Il sentiero di Taus, Macrocosmosi. Il fascino di religioni lontane

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Non è una cosa rara che un gruppo Progressive decida di scrivere un concept album, di raccontare una storia. Decisamente più di rado invece capita che una band si appassioni così tanto alla cultura religiosa di una minoranza di un gruppo etnico, che decida di approfondirla per anni e basarci un intero disco sopra, con in mente altre produzioni sulla stessa scia. Ecco cosa ci ha raccontato Lucio di Taus.

Eccoci qui con Gennaro Lucio Zinzi, Gelu de Il sentiero di Taus, ciao Lucio. Sveliamo subito la curiosità: chi è questo Ta’us e com’è che siete Il sentiero di Taus?
“Un saluto, ciao a te, ciao a tutti, eccoci qui. Allora, questo Ta’us è una figura monto importante per una parte della popolazione curda, sarebbe Melek Ta’us, ovvero l’angelo pavone, che è stato incaricato da Dio per governare sul mondo e sugli uomini, e quindi è seguito da una bella fetta di curdi.”

Un angelo pavone, bello. È piuttosto interessante questa cosa, per cui si ascoltino bene le liriche per tutto questo album “Macrocosmosi”. È una parola che avete inventato voi, ma dove va l’accento?
“Sì, è un neologismo home made, come si usa dire adesso, l’accento è a scelta, qualcuno lo mette sulla penultima o, qualcuno sull’ultima. Quando l’ho inventato “Macrocòsmosi” era sulla penultima, ecco [ride, ndr], ovvero sarebbe la genesi del macrocosmo, la creazione del mondo e dell’universo.”

Avete molte idee, tra l’altro parlate di questa religione, come si sente nelle liriche in italiano che sono anche nel libretto, che è piuttosto particolare, di una minoranza [dei curdi yazidi, ndr]. Da dove nasce questo vostro interesse?
“Sì, diciamo che è stata la religione che ha chiamato noi. Io e un altro mio amico stavamo cercando delle informazioni sulle religioni mesopotamiche dell’Asia minore, perché appassionati di storie, di miti, di religioni pre islamiche e pre cristiane. Ci siamo imbattuti in questo bellissimo pavone dalla coda gigante e abbiamo scoperto che in realtà è un demiurgo che governa su tutto quanti.”

Chissà se c’è un collegamento tra Ta’us e il Cosmopavone di un cartone animato giapponese degli anni ’80.
“Sicuramente, perché il pavone per molti popoli rappresenta la vita eterna, la rinascita, la reincarnazione. Quindi potrebbe tranquillamente essere che abbia qualcosa in comune.”

Ritornando al vostro album, tu sei l’autore delle liriche e altro. Ma qual è il vostro processo creativo, uno porta un’idea e la sviluppate assieme oppure uno arriva con un’idea ben definita e da le direttive?
“Sì sono l’autore dei testi e di alcune musiche che poi abbiamo sviluppato assieme col gruppo. L’attività si svolge diciamo un po’ e un po’: le bozze iniziali delle canzoni sono mie o del bassista Fabrizio che salutiamo.”

Già che ci siamo nominiamo e salutiamo tutti quanti.
“Sì, salutiamo Tiziano Taccini alle chitarre, Claudio Buonfiglio alla batteria e Fabrizio Jesus al basso.”

Tra l’altro il tuo bassista si dichiara amante dei bassi a cinque corde.
“Sì, è affettuosamente soprannominato Gesù [ride, ndr] e tiene a precisare pure che sia un basso fretless, ancora più difficile da suonare di un basso normale [ride, ndr].”

Il vostro è un album piacevole, vario e interessante. Poi sentiremo pure “Canis ferox” che fa parte della storia che narrate.
“In realtà questo è un piccolo aggiunto, perché in tutte le popolazioni a un certo punto c’è qualcuno che aiuta il popolo a ribellarsi. Vuoi che sia Mosè per gli ebrei e i cristiani, vuoi che sia chiunque altro, abbiamo fatto questo brano “Canis ferox” che arriva da un sogno che avevo fatto, dove c’era un mondo corrotto e tutto destinato al declino. La preghiera ha creato questo che in realtà è un antenato del cane, però non so perché nel mio sogno lo chiamavano così, ed è nato una sorta di golem che ha aiutato i poveri e gli onesti a liberarsi del male del mondo. Quindi ci pensa lui e fa piazza pulita, come dico a un certo punto nella canzone.”

Se uno volesse dire che i gruppi Prog sono molto cerebrali e fanno testi complessi, voi vi siete messi proprio d’impegno in questa direzione. A fare testi come si deve, raccontare una storia, un concept album.
“Assolutamente sì [ride, ndr]. È tutto studiato, ci siamo messi lì anche virgola per virgola, aggettivo per aggettivo. Volevamo che la storia fosse sia narrativa sia piacevole e cantabile, che avesse tutte le caratteristiche anche della canzone insomma.”

A questo punto viene la curiosità: ma se qualcuno volesse avere questo album, come fa?
“Allora, questo album che è prodotto dalla Lizard records, grazie a loro che ce l’hanno fatto, si può trovare sul loro sito, su BTF, su piattaforme online eccetera. Si può anche contattare noi per averne una copia, anche autografata [ride, ndr].”

Correte a dare il like a Il sentiero di Taus su Facebook, vedete delle attività live che ci potranno essere, lì ci saranno anche istruzioni per avere il CD e stare in contatto con loro. È uscito da poco ma voi non vi state fermando qui con l’idea di Ta’us.
“Ben volentieri. È uscito il 13 aprile dopo una decina di anni di studio che abbiamo fatto, quindi ci siamo resi conto che abbiamo voglia di raccontare tante cose, anche se lo faremo con calma perché ci vuole tempo. Però sì, stiamo già preparando altre belle sorprese, questa è una chicca che ti voglio dare.”

Ci vuole proprio della passione per fare musica in questo modo e portarla su questi argomenti. È culturale, ci fate imparare cose nuove.
“Ringraziamo ancora la produzione di Fabio Zuffanti che ci ha spianato la strada per avere questi suoni, per mettere in pratica la nostra idea, e Robbo Vigo di Genova, dello studio di incisione che ci ha supportati una settimana. Con le nostre fisime “questo va bene questo non va bene questo va bene” ci ha sopportato [ride, ndr].”

I gruppi che aiuta Fabio sono sicuramente da seguire, voi andateli a sentire, chiedete loro il CD autografato che vi manderanno con simpatia e continuate a tenerli d’occhio. Ma è partita “Canis ferox” quindi ci dobbiamo salutare, ti ringrazio e ti abbraccio.
“Grazie a tutti, ciao ciao.”

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