla frase in testa all’articolo e non alla frase seguente (dispetto sensato? Forse). In tutto ciò ancora non ho parlato del titolo, molto bene!
Della frase di inaugurazione dell’articolo ho sottolineato quello che sarà il mio punto di vista iniziale, ovvero vorrei provare a riflettere sul tanto agognato “tempo libero“.
Non sono un folle, non mi sono svegliato con la frase di Fromm in testa ed ho iniziato a scrivere l’articolo, il tutto ha iniziato a prendere forma durante un dibattito, fatto con un mio amico all’università, in cui il tema centrale era la domanda “Abbiamo veramente il tempo per far tutto oppure no? O la famosa frase “non ho il tempo necessario per farlo” è solo una scusa che usiamo con gli altri e con noi stessi per preservare la nostra autostima?” .
Voglio rassicurarvi la premessa è praticamente finita, ancora qualche attimo di sforzo e poi uscirò dal contesto iniziale per indirizzarvi verso la sperata fine dell’articolo. Che dicevo? Ah si giusto, dopo quel dibattito ho avuto qualche giorno di tempo per osservarmi, visto che io sono un grande paladino dell’autostima, e per indossare il nuovo punto di vista e sono uscite fuori delle condizioni curiose.
Rivedere le proprie organizzazioni – Nel primo giorno ho dovuto studiarmi i giorni successivi per ottimizzare il tempo libero, spostando qua e la gli impegni vari, insomma sulla carta è molto utile organizzarsi, quindi devo ammettere che organizzare le organizzazioni precedenti volta per volta è ancora meglio. Ci perderete del tempo, ma se siete fortunati riuscirete a guadagnare tempo utile per realizzarvi. Ed in ogni caso potenzierete la vostra abilità contro gli imprevisti della vita o quanto meno la vostra pazienza.
Senso di libertà – Avete letto bene, dopo aver individuato il tempo libero disponibile, avrete inevitabilmente della libertà da spendere, quindi occhio ad usarla bene. Non dico che vedere le puntate arretrate della serie TV che state seguendo sia sbagliato, ma vi consiglio di ragionare bene sul da farsi. Ad esempio quando si hanno improvvisamente tanti soldi, la spesa tende a cambiare rispetto la spesa che si fa solitamente. Insomma è come se avessimo ridotto il nostro vincolo di libertà spendibile, ed in pratica sarà vostra responsabilità scegliere se INVESTIRLO in qualcosa che ve lo ridurrà in futuro ma con zero o pochi effetti nel breve termine, o se scegliere di SPENDERLO in qualcosa che vi gratifichi tanto nel breve termine ma che probabilmente non risolverà nulla a lungo termine. In entrambi i casi io vi consiglio vivamente di tenervi una riserva minima di tempo per eventuali imprevisti. Perché?
Organizzazione un par de ciufoli (la traduzione non è centrale mentre il tono seccato e indignato è protagonista ) – Esatto, perché di tutto il tempo guadagnato sulla carta vi renderete conto che riuscirete a sfruttarne veramente poco (e dico poco perché sono veramente buono). La causa è semplice da intuire, quando fai in modo di dimenticarti del mondo, il mondo non può fare a meno di non dimenticarsi di te! Ed anche se siete disposti a calarvi nel ruolo del cattivo improvvisato, ricordate sempre che anche i cattivi hanno dei sentimenti e una famiglia.

Insomma “il tentativo di comprimere il tempo” è abbastanza simile al “fare le cose di fretta” salvo qualche rara opportunità che si concretizza, ma forse anche quel piccolo risultato è quella marcia in più che abbassa la percentuale di tempo morto tanto temuto nella frase all’inizio dell’articolo. Quindi effettivamente il gioco non vale la candela, ma io non sono un giocatore di carte e nemmeno vivo nel medioevo quindi tentare non è un rischio, al massimo è un’opportunità.

Ora vorrei passare all’ultimo atto dell’articolo (finalmente) ovvero la riflessione su una nemmeno troppo nuova figura mitologica “Il giorno libero”, ma il mio interrogativo non è sull’esistenza o meno di questa entità, bensì se esiste un giorno libero nella vita quotidiana, dove per vita quotidiana intendo la settimana in cui una persona va a lavoro o all’università, in cui di norma ha sempre uno o due giorni di stop dagli impegni quotidiani.
Ma in questi giorni di STOP perché è tanto difficile vederci dentro il “giorno libero”?
Io ho immaginato che i guastafeste siano variabili come “aspettative” e “stress”, partiamo dal presupposto che ognuno di noi ha un’idea del giorno libero tipo (o ideale) nel quale racchiudere sogni da realizzare e semplici sfizi da saziare o qualsiasi cosa che si ritenga gratificante nella vita in quel dato momento, ora purtroppo tocca calarci nella realtà in cui a prescindere dai famosi giorni di STOP concessi dalla società noi abbiamo degli impegni che a chi più a chi meno creano STRESS, e se questi richiedono più tempo del dovuto allora dovremo svolgerli durante i giorni di stop. Questo processo, purtroppo, è più facile risolverlo a parole che nella pratica, perché in pratica si accumulano impegni su impegni che veramente poche persone (che non ho ancora avuto il piacere di conoscere) riescono a gestire riuscendo a ritagliarsi un giorno intero veramente LIBERO. Quindi che fare? Per i poveri esseri umani come me, non soldo muniti ne assolutamente concreti, si aprono le porte a due scenari:

– Abbassare le aspettative del giorno libero tipo, ma siccome vivo tra le nuove e sono un sognatore incallito questa opzione non posso che scartarla. Anche perché sarebbe come vivere una falsa giornata, piena di micro o marco impegni atti a mettere in pausa il tuo relax.
– Accettare come giorno libero qualche ora libera, sarebbe quasi la stessa cosa detta appena in precedenza, ma potrebbe risultare più gradevole della prima opzione. Almeno dal punto punto di vista dell’immaginazione. È meglio qualcosa piccola fatta per bene che una cosa grande fatta male.

Forse Fromm aveva ragione sul fatto che tendiamo ad ammazzare il tempo, ma di una cosa sono fortemente convinto, il tempo (anche in minime quantità) se lo usate per cose che vi piacciono o che vi appassionano sarà anche tempo ormai morto (consumato) e non ritornerà più, ma almeno sarà padre di altro tempo da utilizzare su un percorso di gratificazione personale, senza scordare che anche le cose sgradevoli possono rivelarsi molto utili ad apprezzarne altre in futuro così facendo risultare l’impiego di tempo migliore.
Spero che questo articolo sia stato di vostro gradimento e che il tempo sia con voi!

L’Onironauta,
Alfredo Matrella.

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