Massimo Priviero, All’Italia. Storie di italiani migranti ieri e oggi

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Massimo Priviero è uno dei più noti rocker italiani e questa volta ha voluto preparare un album, “All’Italia, variegato nei suoni Folk rock, i più adatti a descrivere dodici storie, fotografie di italiani migranti all’estero, sia nel passato che ai giorni nostri. Dodici cortometraggi che raccontano vicende belle e brutte, tristi e allegre, di noi italiani lontani da casa.

Ciao Massimo, questo album “All’Italia”, uscito il 15 settembre, è l’ultimo regalo estivo. Il singolo “London” è uscito il primo del mese.
“Fine estate inizio autunno è il momento giusto per fare uscire questo concept, che in realtà ha come tema dominante la migrazione italiana, sono tutte fotografie di italiani che partono. Cento anni fa andavano in America, in Argentina, oggi se ne vanno a Londra, Parigi, a cercare nuove opportunità che da noi non ci sono: ho cercato di mettere assieme questo filo rosso tra ieri e oggi.”

Queste storie dei migranti, “London”, questo ragazzo che lascia gli afferri ma è una canzone gioiosa
“Ci sono canzoni che hanno molta commozione e struggimento, altre che hanno voglia di vivere. “London” è una storia d’amore che non deve finire, lui parte col cuore colmo di questa storia: vediamoci all’aeroporto, il fatto che parta non può sconfiggere una storia d’amore quando è importante. E non è necessariamente un modo di andarsene di sofferenza.”

Purtroppo è una realtà che sta capitando in Italia. Le altre canzoni sono un po’ più tranquille, con tutta la carica empatica
“È un album molto emotivo, di struggimento, ma con suoni essenziali, chitarra voce armonica, con suoni minimali che l’hanno rinforzato: pianoforte, fisarmonica, mandolino, basso, percussioni, suoni molto scarni, essenziali. Non c’è una chitarra elettrica, penso che sia il mio primo album senza la chitarra elettrica. Ma le canzoni volevano questo, è come se chiedessero il vestito che gli devi fare, sono nate per essere delle storie, fotografie, e secondo me era questo il necessario che ci fosse.”

Nel 1988 la scena del tuo primo disco era più difficile rispetto a oggi?
“La realtà era totalmente diversa, di un mondo in cui gli album erano anche in vinile, si vendevano moti dischi. Io ho avuto la fortuna che accedesse anche a me. La comunicazione era diversa, non esisteva internet o altre forme di comunicazione. Non so se era meglio o peggio, sicuro meglio sul fatto delle vendite e dell’oggetto LP importante, peggio sulla forma di comunicazione. Oggi ti sganci da certe logiche e comunichi alla tua gente in modo molto indipendentemente, sono mondi molto diversi. L’unico comune denominatore è la musica e la voglia di comunicare attraverso quello che scrivi, ma i canali sono completamente diversi.”

E tu ti sei adattato bene a queste nuove forme…
“Ma sì, ognuno fa la sua strada e rende conto a sé stesso di quello che fa, rende conto alla propria gente che lo segue. Il resto è di contorno. Un certo tipo di successo non mi interessa, non credo sia un valore per la mia vita. Io faccio la mia strada.”

La tua attività dal vivo?
“La mia attività live parte da Milano il 15 ottobre e contiamo di fare il sold out che facemmo all’Alcatraz la volta scorsa, poi il 20 ottobre a Sanremo all’Ariston, poi strada facendo metteremo a fuoco il tour, le date. Speriamo di fare tanti concerti, come l’ultima volta 30-40 date… Chi vivrà vedrà [ride. ndr].”

Allora tutti al tuo concerto! Sbrigatevi perché i suoi due profili Facebook hanno quasi finito le 5000 amicizie.
“Andate sul sito a vedere le date dei concerti prossimamente. Le pagine su Facebook a mio nome sono 3 e c’è il sito ufficiale. È molto semplice.”

Ti auguriamo “you’ll be great” per il tour, un grosso saluto da noi di Radio Godot!
“Un grande abbraccio da parte mia a tutti! Vi aspetto! Ciao!!”

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