Paranoid android, il refrain di un blues

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– Tu le hai parlato? – disse Ford – cosa intendi dire Marvin?
– Sai, ero annoiato e depresso, cosi sono andato a collegarmi al suo computer centrale. Ho parlato a lungo col computer, spiegandogli la mia visione dell’universo.
– E cosa è successo? – lo incalzò Ford.
– Si è suicidato – disse Marvin…

Era il 1997 e i Radiohead pubblicavano uno dei loro album più importanti dal titolo “Ok Computer”. Uno dei brani meglio riusciti del disco si intitola “Paranoid Android”, ispirato ad un romanzo di Douglas Adams, “Guida galattica per autostoppisti” di cui sopra è riportato un brevissimo dialogo. Del romanzo, nato in origine come sceneggiato radiofonico, poi diventato serie televisiva, poi film e poi ancora videogioco, uno dei protagonisti è Marvin, un androide paranoico la cui attività consiste nel compiere le operazioni per cui è stato costruito oppure eseguire gli ordini che gli vengono impartiti.
Marvin è un esecutore disciplinato ma è afflitto da un perenne stato di rassegnata depressione derivato dal fatto che nei circuiti logici della sua mente robotizzata, sa perfettamente di non avere alcuna speranza di utilizzare tutte le enormi potenzialità che la sua mente artificiale gli mette a disposizione perché viene utilizzato solo ed esclusivamente per portare a compimento azioni semplici e noiosamente ripetitive.

I protagonisti del surreale romanzo “Guida galattica per autostoppisti” per regolamentare il loro quotidiano fanno riferimento ad una sorta di enciclopedia che fornisce loro indicazioni, spesso bizzarre, sul vivere e sul modo di comportarsi.

Questa enciclopedia, sulla copertina, a caratteri grandi, riporta un titolo rassicurante
NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO…
a cui si aggiunge un commento, ‘riparatorio’ alle carenze che la stessa denuncia,
… nel caso in cui ci fosse un’inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta“.
[Douglas Adams]

Questa similitudine, nonché il concetto di fondo della guida, calza alla perfezione con quello che, sotto il profilo amministrativo e politico, soprattutto da qualche mese a questa parte, sta caratterizzando quello che accade intorno all’universo mediatico interno ed esterno a cinque stelle.
Nel testo della canzone “Paranoid Android”, dei Radiohead, alcuni passi recitano così:
– “Please could you stop the noise, I’m trying to get some rest”.
– Per favore potresti fermare questo disturbo, sto provando a riposare un po’.
– “From all the unborn chicken voices in my head”
– Da tutte queste voci di polli mai nati, che ho nella testa.

– “When I am king you will be first against the wall”
– Quando diventerò re, sarai il primo ad essere messo al muro.
– “With your opinion which is of no consequence at all”
– Tu e le tue opinioni che non hanno alcuna rilevanza.

Recitano così le parole del brano dei Radiohead ed è Marvin a parlare. Lui Robot, apparecchio meccanico destinato a svolgere il lavoro di un uomo, che odia non solo l’umanità ma anche i suoi simili, programmato da una società di cibernetica parla, si confida e snocciola i suoi soliloqui intrisi di dubbi e debolezze, con un computer, con una intelligenza sintetica artificiale congegnata dalla stessa società di cibernetica di cui lui stesso è un prodotto, anzi un sottoprodotto.
Si, un sottoprodotto tant’è che nel brano musicale gli viene comunicato che lui e le sue opinioni non hanno rilevanza alcuna e che prima o poi verrà messo al muro.
Un’esistenza sintetica all’insegna della depressione, quella di Marvin, all’insegna di una impotenza studiata a tavolino dai costruttori da cui non potrà liberarsi perché per compito istituzionale di più e meglio non gli è consentito di fare e l’unica valvola di sfogo che gli resta è rivolgersi ad un computer, interrogare i meandri di una intelligenza artificiale che gli è stata messa a disposizione per superare le sue profonde crisi, nella speranza di trovare le risposte che cerca e che comunque è destinato a non trovare proprio per il semplice fatto che la società di cibernetica che costruisce androidi e che gestisce l’enciclopedia a cui tutti, compreso lui, fanno riferimento, non contempla risposte a domande che investono i massimi sistemi. Per le contraddizioni, le inesattezze e i grandi dubbi esistenziali che inquietano Marvin e i suoi simili, che la guida galattica non tratta, la società di cibernetica consiglia di fare riferimento al testo a corredo del titolo che si presenta come postilla ma che poi tanto postilla non è:
ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta.

Tutti i Grillonauti, anche i più illustri, soprattutto gli eletti, che cercano quelle risposte riguardanti il corretto e onesto svolgimento della “vita politica e amministrativa” del movimento o chiarimenti sulla miriade di contraddizioni operative che fiaccando il contenuto del loro ammanettante “non statuto” [la guida galattica], sono [come Marvin], costretti, a rivolgersi, connettendosi con un computer, alla loro società di riferimento, quella che li ha “costruiti” e formati [il blog della Casaleggio srl] nella speranza di interloquire con un qualcuno che dia loro le risposte che cercano.
Ma il blog, non prevede risposte ai massimi sistemi, non le contempla, al più provvede, di volta in volta, a produrre per i suoi Grillonauti, post freddi e distaccati che immettono, impercettibili ma sostanziali varianti al “non statuto” [la guida galattica”] e queste varianti sono ne più e ne meno analoghe alla frase a corredo del titolo del’enciclopedia [“non statuto]:
“in realtà è la vita ad essere inesatta”.

Non è complicato come sembra, l’analogia può non piacere ma è sorprendente. Come non rabbrividire dinanzi al fatto che una società che governa un movimento a colpi di post virtuali, che spesso poco hanno a che vedere con il “non statuto”, destinati ai suoi Grillonauti, decida scientemente di condannare a posteriori le scelte, amministrative o politiche, che un suo qualunque Marvin, nell’espletamento delle funzioni per cui è stato eletto, un sindaco ad esempio, ha il dovere di compiere?
La risposta a tutto questo panegirico quale sarebbe?
Probabilmente non c’è ma è anche vero che la realtà virtuale che si erge a “Guida” e a cui troppi si appigliano altri non è che un manager presuntuoso che crede di gestire la “Vita” ma non è assolutamente in grado di fare i conti con l’operatività del quotidiano.

Per garantirsi l’operatività del quotidiano, sperando non sia un suicidio politico o amministrativo, basta tornare alla frase di cui sopra, ritorna sempre come il refrain di un blues:
… nel caso in cui ci fosse un’inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta“. [Douglas Adams]

 

Massimo Gallo

Massimo Gallo

Massimo Gallo, nasce e vive a Roma. Per anni ha lavorato nell’ambiente artistico e gran parte della sua attività si è fondata sullo studio dell’immagine in movimento e sull’utilizzo della stessa affiancata alla parola detta o recitata. Ha collaborato alla messa in scena di spettacoli teatrali, multimediali e musicali e, per gli stessi, ha realizzato lavori in video, videoclip promozionali, cortometraggi ecc.... Ha prodotto molto materiale testuale fra cui racconti brevi, monologhi per il teatro, scritti di poesia e prosa, presentazioni e prefazioni nel campo della pittura e della scrittura. Ha editato libri, si muove nell'ambiente dell'editoria come free lance e conduce una rubrica radiofonica notturna dal titolo "Sentieri Notturni".

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