Plurima mundi, Percorsi. Tra classici e moderni, con stile

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La musica di qualità è veramente senza frontiere, senza barriere, e ci sono innumerevoli vie per arrivare a risultati degni di nota. Senza starsi troppo a preoccupare dei tempi e dei modi, facendo la musica che piace fare. Un approccio plurimo alla musica, con capacità, originalità e passione, guidati dal violinista Massimiliano Monopoli al telefono con noi.

Eccoci qua con Massimiliano dei Plurima mundi. Com’è andata ai FIM?
“Buonasera a te e a tutti quanti ci stanno ascoltando. È stata un’esperienza prima di tutto divertente, perché suonare è sempre bello e farlo su quel palco, dove aveva suonato la sera prima la Ruggero, è stata una cosa molto carina. Poi anche per il fatto di suonar a tempo, nel senso che avevamo un determinato minutaggio, e come ha detto qualcuno siamo stati anche chirurgici nel suonare, e va bene così. È stato molto divertente anche questo, perché dovevamo rientrare nei ritmi di un po’ tutto il contest. Ottima organizzazione, bella situazione, siamo stati lì per 3 giorni, è stata un’esperienza veramente positiva, da fare. Per quanto ci riguarda è stato bello.”

Un’esperienza prestigiosa. Voi venite dalla Puglia, non è stato un viaggio da poco.
“Ma guarda, mi piace dire che noi non ci spaventiamo delle distanze. Se abbiamo questo progetto che dura da diversi anni è anche perché lo vogliamo proporre soprattutto nelle zone e nei posti giusti, perché suonare per gli amici, suonare per gente che consociamo non serve più di tanto. Invece è bello andare lì dove non ti conosce nessuno, ed è bello perché come è successo a Milano poi siamo stati scoperti da gente nuova, con cui adesso siamo in contatto. Questa cosa è molto bella, la musica in questo caso avvicina. Ovviamente poi non sta a me dire se la musica che facciamo è bella o brutta, bisogna sempre vedere i gusti degli altri. Però se in questo caso c’è stata molta gente che si è avvicinata, vuol dire che forse piace. Io uso sempre il forse [ride, ndr].”

Eh, ma la vostra musica sicuramente piace. Gruppi che fanno musica come voi non ce ne sono molti. Tu sei il fondatore, il compositore.
“Sì io compongo le musiche, esatto. Ma guarda, è una questione di voler fare qualcosa in piena libertà, rispettando anche chi ha studiato forse un pochettino di musica, rispettando un pochettino certi canoni musicali. E poi la cosa che si vuole fare è andare aldilà delle etichette, per cui quando ci dicono che siamo Progressive o Art rock o Symphonic rock ci hanno etichettato in tutti i modi. Ma va benissimo così perché non ci piace essere guardati in una sola direzione. È bello, più che affrontare, anche un po’ barcamenarsi in stili che nemmeno si erano pensati all’inizio. Molti brani in effetti vanno in quella direzione. Con l’album “Percorsi” è come se avessimo fatto un percorso in vari stili, senza dare la definizione di Rock progressive al cento per cento. Noi vogliamo fare quello che ci gira in testa.”

Mi è piaciuta la definizione di chirurgici visto che questo è un album in realtà fatto da quattro tracce di durate varie da 6, 9, 10 minuti, e quindi il fatto che siate stati nei tempi vuol dire che siete stati davvero bravi.
“Sì eravamo nei tempi. poi a te lo posso dire: ce l’ha detto un amico e un grande giornalista che stava lì al FIM, Donato Zoppo, che salutiamo. Anche lui ci ha detto che siamo stati chirurgici e va benissimo [ride, ndr]. Allora missione compiuta, possiamo tornare a casa [ride, ndr], è andata bene così.”

Ma Plurima mundi che significato ha per voi?
Plurima mundi è proprio perché non ci volevamo porre dei limiti, non volevamo e non vogliamo essere etichettati, omologati in un’unica cosa. Abbiamo un linguaggio policromo, un linguaggio che va aldilà di un singolo stile, per cui è plurimo. Si cerca di arrivare lì dove qualcun altro forse si ferma, dato che purtroppo da questa mente un po’ perversa che ho, a livello musicale s’intende [ride, ndr], quando arrivano delle idee cerco di farle evolvere in un certo modo, in maniera molto naturale. Tu pensa che per questo brano qui “L… tu per sempre” la versione estesa è uscita dopo solamente tre prove che abbiamo fatto. Se noti bene ci sono diverse atmosfere, chiamiamole così, che prese separatamente vanno in varie direzioni, però penso che sia stato fatto un discreto lavoro nel rendere il brano piuttosto omogeneo, almeno nella versione estesa. Il brano edit, come ho anche scritto nel CD, è stato una specie di gioco che abbiamo voluto fare per vedere se riuscivamo a fare un brano di 3 minuti e mezzo. E poi guarda caso viene trasmesso in radio. Va bene così.”

Io ho dovuto fare una scelta per non parlare sopra a metà canzone. Parleremo su quella finale “E mi vedrai… per te”, che è più lunga.
“Sì, alla fine è quella meno lunga rispetto alle altre, ma almeno per quanto mi riguarda nella composizione dei brani non è che mi metto lì a contare i minuti. È stata una cosa spontanea, poi se durano 3 minuti, 10 minuti o 6 minuti, pazienza insomma [ride, ndr]. Poi sta alla volontà di chi vuole ascoltare, se ha pazienza, di andare fino in fondo. È uscita così, va bene così, comunque è un lavoro di cui, almeno io ma anche gli altri, siamo contenti.”

