Möbius strip, Möbius strip. Il Jazz rock in evoluzione infinita

mobius_strip

Quattro ragazzi, solo un secolo di vita sommando le età. Quaranta anni fa i gruppi di giovanissimi riscuotevano un enorme successo con nuovi generi musicali come il Prog e il Jazz rock, senza forse nemmeno rendersene conto. Lo stesso sta accadendo a loro: giovani e con enormi potenzialità che adesso iniziano appena a capire. Ma la strada è ancora lunga per i Möbius strip.

Ragazzi, presentatevi agli ascoltatori con il vostro nome.
D: “Ciao, sono Davide Rufo il batterista.”
N: “Ciao, io sono Nico Fabrizi il sassofonista.”
L: “Ciao e io sono Lorenzo Cellupica il tastierista.”

Eros Capoccitti il bassista è l’unico che manca stasera. Ma voi non venite proprio da Roma.
D: “Io sono di Sora, ma nato ad Arpino che è proprio il paese nativo di Cicerone, vi do questo scoop. Però vivo da qualche anno a Roma.”
L: “Io invece sono di Isola dei Liri, sempre provincia di Frosinone.”
N: “Anche io di Sora, ma a Roma studio quindi mi trovo già qui.”

Secondo me vi state iniziando a rendere conto ora di quanto valete. Sommate tutte le vostre quattro età non fate il secolo.
D: “Infatti abbiamo festeggiato il secolo da poco, l’altro giorno [ride, ndr].”

Tanti gruppi hanno cominciato a quest’età ma erano gli anni ’70, oggi non è più così. Lorenzo, com’è che siete venuti in studio questa settimana invece che la prossima?
L: “Perché purtroppo avrebbe coinciso con il mio inizio delle lezioni del conservatorio di Frosinone.”
D: “Volevi dire che purtroppo sei entrato al conservatorio [ride, ndr].”

Questo ragazzo s’è laureato e ha deciso così perché la passione musicale è qualcosa di veramente grande. Com’è che vi siete trovati in quattro a Sora e cominciato a intraprendere questo progetto musicale dei Möbius strip?
D: “In realtà noi ci siamo conosciuti al tempo del liceo, quindi inizialmente non sapevamo della passione reciproca per il Jazz, per la Fusion, che ci è nata in quegli anni. Ci siamo frequentati come si frequentano quattro adolescenti al liceo, e diventando sempre più amici abbiamo scoperto la passione per il Jazz, il Bebop, da Parker a Chick Corea, c’era questo interesse comune e ci siamo detti “ragazzi noi suoniamo quattro strumenti tutti diversi, quindi possiamo fare una band e perché no iniziare a suonare come banco di prova”. Io fino ad allora suonavo, come penso anche Lorenzo ed Eros, musica Rock perché da ragazzini più cafoncelli si sa, ci si avvicina di più al Rock.”
L: “Ma perché…”
D: “Perché lo suonavamo male più che altro [ride, ndr].”

E poi a un certo punto vi siete messi sulle tracce dei Weather report.
D: “Sì, poi ci siamo ritrovati con questa passione: “oh dai ma anche a te piacciono i Weather report? E allora lasciamo perdere i Nirvana e facciamo i Weather”. Lo dico così per gioco, però è andata effettivamente così.”

Scelta coraggiosa di lasciar perdere il chitarrista.
D: “No, in realtà non è stato un lasciar perdere, noi saremmo stati contenti di continuare con Simone, semplicemente i suoi studi lo hanno portato all’estero e quindi per forza di cose ci ha dovuto lasciare. Non è stata una nostra scelta.”

Diciamo dove suonerete prossimamente a Roma.
L: “Abbiamo la serata al Defrag a Roma, avremo il piacere di condividerla con i Quartech, un quartetto Fusion strumentale anche loro di Roma. Speriamo che sia una bella serata. Li ho scoperti grazie a Sergio Lombardi, sono veramente fortissimi, hanno un chitarrista ma non un sassofonista.”

Quindi Nico sarà la guest star della serata.
N: “Detto così è un po’ esagerato [ride, ndr] però è vero che è uno strumento che rimanda un po’ a linee Fusion, Jazz, per questo ci possiamo avvicinare a quel genere.”

Vogliamo parlare del vostro CD “Möbius strip“? Edito da?
L: “Dalla Musea parallel che è una sotto etichetta della Musea records, una etichetta francese.”

