Perche i Peanuts fanno bene al cuore.

Charles Monroe Schulz, il creatore dei Peanuts
Charles Monroe Schulz, il creatore dei Peanuts

Il film “Snoopy & Friends, il film dei Peanuts” è uscito da poco e in queste feste ha impazzato nei cinema.

Sarà perché io sono un vero fan del genere, quello dell’ animazione e per questo non posso parlarne male. La critica cinematografica la lascio a chi ha studiato e fa l’intellettuale di professione. Mi soffermerò solo su qualche annotazione per farvi almeno venire curiosità nell’andarlo a vedere se non lo avete ancora fatto!

Charles Monroe Schulz, il creatore dell’omonima striscia a fumetti, è morto il 12 febbraio del 2000 e ha richiesto nel suo testamento che non si disegnassero nuove strisce con i suoi personaggi. Fino ad oggi le sue volontà sono state rispettate. Craig Schulz, il figlio, insieme a suo figlio Bryan Schulz sono stati gli sceneggiatori e i produttori di questo che si è rivelato essere un omaggio a tutto tondo del mondo dei tipi psicologici, dei bambini-adulti dei Peanuts.
Una storia nuova ovviamente ma che ha dato lustro e nuova dignità a quel mondo cristallizzato di personaggi facendoli comunque conoscere alle nuove generazioni. Il linguaggio è quello del cinema di animazione 3d ed è forse quello più diretto per i più giovani.

Nel film troviamo tutti ma proprio tutti: da Charlie Brown, eterno perdente ma che risolve il suo “problema” nel credere in se stesso quando incontra la “ragazzina dai capelli rossi” a Lucy, eterna arrabbiata e profondamente “femminista” (ma anche psichiatra) e suo fratello Linus con la sua coperta che gli da sicurezza, fragile ma dispensatore saggio di consigli. Ritroviamo Pig Pen, eterno sporco fuori ma pulito dentro e le inseparabili Piperita Patty, la studente svogliata e Marcie, l’intellettuale che la chiama “capo”.
Poi ci sono Sally Brown, la sorella del nostro Charlie, innamorata del suo “scimmiottino d’oro” Linus e le inseparabili Patty e Violet che chiacchierano all’infinito. La musica la fa da padrone riproponendo anche i classici temi dei vecchi cartoni animati creati dallo stesso Schulz in passato e c’è anche Schroeder il pianista amante di Beethoven. Su tutti primeggia ovviamente (e come non poteva non farlo?) il cane beagle di Charls (come chiama Piperita Patty Charlie Brown) SNOOPY che si diletta ad essere prima un aviatore della prima guerra mondiale contro il Barone Rosso, poi uno scrittore, poi un avvocato, poi un Play Boy…insomma tutto quello che avreste voluto essere e non avete mai osato fare! Lo accompagna il suo suo fedele amico uccellino Woodstock che lo rimprovera e ride quando l’amico Snoopy ne combina delle sue. Il duello visivo e di ritmo narrativo lo troviamo proprio con le alternanze tra le imprese pindariche di Snoopy e la vita di Charlie Brown che non riesce a far volare un aquilone, che non è capace di calciare un pallone, che non vince mai una partita di baseball ed è sempre in cerca del motivo del perché non riesce ad emergere e a fare qualche cosa di buono nella vita.

Ho trovato il film rispettoso della originalità dei personaggi e della loro rappresentazione che a volte appare anche come fumetto e questo non fa che ricordarci che in fondo questo mondo virtuale in tre dimensioni nasce dalle strisce disegnate ad inchiostro di china che per quasi cinquant’anni sono state pubblicate su 1600 quotidiani in 75 paesi.

Perché vedere il film dei Peanuts allora?  Perché ti fanno venire voglia di andare rileggersi i fumetti originali e ha il dono impagabile di dare emozioni e fa bene al cuore, riflettere sul proprio io (in fondo tutti ci possiamo riconoscere in questi personaggi) e passare del tempo spensieratamente, il che è raro di questi tempi!

Daniele Massimi

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