Certo che c’è da essere soddisfatti di questo lavoro, voi siete un grande ensemble. Nominiamoli e salutiamoli tutti.
“Certamente. Prima di tutto abbiamo la voce malleabile di Grazia Maremonti, la nostra vocalist che ha una bellissima voce che si adatta a tutto, è fantastica, è il sesto strumento che abbiamo, perché io la voce la intendo come strumento. Poi c’è Massimo Bozza, detto Max Paradise come si fa chiamare anche su Facebook [ride, ndr], che suona il basso a otto, nove corde. Tra un po’ suonerà la cetra, come dico io sempre, perché lui è un bassista per cui molti brani li penso sulla sua mano. Riesce a fare dei passaggi che mani più piccole sicuramente non riuscirebbero a fare. Poi al pianoforte abbiamo il grande Lorenzo Semeraro, un pianista per tutte le stagioni, come lo chiamo io, perché anche lui passa da un genere all’altro con estrema facilità. Poi c’è Silvio Silvestre alla chitarra, poi la new entry, che è new entry per modo di dire perché sono 7 mesi che sta con noi, che è Giuseppe Gallitelli alla batteria. Lui è uno di quelli che mena forte [ride, ndr], per cui insomma a Milano si è fatto sentire anche molto [ride, ndr] e questo va bene: una maggior spinta forse ci voleva, ecco. Poi ci sta un violinista che vabbè, lasciamo perdere, è un personaggio un po’ particolare, che sarei io [ride, ndr].”

Massimiliano Monopoli. È giusto che si faccia luce sui membri, sul fondatore e sull’arrangiatore, su colui che tiene le fila di tutto questo progetto. Ricordiamo anche chi ha scritto i testi di queste canzoni?
“Ecco, l’hai voluto dire tu il mio nome [ride, ndr]. I testi li ha scritti Maria Giuseppina Pagnotta che sta a Woodstock ma è una scrittrice di Trani, pugliese. Lei ha preso dei premi scrivendo vari libri, per cui quando ho cominciato a leggere alcuni suoi scritti ho detto “caspita”. Lei scrive delle cose in cui mi sono sentito anche molto riflesso, e le ho chiesto se era disponibile a fare qualcosa con noi. E subito si è messa a disposizione con molto entusiasmo, e la cosa simpatica è che il brano che tu stai per mettere “E mi vedrai… per te” praticamente è nato ed è stato elaborato dalle 17 alle 22 in un bar di Trani con un telefonino, ascoltando già la base musicale. Per cui ogni brano ha la sua storia sia come impostazione che anche per come è stato concepito, per cui è stato simpatico, in questo modo è sempre una bella collaborazione, e va bene così.”

Questa è una bella collaborazione, e sono d’accordo che è Art rock
“Bene, vedo che ti sei convertito anche tu, benissimo [ride, ndr]. Allora d’ora in poi Art rock sarà il termine giusto, anche se per me è solo musica. Poi ognuno può dire quello che vuole.”

Per te è solo musica, per me è musica di gran qualità, piuttosto originale, fatta bene, con passione. Su Facebook non c’è una pagina Plurima mundi: c’è un gruppo dove chiedere l’iscrizione.
“Chi volesse tenersi informato e seguire i nostri movimenti, basta che faccia la richiesta di iscrizione, e così saprà sempre in tempo reale quello che accade e quello che non accade [ride, ndr]. Mi permetto di dire che chi invece volesse acquistare il CD, si vende in vari negozi d’Italia, però basta andare sul sito della BTF o Plurima mundi e si ordina di lì, molto facilmente. Arriva a casa bello impacchettato nel giro di pochi giorni. E poi la BTF è una casa che distribuisce anche nomi altisonanti, per cui siamo soddisfatti della cosa. Siamo anche sulle piattaforme con la AMS per il digitale. A Roma c’è la Discoteca laziale che ha ordinato diverse copie, per cui insomma si trova anche in diversi negozi. Ma basta pubblicità [ride, ndr].”

Ma io sono qui per fare pubblicità a voi, per farvi seguire, metteremo su Facebook anche il link al video.
“Sì abbiamo fatto questo video di “L… tu per sempre” che è piaciuto molto. È uscito per la prima volta in Spagna, è andato bene, è molto visitato da quello che vedo. Il video molte volte aiuta tantissimo nel fare arrivare il messaggio musicale, per cui per il prossimo lavoro faremo più di un video, perché chi vuole ascoltare abbia anche qualche cosa in più rispetto al semplice suono.”

Da grande gruppo Art rock che siete.
“Beh grande gruppo non esageriamo [ride, ndr], anche se quest’anno siamo usciti su tre libri: uno in Canada, uno in Francia e uno in Italia, che riguardano il Progressive italiano. In Francia in quello di Louis De Ny siamo stati messi accanto a un gruppo che si chiama PFM, non so se l’hai mai ascoltato [ride, ndr]. Insomma, sette pagine dedicate a noi, il che mi ha fatto molto piacere. Poi anche per il sound siamo stati messi tra i lavori più interessanti del 2017. Insomma qualche piccola soddisfazione c’è stata.”

Un plurimo break a leg per voi, un grosso abbraccio e un ringraziamento per essere stati qui con noi.
“Grazie a te e a tutti quelli che ci hanno ascoltato, grazie.“

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