“PER LA SICUREZZA DOBBIAMO CEDERE PARTE DELLE NOSTRE LIBERTÀ”

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Franco Roberti, procuratore nazionale antiterrorismo: “Giubileo aumenta i rischi, attivati gli strumenti di prevenzione”

“È da tempo che l’Isis lancia messaggi contro Roma, non è ieri la prima volta. Alfano è stato esplicito e chiaro: il pericolo esiste, ma non è concreto, non è circostanziato. Un pericolo oggettivo da cui guardarci, mettendo in campo tutti i mezzi di prevenzione che sono stati messi in campo. I nostri servizi di intelligence funzionano bene, gli organi di polizia giudiziaria funzionano”. Lo afferma a “In mezz’ora”, su Raitre, Franco Roberti, procuratore nazionale antiterrorismo, spiegando che “il Giubileo costituisce obiettivamente un aumento del rischio, ne siamo consapevoli. Ma sarebbe una rinuncia alla nostra capacità di darci obiettivi. Sarebbe veramente fare il gioco dei terroristi, così come lo sarebbe rinunciare alle nostre tante libertà“. 3000

Possiamo stare tranquilli? “Assolutamente no, ma dobbiamo sapere che abbiamo la coscienza a posto di aver messo in campo tutti gli strumenti operativi e di intelligence per prevenire” attacchi in Italia. Per questo il procuratore afferma che “non dobbiamo spaventarci, dobbiamo continuare a vivere la nostra vita, coltivare i nostri interessi, difendere i nostri valori, sapendo che c’è un pericolo oggettivo”.

Quanto agli arresti recenti nel nord Italia e sulla possibilità che questi interventi abbiano potuto impedire attentati in Italia, Roberti spiega che “questo non possiamo dirlo e tenderei ad escluderlo, perché gli arrestati avevano come obiettivo la liberazione del mullah detenuto e volevano premere sul governo norvegese per la sua liberazione. Non rientrava nei piani di quella organizzazione transnazionale la realizzazione di attentati in Italia o Francia, in Paesi che non fossero la Norvegia”.

Ci dobbiamo preparare a leggi più stringenti per la nostra libertà personale? “Dopo gli attacchi di gennaio – dice il magistrato – il nostro Parlamento ha già rafforzato il quadro normativo contro il terrorismo. Non credo servano leggi speciali. Bisogna invece far funzionare bene la cooperazione internazionale a livello di intelligence e di polizia”. Roberti aggiunge anche che “forse dobbiamo essere pronti a rinunciare ad alcune delle nostre libertà personali, in particolare dal punto di vista della comunicazione”.

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