Les fleurs des maladives, Il rock è morto. Ci pensano loro a resuscitarlo

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Gruppo milanese giovane e agguerrito, i Les fleurs des maladives hanno già sfornati diversi singoli dal loro album “Il rock è morto”, molto curato nei testi e negli arrangiamenti anche se suonato solo da chitarra, basso e batteria, rispettivamente da Davide Noseda, che canta anche, Ugo Canitano e Alberto Macca.

Siamo qui con Davide di Les fleurs des maladives. Quarto singolo più video.
“Sì è il nostro nuovo singolo uscito da poco e siamo molto soddisfatti dei risultati. È una canzone molto particolare perché noi la definiamo il nostro diamante grezzo in un album di puro granito. Il disco è molto “heavy”, chitarroni et cetera et cetera, però questa è una canzone a cui siamo molto affezionati, tra virgolette etichettata come una “ballad”, anche se è un termine che noi odiamo. Lo detestiamo perché sembra che sei negli anni ’80 quando c’erano i Metallica o gli Scorpions, i gruppi metal che facevano le ballate. È una canzone diciamo con anche delle atmosfera un po’ più rarefatte, non solo chitarroni e batteroni. Noi diciamo sempre che è Rock ‘n’ roll dentro. Non fuori ma dentro è Rock ‘n’ roll.”

Io mi becco subito la prima bacchettata perché appena l’ho sentita ho detto “ecco una ballad!”
“[Ride, ndr] è un termine radiofonico, gli ascoltatori è giusto che tendano tra virgolette ad “etichettare” le canzoni, però insomma noi portiamo avanti questo centotto di “non ballad”, ma siete liberi di etichettarla come volete, basta ascoltarla.”

È un bel pezzo. Ogni canzone di questo album è curata e ha un suo perché. Siamo al quarto singolo.
“Esatto, e poi il lavoro non è solo nostro: la produzione del disco l’ha curata Max Zanotti dei Casablanca, gruppo storico degli anni 2000. Insomma Max è uno che di Rock italiano ne sa parecchio è un grandissimo, autore, artista professionista, produttore. È stato un piacere poter lavorare con lui e il merito della riuscita del nostro disco è sicuramente anche suo.”

Ogni volta che l’ascolto in ufficio, la gente che lo sente lo nota che è un grande album con dei bei pezzi e grandi trovate. Come questa canzone “non ballata”, il video molto bello, cinematografico. Ma tu hai una passione per il cinema.
“Allora sì, mea culpa, io sono abbastanza un fanatico del cinema e della fotografia. La musica è una passione un po’ trasversale, quindi cerco sempre di unire la parte uditiva con quella video. Però negli altri c’era sempre stato un po’ il mio zampino, in questo invece è stata tutta un’idea del regista che è Francesco Colinelli, registra nostro amico di Milano che anche per altri due video che sono “Amoxicillina” del primo album e “Homo sapiens”, che è il primo singolo di questo disco. Quindi ci conosce, come hai detto tu è un regista molto cinematografico, molto orientato alle immagini e allo “storytelling”. Siccome lui il disco l’ha sentito e gli è piaciuto molto, la sua canzone preferita è “Chernobyl” e quindi mi ha contattato “oh Davide c’ho un’idea per il video di ”Chernobyl”, se vuoi lo facciamo”. L’abbiamo tirato in piedi in due giorni, lui ha fatto tutto, noi non sapevamo assolutamente niente di come sarebbe venuto fuori, e poi ci ha fatto vedere il video che è quello che hai visto anche tu. Gran bel risultato!”

Infatti è bello. Invitiamo tutti ad andarselo a vedere e procurarsi una copia di questo album “Il rock è morto”. Quando è uscito?
“È uscito il 20 marzo di quest’anno. Si può trovare in CD e sulle piattaforme digitali.”

Si può trovare anche ai vostri concerti?
“Sì, per forza. Il banchettino del “merch” ci segue a ruota in tutti i live. Il disco fisico può anche essere comprato sul sito della nostra etichetta: www.robarock.com, con 10 Euro vi arriva a casa.”

Chi invece vuole sentirvi dal vivo? Siete in tour?
“Sì sì, pubblicheremo domani l’elenco di tutte le date della prima parte del tour, però possiamo dare sicuramente un’anticipazione: oggi in diretta per Rock Polis e Radio Godot vi diamo questa chicca. Visto che voi siete principalmente asserragliati a Roma, Lazio, noi veniamo dalle vostre parti. Il 26 gennaio sicuramente saremo all’Arci Sottoscala di Latina, il 27 saremo in zona Frosinone ma dobbiamo ancora chiudere la data, quindi non possiamo dire dove, e forse il 24-25 dovremmo essere in zona, probabilmente riusciremo a fare qualcos’altro. Insomma l’ultimo week end di gennaio ci trovate dalle vostre parti. Non perdetevi il live dei Fleurs!”

Esatto, andate sul loro Facebook: lì ci saranno tutte le date, anche nelle altre regioni d’Italia.
“In realtà passiamo anche dalla Toscana, abbiamo un po’ di date, insomma domani pubblicheremo tutto. Basta cercarci sui nostri social con il nome che non si riesce mai a capire come si scrive, “i fiori delle cose malsane”, oppure con il nostro “nickname” che è molto più “friendly” diciamo: I fiorellastri.”

Una cosa sui vostri testi. Ci sono diverse letture dei testi, scavando e riascoltando si scoprono un sacco di concetti collegati e la qualità del vostro lavoro è alta.
“Mi fa piacere che questa cosa si colga, dei livelli e dei messaggi nascosti, perché è esattamente così. Il testo è come una cipolla, cioè la devi sfogliare e sfogliare, oppure come i petali di una rosa, per restare in tema di “fleurs”,”

Ricordiamo i vostri altri video dell’album “Il rock è morto” come “La grande truffa dell’indie rock” dove anche lì ci sono più livelli di comprensione e “Rock ‘n’ roll” dove sfasciate tutta la batteria. Non lo farete per caso a ogni show?
“No, non facciamo come Keith Moon solo perché non abbiamo i soldi per ricomprarla ogni volta, sennò lo faremmo [ride, ndr].”

Rimanete in contatto con loro su Facebook dove ci sono le date degli altri concerti che faranno.
“Esatto! Un grosso saluto agli ascoltatori di Radio Godot e Rock Polis!”

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