La Metro C? Va completata e ampliata!

Metro C

Nella sua relazione annuale il presidente dell’Anac Raffaele Cantone ha detto: «Sul caso della Metro C colpisce il fatto che il progetto posto a base di gara era carente di adeguate indagini preventive per una parte molto estesa del tracciato; considerato il rilevante incremento di tempi e costi, l’autorità ha invitato i soggetti coinvolti ad assumere ponderate decisioni circa il prosieguo dell’opera». In pratica sconsiglia di continuare l’opera, perché ci hanno mangiato sopra in tanti. La conclusione non è delle migliori. La Metro C, così com’è, è incompleta, perché non arriva a nessun nodo di scambio con le Linee A e B e dunque serve a poco. Il consiglio di Cantone si fa beffa dei romani, che devono in questo modo subire il danno (economico ed erariale) e la beffa (di avere una Linea C per buona parte inutile). L’unica soluzione possibile invece è proseguire l’opera, rimuovendo tutti i vertici, avocando al nuovo sindaco e a persone di sua fiducia il controllo dell’opera e proseguendo con la costruzione della Metro C come era prevista in origine nel progetto iniziale. L’obiettivo deve essere di fare questo con tempi più veloci e con una spesa inferiore per km. In pratica, la nuova Amministrazione dovrebbe far capire che le cose in Italia, e a Roma in special modo, si possono fare e bene. Nei termini stabiliti e senza arricchimenti personali.

La Metro C è un’opera fondamentale. Deve tagliare trasversalmente la Capitale e andrebbe, se possibile, fatta arrivare fino al quadrante opposto di partenza. Dovrebbe avere due o più snodi con le altre linee di Roma e consentire più facilmente gli spostamenti tra i settori della Città. La Metro C con nuovi treni, nuove stazioni e nuovi controllori può aiutare anche a riconvertire personale in esubero dalle altre partecipate capitoline, che si sa andrebbero sfoltite e rese più funzionali. Il trasporto pubblico di Roma potrebbe essere una risorsa fondamentale e molto interessante per la Capitale. Potrebbe dare nuovi posti di lavoro. Potrebbe autofinanziare i propri interventi  di adeguamento sulle strutture o di ampliamento dei percorsi, facendo pagare a tutti il biglietto. Potrebbe essere una valida alternativa al traffico veicolare. Potrebbe abbattere i tempi di percorrenza di una città che ha quadranti ampi e dispersivi. Potrebbe insomma aiutare la crescita economica della Capitale.È solo la volontà politica di invertire rotta che può sostenere un progetto di questo tipo che porterebbe Roma ad essere sempre più vicina alle altre grandi Capitali europee.

Gettare la spugna come suggerisce di fare Cantone e bloccare lo sviluppo del trasporto pubblico capitolino, perché la corruzione ha fatto lievitare i costi, è una cantonata. Un grande abbaglio. Un errore. Un non voler bene a Roma e ai suoi cittadini. I soldi in eccesso, frutto di pratiche corruttive devono essere presi da chi ne ha beneficiato. Ai romani e agli italiani tutti, compresi i tanti turisti che ogni anno si recano a Roma, va invece restituita dignità con un’opera necessaria.

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