Letizia Turini

Il fatto è che la guerra non è solo al fronte. Colpisce tutti, dal più giovane al più vecchio, uomo o donna che sia.

Parole fin troppo reali, quelle che Letizia Turini mette in bocca ai personaggi nella sua opera d’esordio, pubblicata da Aletti editore.

Le foglie d’autunno narra una  serie di episodi auto conclusivi, vissuti da vari personaggi durante la Prima Guerra Mondiale: fratelli in fuga dalla loro patria in Belgio; un giovane soldato ferito in azione, salvato dalla morte da un vecchio addestratore di cani; una giovane operaia inglese frustrata dal lavoro in una fabbrica di munizioni. Vite diverse e lontane, accomunate dall’orrore della guerra che aleggia su ogni nazione.

Una guerra voluta in fondo solo dai governi, che spingono eserciti al massacro coinvolgendo popoli innocenti che vogliono solo vivere al sicuro… e basta un niente per distruggere tutto ciò che hanno. L’autrice cita per questo la più celebre poesia di Ungaretti poiché, come gli stessi soldati tra le trincee, anche i civili si ritrovano sospesi tra la vita e la morte, come foglie sugli alberi in autunno.

Con realismo e dramma, Le foglie d’autunno riesce a commuovere dall’inizio alla fine con questo insieme di vicende, dimostrando ancora una volta l’unica realtà della guerra: è un inferno, tanto per i soldati quanto per gli innocenti.

Il libro merita 4 stelle su 5.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce durante una lezione di storia al liceo, qualche anno fa. Il mio professore era solito camminare avanti e indietro per la classe spiegando la storia come fosse una storia, ed ogni volta era estremamente coinvolgente. Quando iniziò a parlare della Prima Guerra Mondiale, iniziai ad immaginare come le persone civili, avessero reagito all’arrivo della guerra.  Così ho deciso di dar loro  voce.   In fondo erano persone come me, come ognuno di noi, che si erano trovate in mezzo ad un evento che stava scuotendo il mondo intero.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Non dimenticate. Non dimenticate a cosa ci ha portato un’Europa divisa.

Non dimenticate coloro che si sono sacrificati.

“Non invecchieranno, come

invecchiamo noi che siamo rimasti.”

Recita la poesia del poeta inglese Laurence Binyon, che ha vissuto la tragedia in prima persona. Voglio che la memoria di tutti coloro che sono rimasti coinvolti in questo conflitto non sia trascurata. Per tutti coloro che hanno scoperto come la guerra non è solo al fronte, per tutti coloro che hanno aspettato tremando lo scoccare dell’ora “zero”, per poi correre oltre quella terra di nessuno. Per tutti coloro che hanno aspettato con angoscia il ritorno a casa di qualcuno, per coloro che la casa l’hanno persa. Per tutti coloro che credevano in un Europa unita, ma l’hanno vista tra le fiamme.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

È un mondo complesso. Bisogna avere molta fortuna oltre che idee. Purtroppo è difficile raggiungere grandi case editrici ai primi tentativi, ma sono grata a tutte quelle case editrici che credono nel lavoro di autori emergenti. Sono fiduciosa, comunque, che ci sia spazio per tutti per dare sfogo alla creatività, e che ci sia un’opportunità dietro l’angolo per ogni nuovo scrittore.

Leggi il mio libro perché…

Ho passato mesi ricercando storie realmente accadute, storie “di nicchia”,  che altrimenti non sarebbero state portate alla luce. È un punto di vista diverso per raccontare la guerra generalmente spiegata nei libri di storia attraverso gli eventi politici e gli spostamenti militari.

Progetti futuri?

Scrivere è la mia passione e non smetto mai. Non sempre ho il tempo che desidero, soprattutto con l’università, ma cerco sempre, quando ho un’idea, di buttare giù uno schema o alcuni appunti per poi riprenderli in un momento di calma. Ho molti progetti avviati.

Qualche mese dopo aver finito di scrivere Le Foglie d’Autunno, mi resi conto di sentire la mancanza di alcuni dei personaggi. L’idea di scrivere un seguito ha certo occupato la mia mente fin da allora, ma mi dicevo che prima mi sarei dovuta concentrare sulla pubblicazione di questo libro. Nonostante tutto, ho un prologo scritto, che si allaccia al primo racconto de Le Foglie d’Autunno e qualche idea in appunti sparsi. Magari sarà proprio un seguito il progetto che vedrà la luce per primo.

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