L’Ue dice no alla maternità surrogata

maternità surrogata

Si alle nozze gay, no all’utero in affitto. Approvata dal Parlamento europeo la Relazione sui diritti umani che condanna la maternità surrogata in quanto lesiva della dignità umana della donna.

Il Parlamento europeo approva le nozze gay e condanna la maternità surrogata. E’ stata approvata il 17 dicembre scorso a Strasburgo la Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo, nella quale si legge “l’Ue dovrebbe proseguire gli sforzi per migliorare il rispetto dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (Lgbti), in linea con gli orientamenti dell’Ue sul tema”, dando così un forte appoggio alle unioni omosessuali, ma boccia il tema dell’utero in affitto e “condanna la pratica della surrogazione, che compromette la dignità umana della donna dal momento che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce”.
L’Ue rinnova la sua presa di posizione in favore delle unioni civili e dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, in quanto diritto umano e civile, proseguendo sul cammino iniziato nel marzo scorso con l’approvazione a larga maggioranza da parte degli eurodeputati. Il Parlamento europeo, quindi, riconosce e prende atto delle suddette unioni, e invita i Paesi membri a riconoscere tale diritto. Diversa invece la decisione in merito della maternità surrogata, che viene bocciata in quanto l’Ue, si legge nella relazione, “considera che la pratica della maternità surrogata, la quale implica lo sfruttamento riproduttivo e l’uso del corpo umano per profitti finanziari”, in particolare nel caso delle “donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo”, debba “essere vietata e trattata come questione di urgenza negli strumenti per i diritti umani”. Un altro pronunciamento di questo tipo contro l’utero in affitto era già stato assunto tre anni fa e il voto di oggi rafforza la posizione del Parlamento europeo su tale argomento.
Ma ci sono dei punti poco chiari nell’emendamento. In primo luogo non viene citato il locatario dell’utero: il bambino. La pratica della maternità surrogata è un’offesa non solo per la dignità della donna, ma anche per il nascituro. Si dice “No all’utero in affitto” non perché leda il bambino, ma solo perché è pratica disumana nei confronti delle donne. In secondo luogo il Parlamento europeo non ha in realtà la vera intenzione di debellare la pratica dell’utero in affitto, temendo la rivalsa dell’universo delle lobby femministe che su questo tema sono di recente scese in campo ben armate. Insomma, si rifiuta la maternità surrogata, ma si rifiuta anche di trovare gli strumenti legali concreti per prevenirla e sanzionarla.

Alain Martinelli

 

 

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