Nascono i “caschi blu” della cultura grazie all’accordo con l’Unesco

caschi blu

Roma – Presentata ieri, nelle splendide e suggestive Terme di Diocleziano, la Task Force italiana #Unite4heritage il pronto intervento per la tutela del patrimonio culturale grazie all’intesa tra il Governo italiano e l’Unesco.

I “caschi blu della cultura”, formati da esperti italiani (civili e carabinieri) al servizio dell’Unesco per la tutela e la ricostruzione di siti culturali danneggiati da guerre e terrorismo, ma anche per il contrasto del traffico di opere d’arte, saranno coordinati dal Ministero dei Beni culturali con la partecipazione dei ministeri degli Esteri, della Difesa e dell’Istruzione, oltre al Comando dei carabinieri per la Tutela del patrimonio Culturale.

«Siamo il primo Paese che mette in pratica la risoluzione approvata dall’Unesco su iniziativa italiana che prevede la creazione di una task force nazionale per la tutela del patrimonio» ha detto il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, alla cerimonia della firma dell’accordo con il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, cui hanno partecipato i titolari della Difesa, Roberta Pinotti, dell’Istruzione, Stefania Giannini, e degli Esteri, Paolo Gentiloni, oltre al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e al sindaco di Torino, Piero Fassino.

«L’Italia esercita il suo naturale ruolo di leadership nella tutela del patrimonio culturale mondiale con oltre 170 missioni archeologiche in tutto il mondo» ha aggiunto Franceschini affermando che è stato proprio il nostro Paese a presentare all’Unesco la proposta dei “caschi blu della cultura”, adottata all’unanimità lo scorso novembre. La task force italiana, la prima in assoluto, rappresenta «un pezzo molto italiano della lotta al terrorismo» ha sottolineato Paolo Gentiloni ricordando la «pulizia culturale dell’Isis in Medio Oriente, attraverso le persecuzioni delle minoranze cristiane e yazide, prendendo sempre più come bersaglio il patrimonio artistico».

«Grazie Italia, grazie governo italiano – ha detto il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova. L’Italia è un campione della protezione del patrimonio mondiale e la protezione della cultura è parte della nostra risposta all’estremismo».

Il motto dell’intesa, “A Nation stay alive when its Culture stay salive – Una Nazione è viva quando è viva la sua cultura”, è una dichiarazione in persiano antico e fu scritta in inglese su un drappo di tessuto appeso in segno di sfida sopra l’ingresso principale del Museo Nazionale dell’Afghanistan, a Kabul, nel 2002. Questo Museo era sopravvissuto a stento ai saccheggi e alle distruzioni dei primi anni del conflitto e cominciava a recuperare e restaurare il suo patrimonio grazie anche alla collaborazione dei restauratori italiani che, in occasione di una missione di primo intervento, avevano avviato un cantiere per la ricomposizione della statuaria.

Nel 2003 queste parole furono scritte permanentemente su di una targa in pietra posta all’entrata per celebrare la sopravvivenza del Museo Nazionale di Kabul e del suo personale che aveva protetto coraggiosamente migliaia di reperti nel corso di lunghi decenni di guerra e distruzione.

Caterina Caparello

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