«Non perderti in un bicchiere», una campagna nazionale contro l’alcol

abuso alcol (1)

Non perderti in un bicchiere è la nuova campagna di informazione per prevenire l’abuso di alcol tra i giovani che sarà lanciata nel 2016 nelle scuole italiane. Una di queste tappe è stata a Roma la settimana scorsa all’Istituto Pacinotti-Archimede, dove il Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS dell’Istituto Superiore di Sanità, Emanuele Scafato, ha incontrato i ragazzi. «Essere nelle scuole è importante, perchè sono luoghi in cui i ragazzi passano la maggior parte del tempo e si diffondono luoghi comuni e miti da sfatare sull’alcol – ha affermato Emanuele Scafato -. A questa età i ragazzi sono interessati, diventano molto più curiosi e vogliono saperne di più. È sintomatico tra l’altro che alla domanda se conoscono qualche amico che ha un problema con l’alcol le mani alzate hanno superato il 60% dei presenti».

Campagne di questo tipo, che da tempo vengono portate avanti a livello nazionale e locale, hanno portato ad una sensibile diminuzione del consumo di alcol tra i giovani. Che gli adolescenti bevono meno lo dice anche l’indagine dall’OPGA (Osservatorio Permanente Giovani e Alcool) presentata lo scorso novembre nella Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCC Policlinico S. Matteo, in occasione del Seminario di studio “Fattori di rischio e protezione nel consumo di alcol”. I dati da questo punto di vista sono importanti. Il 16,6% dei 13-14enni intervistati non ha mai provato una bevanda alcolica, con una diminuzione di 7,2 punti percentuale dal 2012. Il raffronto con una indagine analoga, condotta nel 2012, ha mostrato anche notevoli differenze nella tipologia dei bevitori: aumentano i non bevitori e si riducono sia quelli occasionali (-8,3%) che quelli abituali (-8,8%).

Nel complesso dunque si rileva una contrazione nell’esposizione precoce dei giovani al consumo di bevande alcoliche. Viene ritardato, innanzitutto, il primo assaggio di una bevanda alcolica: per il 37,8% dei ragazzi, che avviene dopo i 10 anni (-3,8% rispetto al 2012). Si conferma la differenza di genere: le ragazze sono meno precoci dei maschi. Infine il primo assaggio avviene in contesti relazionali e conviviale e viene guidato da figure familiari nel 76% dei casi (i genitori sopratutto). Solo l’11% fa la prima esperienza in presenza dei coetanei. Sulle bevande, i 13-14enni mostrano una preferenza marcata per i drink poco alcolici, seguiti dalla birra e a distanza dal vino. Bassi gli aperitivi e marginali i superalcolici. Rispetto a tre anni fa si registra un arretramento consistente per tutte le bevande.

La ricerca ha confermato che i fattori socio-economici e la facilità di procurarsi le bevande alcoliche non sono determinanti nel modellare i comportamenti di consumo e di abuso. «Gli elementi che influiscono maggiormente sul comportamento dei giovani rispetto all’alcol – ha affermato Enrico Tempesta, Presidente del l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool – continuano ad essere i contesti di tipo collettivo, nei quali il gruppo dei pari può agire come leva induttiva del bere, compreso quello eccessivo. Per contro il contesto familiare mantiene una funzione positiva e regolativa, inibendo i consumi eccedenti». I numeri però non consentono di abbassare la guardia, per questo ben vengano campagne di prevenzione come quella in partenza nel 2016.

Sono circa un milione le persone alcoldipendenti e 8 milioni i bevitori a rischio. Il consumo di alcolici è correlato a circa 60 tipi di patologie psichiatriche ed internistiche, mentre le diagnosi ospedaliere per patologie attribuibili totalmente all’alcol hanno superato nel nostro Paese le 80 mila unità. 22 miliardi sarebbero i costi a carico della collettività, senza contare le conseguenze sociali: violenze, divorzi, disagio familiare e lavorativo, oltre alle sempre più numerose vite perse in incidenti stradali. Infatti, secondo il Progetto Sam (Servizi Alcologia Mappati), che ha anche redatto delle linee guida per il trattamento integrato del Disturbo da Uso di Alcol, sarebbero circa 30-40mila le vittime ogni anno, causate dell’abuso di alcol, da una mancata e corretta informazione e da politiche di tutela sanitaria ancora insufficienti.

 

 

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