Rimembranza: conflitto più, conflitto meno

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Durante la mia camminata di ritorno a casa sono passato per viale maresciallo Pilsudski, mi rendo conto che questa notizia possa essere interessante quanto sapere che domani probabilmente arriverà dopo la mezzanotte. Ma prima di confermare il disinteresse verso questo articolo dovete sapere che su quella via c’è l’entrata principale per uno dei parchi, a mio modesto parere, più importanti di Roma. Questo parco, al contrario di altri, non è ricordato per le belle ville al suo interno, bensì perché era dedicato grosso modo, come ci suggerisce anche il sito Wikipedia ma non solo, alla coltivazione delle viti e alla caccia.
Ovviamente poi nella storia questo luogo ha vissuto diversi scenari più o meno belli.
Ma il fine dell’articolo qual è?
Continua a leggere… prima di svelarlo volevo spendere due parole sul perché villa Glori è stata rinominata Parco della Rimembranza.
Come detto in precedenza villa Glori ha vissuto tanti momenti belli e brutti, per maggiori informazioni potete vedere >>qui<<, ma nel 1923 viene chiamato Parco della Rimembranza in ricordo appunto di tutti i romani caduti durante tutte le guerre.
È un posto pieno di storia e soprattutto fin dall’inizio ha ospitato iniziative per la società, insomma per me è un posto che tutti dovrebbero andare a vedere per conoscerlo in modo più completo.

Ora però vorrei dedicarmi alla parola Rimembranza (dal francese remembrance, «rimembrare»). Quindi cosa significa rimembrare? Utilizzando e sfruttando come sempre il vocabolario Treccani Online è uscito fuori questa risposta “Ricordare, avere presente o rievocare nella propria memoria“. Ok ora mi sento pronto ad affrontare la mia riflessione (che poi la parola “mia” in questo caso è sopravvalutata).

Quanti di voi pensano al concetto di conflitto ogni giorno?
Invece quanti di voi effettuano grandi o piccoli conflitti ogni giorno?

Ora risponderò per me, anche se mi piacerebbe moltissimo che anche voi riflettiate su queste due domande, dove ovviamente non c’è un comportamento giusto a cui fare riferimento.

Alla prima domanda rispondo che penso al concetto di conflitto relativamente poco, per essere proprio onesti non ci penso quasi mai, anche se ultimamente ho pensato molto alle varie guerre che a loro modo sono conflitti, però in generale non ci penso con questa grande frequenza.
Prima di rispondere alla seconda domanda non posso non chiedermi, allora come fai a parlare delle guerre con qualcuno o pensare alle guerre se non rifletti “spesso” sul conflitto? Effettivamente per parlare superficialmente di una cosa non serve riflettere a lungo sull’argomento, però è pur vero che pensarci di più e più volte mi aiuterebbe ad essere più consapevole di ciò che è un conflitto e quindi potrei essere più sensibile al tema delle guerre. Dico questo perché, anche escludendo dal discorso le guerre, si sente sui Telegiornali di gente che uccide per una manciata di monete (anche quello è un conflitto, non ad armi pari, ma pur sempre un conflitto è!)
Credo sia il caso allora di dare una forma a quel che è il concetto di conflitto (Treccani tu me provochi e io te uso, te leggo). Senza scendere nel mondo del diritto prenderò per buono il conflitto come “un combattimento, una guerra, uno scontro di eserciti” oppure semplicemente “un urto, un contrasto, un’opposizione“.

Quindi alla seconda domanda non posso non rispondere con la mano alzata ed in più aggiungo che mi ritrovo in conflitto praticamente sempre, potrei quasi dire che non penso al concetto di conflitto per i conflitti in cui mi ritrovo durante il giorno che mi consumano tutto il tempo (ora non esageriamo però).

Alla vista delle due risposte credo che dopo oggi penserò di più al conflitto, magari in questo modo potrei viverne di meno nella vita quotidiana, ammetto che anche non scontrarmi per il tempo di cottura della pasta sarebbe un grande risultato, soprattutto perché potrei godermela di più in compagnia e con una serenità maggiore nell’aria.

In conclusione RICORDATI DI NON DIMENTICARE diceva qualcuno, perché a volte non dimenticarsi vecchi conflitti potrebbe portare ad averne di meno nel presente ed avere una visuale sempre meno predisposta al conflitto nel futuro, almeno questo è quello che penso ORA. Quindi visitate i vari parchi della rimembranza che avete nella testa e probabilmente arriverete a scontrarvi sempre con meno persone e per meno motivi.

Un sorriso per tutti, vi auguro di visitare il Parco della Rimembranza.
L’Onironauta,
Alfredo Matrella

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