“La stanza” di Michela Goretti

“Penso che in fondo un acquazzone ci insegni molte cose. Come la pioggia ci sorprende a metà strada, ugualmente fanno le vicissitudini della vita, ma se accettiamo fin dall’inizio la possibilità di bagnarci, accetteremo anche il fatto che i problemi esistono e possiamo affrontarli senza averne paura.”

Michela Goretti, classe 1975, condivide demoni del passato tra le pagine di La Stanza, edito da Abra Books.

Basato su fatti reali, la vicenda ruota attorno a una donna che tutt’a un tratto vede apparire una bambina nella sua vita.

La bambina, che con il tempo comprende essere se stessa da giovane, l’infanzia perduta, la spinge ad aprire gli occhi e a fare i conti con il passato, costellato da un susseguirsi di abusi fisici e psicologici che hanno segnato per sempre la sua vita.

Pur trattandosi di un’allucinazione, la protagonista imparerà grazie ad essa ad accogliere le ferite del passato, a ricordarle, a non negarle. Perché “la consapevolezza delle proprie ferite è un primo passo verso la guarigione”, come sostenuto dall’autrice tra queste pagine.

Sono tematiche forti, nient’affatto facili da mettere per iscritto, ma l’autrice si dimostra all’altezza del compito con il suo stile profondamente introspettivo, in grado di rendere giustizia al tragico passato su cui si basa la vicenda. L’orrore di una violenza che nessuna bambina dovrebbe mai vivere sulla sua pelle. La Stanza si rivela, in definitiva, l’ennesima prova di coraggio personale, sia interiore che esteriore, nell’eterna lotta contro la malvagità degli uomini. Un grido di speranza che dimostra come possiamo sempre rimetterci in piedi dopo ogni caduta, non importa quanto sia profondo il baratro. Basta volerlo. Basta accettarlo.

Come nasce questo libro?

L’opera letteraria nasce dal desiderio di aiutare a comprendere i bisogni delle persone che subiscono abusi psicologici e fisici. Troppo spesso certi temi vengono esauriti nell’individuare il colpevole e nel raccontare i fatti accaduti, dopo di che la vittima viene lasciata da sola con i suoi traumi che con il tempo si fortificano rendendo la sua vita impossibile da vivere.

Il libro si focalizza su questi traumi e su come la protagonista è riuscita a prenderne coscienza e di conseguenza a superarli.

E’ un libro che si rivolge a tutti: sia a chi è vittima o lo è stata in passato, a chi vive a contatto con una persona che ha subito abusi, e a chi invece non è mai stato a contatto con questo tema ma è ugualmente importante che sappia cosa comporta, perché la società non è fatta di singoli individui ma di un’unica grande compagine dove ciascuno ha bisogno del sostegno dell’altro.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio è sicuramente quello di trovare il coraggio di guardare in faccia i nostri traumi e di affrontarli, di chiedere aiuto, di accettare un iniziale dolore per poi guarire con il tempo.

I traumi psicologici hanno sicuramente un percorso di guarigione più lento e più tortuoso, molto spesso rimangono inespressi, ma possiamo superarli e questo libro ne è la prova.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il mercato dell’editoria sta subendo una grande metamorfosi forse dovuta all’avvento dei social dove scrivere è diventato quasi un impulso senza rifletterci troppo su. Proprio per questo motivo  la lettura nelle fasce più giovane si sta facendo sempre più frammentaria, preferendo storie brevi con ritmi di narrativa veloci e sicuramente l’immagine rispetto alla parola scritta. Nonostante questo l’approccio verso il libro cartaceo ha mantenuto inalterato il suo fascino che anzi negli ultimi tempi è stato oggetto di una profonda riscoperta.

VIDEO INTERVISTA

Leggi il mio libro perché…  attraverso una storia vera, fornisce gli strumenti per affrontare traumi che possono farci sentire persone “irrisolte”.

Capitolo per capitolo le due protagoniste tra realtà e fantasia, tra tragicità e ritrovata serenità vi condurranno verso una nuova  consapevolezza, più profonda e perfettamente armonizzata con la vostra vita rendendola sicuramente più autentica.

Progetti futuri?

Sto scrivendo un nuovo libro in cui la protagonista subisce una perdita di memoria, che paradossalmente lei interpreta come un dono per poter ricostruire la sua vita con nuove basi e capire quanto importante sia vivere il tempo presente come unico vero tempo che le e ci appartiene, senza rimanere prigionieri di un passato che spesso ci impedisce di vivere serenamente.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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