“La fata delle anime” di Alberto Campora

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“Era proprio vero, la notte ma anche il giorno appartengono agli innamorati. Anja e madamin Costanza la amavano. La amavano oltre il limite che rende l’amore tollerabile. Chi brucia di passione, come una candela nella notte, è destinato a consumarsi e morire.”
Parole forti, come buona parte dei contenuti di questo romanzo: La fata delle anime, opera autopubblicata di Alberto Campora, non è una storia per deboli di stomaco, in quanto le azioni della protagonista non risparmiano sulla violenza di uno scempio.

Serena, alias Lilith Blue, è una giovane quanto pericolosa criminale che rende insonni le notti di Torino, portando sangue e morte su chiunque sia abbastanza folle da incrociare la sua strada. Gestisce un giro di prostituzione segreto nel quale riesce a reclutare anche una sua ex insegnante, Costanza, trascinandola con violenza lontano dalla sua vita monotona, spezzata di recente da un matrimonio fallito. Quello che inizialmente era un piano per vendicarsi di un torto subito in passato da Costanza, con il tempo diventerà un profondo sentimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, Serena dovrà vedersela con una setta misteriosa e antica che uccide prostitute… e quando alcune delle sue ragazze cominciano a sparire, giunge l’ora per Lilith Blue di andare a caccia.
Scritto con uno stile scorrevole e dettagliato al punto giusto, condito con l’accento torinese che dona originalità alla storia, l’autore ci presenta una nuova antieroina tutta italiana: cupa, sadica, tormentata da un passato ricolmo di sofferenza, eppure dotata di un forte senso di giustizia quando si tratta di proteggere chi le è caro. E pur di proteggere non esita a infliggere incredibili sofferenze su chi osa mettersi sul suo cammino. La fata delle anime è un titolo interessante, ma ricolmo di sangue e violenza: se non temete di leggerne in quantità tra queste pagine, è ciò che fa per voi.

 

Come nasce quest’opera letteraria?
La fata delle anime è nata, come la maggior parte delle mie opere, per puro caso. Stavo guardando una foto un po’ osé di una ragazza sul web e qualcosa è scattato nella mia mente, mi sono detto che sarebbe stata un’ottima protagonista per una storia splatter punk e ho iniziato a pensare chi farle uccidere, come e perché. Un’idea tira l’altra ed alla fine è nato il libro.


Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?
Sostanzialmente non desidero trasmettere un messaggio, non ho la presunzione di avere qualcosa da insegnare al prossimo, desidero soltanto intrattenere i miei pochi lettori, cercando di farli divertire. Inoltre, le mie storie sono surreali e ferocissime spero davvero che nessuno le prenda come esempio e si ispiri ad esse, non desidero diventare il padre spirituale di un serial killer. Mi sento soddisfatto quando i miei lettori mi dicono: “mi sono divertito, mi hai shockato ma, leggendo il tuo libro, ho passato dei bei momenti, dimenticando i miei problemi di tutti i giorni.”


Cosa pensi dell’editoria d’oggi?
Sinceramente è difficile esprimere un giudizio sereno. Temo che l’editoria italiana sia prigioniera della politica, del politicamente corretto e del vendere a tutti i costi, altrimenti non si spiegherebbe la quasi scomparsa del genere horror dalle pubblicazioni mainstream. Ormai certi generi un po’ più liberi, dissacranti e politicamente scorretti sono relegati a piccole case editrici di nicchia o al self publishing, quando nei gloriosi anni ottanta, anni della mia giovinezza e dei miei primi scritti andati perduti, dominavano le classifiche. La cosa sconcertante è la comparsa di libri scritti da anonimi ghost writer e poi attribuiti a personaggi televisivi, sportivi, attori e compagnia cantante, che scalano le classifiche e, ahimè, vengono davvero letti. Avendo letto diversi esordienti, costretti a pubblicare in self publishing come me o per piccolissime case editrici i più fortunati, credo che in Italia ci sia tanto potenziale inespresso e che si perderà almeno un’intera generazione di scrittori.


  Leggi il mio libro perché…
Perché è tremendo (nel senso buono) e ti divertirà, ci sono personaggi da amare ed altri da odiare. È una storia dove non esistono i buoni. Se ami le storie truculente, lo splatter punk, l’erotismo e personaggi dominati da follia e cattiveria, la fata delle anime è il tuo libro.


  Progetti futuri?
Sto rivedendo le mie vecchie opere e presto farò uscire qualcosa di nuovo. Sono più di trent’anni che scrivo e ho una valanga di roba da correggere e poi pubblicare. Ultimamente ho un po’ trascurato il teatro, che in passato mi ha dato piccole soddisfazioni sia in Italia che Germania, spero trovare presto lo spunto per scrivere un nuovo copione.

Il libro merita 4 stelle su 5

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