Massimo Bottura e il “cibo dell’anima”

massimo bottura

Continua l’ondata di generosità che coinvolge lo chef stellato Massimo Bottura e i suoi colleghi.

Un’idea nata a Milano nel periodo dell’Expo 2015 quando Massimo Bottura ha scelto di dare il via al “Refettorio Ambrosiano” un’operazione di recupero del cibo avanzato durante le giornate dell’Expo. “Il progetto del Refettorio – sottolinea lo chef dell’Osteria francescana di Modena – è culturale, per rendere visibile l’invisibile, per trasmettere emozioni con quei prodotti destinati ad essere scartati”. Un’iniziativa che trova anche l’appoggio della Caritas e l’entusiasmo di Papa Francesco. Bottura è stato premiato come miglior chef europeo in occasione del congresso Madrid Fusion, proprio per il suo progetto durante l’Expo.

L’iniziativa dello stellato Bottura continua insieme a “chef to chef” un’associazione di cui è membro, nata 8 anni fa per riunire cuochi e imprese di produzione e distribuzione della regione Emilia Romagna. Ad aprile gli chef coinvolti inizieranno una nuova esperienza nella storica mensa dell’Antoniano di Bologna, fondata nel 1954 da padre Ernesto, che ad oggi offre il pranzo a circa 120 persone e che grazie a Bottura apriranno anche a cena per accogliere i bisognosi e poter servire un pasto caldo agli indigenti. Perché come dice lo chef con tre stelle Michelin il “cibo dell’anima” è un buon piatto sano e preparato per intensificare la lotta contro lo spreco, creando relazioni umane.

Per questa nuova esperienza sarà necessaria la collaborazione di una rete di 54 ristoratori e 49 produttori sull’intero territorio dell’Emilia Romagna che dovrà contare sull’impegno di una città intera, perché le risorse alimentari in eccesso non vadano perdute, e anzi alimentino il servizio serale in mensa.

I progetti dello chef non finiscono qua, non solo farà parte della giuria del premio Basque Culinary Center destinato agli chef in grado di cambiare il mondo, inoltre Bottura sarà impegnato per la realizzazione di un’altra iniziativa simile al Refettorio questa volta a Modena e a Rio de Janeiro nel periodo delle Olimpiadi.

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