La penna di Vittorio Piccirillo

Vittorio Piccirillo, classe 1967, pubblica il suo nuovo capitolo della saga Galassie Perdute edito da Tabula Fati: “Privazione”.

Dopo le tragedie che hanno sconvolto la sua esistenza, Kendra si è prefissata un unico obiettivo: lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da capo. Cosa non facile, ma non è sola. I suoi compagni sono al suo fianco, la sostengono, la fanno sentire al sicuro. Insieme a loro sente di poter andare avanti, di essere in grado di costruire qualcosa di nuovo. Tuttavia il destino ha altri piani. Sebbene le forze misteriose che hanno tramato nell’ombra siano state sconfitte, il cupo retaggio del suo passato, che ha rifiutato ma dal quale non riesce a liberarsi, continua a tormentarla. Nel frattempo, una nuova minaccia tesse la sua tela proprio attorno a Kendra e ai compagni, in paziente attesa del momento migliore per farli cadere in trappola. Quando i tre se ne rendono conto è ormai troppo tardi. Ancora una volta la giovane è costretta a confrontarsi con il dolore e con la paura, a lottare per la sua stessa vita, ad affacciarsi pericolosamente sul baratro dell’oscurità.

Cosa risponderesti alla domanda CHI SEI?

Mi potrei definire una persona assetata di cultura in ogni sua forma e manifestazione: di arte e letteratura da un lato, di scienza e tecnologia dall’altro. La mia passione per la fantascienza deriva proprio dall’unione di queste componenti.

Come nasce la tua esperienza nella scrittura e dunque nella pubblicazione?

Scrivo fin da quando ero piccolo, in risposta al mio bisogno innato di dare forma alle storie che ho sempre immaginato, alimentate dalla lettura costante di testi di ogni genere. La pubblicazione è arrivata molto tempo dopo, quando ho avuto la fortuna di conoscere Marco Solfanelli, l’editore che mi ha dato fiducia e mi ha consentito di crescere come autore, indirizzandomi verso i giusti corsi di scrittura e mettendo i miei testi nelle mani di Silva Ganzitti, la mia insuperabile editor. Un processo che è ancora in corso e che mi auguro non finisca mai.

Perché le persone dovrebbero scegliere proprio la tua penna?

Le storie che scrivo rientrano in prevalenza nella space opera, filone della fantascienza dedicato all’epopea spaziale. Si tratta di opere ricche di azione e di avventura, che lasciano ampio margine all’intrattenimento. Tuttavia, anche se le vicende si svolgono su mondi lontani e sono piene di astronavi e di tecnologie avveniristiche, i problemi che i protagonisti devono risolvere e i dilemmi morali con cui si devono confrontare non sono così lontani dai nostri, e le soluzioni che trovano e le scelte che compiono potrebbero anche darci un’ispirazione o un’indicazione su come comportarci nella vita reale.

Come definiresti il tuo stile?

Ordinato. La mia scrittura, che è la massima espressione del mio modo di essere e di pensare, è una costante ricerca dell’armonia e del ritmo, dell’equilibrio tra la descrizione e il dialogo, tra l’azione e la riflessione.

Quali sono i progetti futuri?

La saga di Galassie Perdute è arrivata al terzo volume, ma ha ancora molto da dire, e con un po’ di fortuna proseguirà. Ci sono poi altri progetti che stanno arrivando a maturazione e che sono certo mi daranno altrettanta soddisfazione… tuttavia ho sempre ritenuto prematuro parlare di quello che è ancora in divenire. In ogni caso, mi riterrò fortunato se potrò avere qualcosa di nuovo da scrivere, ogni giorno.

Qual è il rapporto che hai con i social?

Piuttosto superficiale. Li uso per il minimo del tempo indispensabile, con poca convinzione e con scarsa motivazione. E se non fosse per Eleonora Marsella, la mia inarrestabile agente letteraria, che mi spinge a sfruttarli per accrescere la mia visibilità nel vastissimo panorama editoriale, con buona probabilità non li userei affatto.

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