Chi non può venire a comprare il CD ai vostri concerti, dove lo può trovare?
L: “Il disco potete acquistarlo sulla nostra pagina di Bandcamp, potete anche scriverci sul nostro Facebook. È anche in vendita in digitale su altri siti come Amazon, E-bay, sulla catena Fnac o sul sito stesso della Musea records.”

Prima o poi riusciremo a trovarvi su Youtube?
L: “Su Youtube sul nostro canale abbiamo caricato, più o meno quando abbiamo rilasciato il disco, il video di “Andalusia” che è l’unico brano dell’album per cui abbiamo girato un video musicale.”

Ma il batterista il 25 al vostro concerto non ci potrà essere.
D: “Sì, ma c’è un batterista molto più bravo di me che mi sostituirà e sono contento che sia con i ragazzi,”

È un po’ curioso il vostro nome Möbius strip, c’è qualcosa di concettuale dietro?
L: “In realtà il motivo di questo nome è che il nastro di Möbius è una figura geometrica particolare. Ho trovato anche delle analogie tra questa e il modo di comporre i brani dell’album. Il nastro di Möbius permette di raggiungere la superficie opposta semplicemente compiendo un giro, l’ho trovato un concetto interessante anche per quanto riguarda il mescolamento tra i vari generi e influenze. In realtà i confini tra i generi non sono mai netti ma sono labili e ci piace pensare che si possa raggiungere un diverso genere percorrendone un altro. Ci piace mescolare diverse influenze tra Jazz, Fusion, Progressive. Non ci curiamo della definizione del nostro genere, suoniamo e basta.”

Stiamo sentendo la canzone che si chiama come voi e pure l’album: “Möbius strip”. Questa triade di nomi mi ricorda un gruppo anni ’70.
L: “I Black sabbath, ma anche gli Iron maiden, i Motörhead, e quindi siamo un gruppo Metal [ride, ndr].”

Allora Nico si dovrà inventare una distorsione per sassofono.
N: “Ci sono gli Zu che usano una distorsione particolare anche sul sax baritono. Sono italiani, li ho visti dal vivo e sono veramente forti.”

Al vostro concerto eravate in tre da una parte e Lorenzo dall’altra tra pianoforte dell’800 restaurato, tastiere, Hammond, Fender-rhodes. Ma voi come vi sentite recepiti dalla gente?
D: “Noi ci aspettavamo dei riscontri ma sicuramente non di questo tipo. Sappiamo che è un lavoro di una certa qualità, ha i suoi difetti che sicuramente qualche musicista esperto può notare. Sapevamo di questo potenziale positivo di base, un po’ di ascoltatori all’inizio ci avevano buttato la pulce nell’orecchio, ma non ci aspettavamo questo risultato finale, tutta questa considerazione all’estero.”
N: “Siamo rimasti molto colpiti, non ci sembrava possibile. È un disco sì carino, bello, ma non ci aspettavamo che potesse risultare così alle orecchie degli ascoltatori. Ciò ci fa molto piacere.”

Avete altre date future per far sentire la vostra musica?
L: “Sì certo, non possiamo dare una data definitiva ma siamo in trattativa con dei locali in Italia e all’estero, in Europa e anche negli Stati uniti. Ovviamente potete seguirci sulla pagina Facebook quindi anche per le serate in Italia se volete venirci a sentire scriveremo lì le future date quando saranno confermate.”

Andate sul loro Facebook Möbius strip, cliccate su mi piace, seguiteli. Parliamo della vostra copertina, che in qualche modo vi ritrae.
L: “C’è questo amico di Sora che aveva già realizzato la copertina per un disco di un gruppo delle nostre parti, nel quale suonava anche il nostro bassista Eros. Quindi sapevamo che era eccezionale come disegnatore e abbiamo pensato di contattarlo per fare la copertina del nostro album. Avevamo una vaga idea, volevamo una copertina divertente, caricaturale, goliardica.”
D: “Esatto, pittoresca.”

Sarebbe bello vederla in formato 30×30, cioè le dimensioni di un vinile, ma è forse presto per pensarci. Ma siamo ai saluti finali. Möbius strip, musica piuttosto interessante, grande contaminazione. Vi ringraziamo per la partecipazione.
N: “Grazie a te”.
D: “Grazie a tutti. Per le foto di tutti e quattro abbiamo un cartonato tridimensionale di Eros [ride, ndr].”
L: “Grazie a tutti gli ascoltatori.”

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>