La rivoluzione high-tech che rivoluziona il Sagrantino

Segrantino di montefalco

E alla fine eccola! Anche nelle terre del Sagrantino di Montefalco la rivoluzione high-tech entra in vigna (non si tratta più ormai di futuro ma di presente attuale) e aiuta i produttori di vino a tenere sotto controllo i terreni e a monitorare ogni singolo grappolo d’uva. Grazie alle App, alle possibilità infinite della rete, ai monitoraggi via satellite, alle conoscenze meteorologiche sempre più approfondite i produttori possono stare più sereni e intervenire sui campi solo quando davvero c’è la necessità di effettuare trattamenti fitosanitari. Questo permetterà entro breve, e già permette nelle fasi di sperimentazione, di ridurre i trattamenti e di avvicinare la produzione dei vini ordinari a quelle biologiche e naturali, che in questi ultimi mesi stanno attirando l’attenzione dei consumatori. Il pubblico vuole prodotti sempre più liberi dalla chimica di sintesi, prodotta in laboratorio, e si sta orientando verso tipologie di vini cosidetti “naturali”, che subiscono in cantina e in vigna meno trattamenti possibili. Per questa speciale tipologia di vini non esiste un disciplinare vero e proprio. Ogni vignaiolo coltiva secondo le proprie intenzioni e le proprie convinzioni e questo sembra essere il loro limite maggiore. Esistono invece disciplinari per il biologico, che ammette un numero ristretto di prodotti chimici, circa 70, e per il biodinamico, vera e propria filosofia che non consente l’uso della chimica. Per i vini ordinari invece, ogni Doc o Docg ha il proprio disciplinare, garantito dal Consorzio di appartenenza, ma in genere gli interventi in vigna e in cantina sono ammessi. Detto questo, da due anni in alcuni vitigni del Sagrantino a Montefalco, che produce un apprezzato vino da almeno 400 anni, si stanno testando alcune app che aggiornano con costanza i produttori delle condizioni meteo, offrendo inoltre consigli sui trattamenti fitosanitari da eseguire, per conservare in ottimo stato la vigna e i grappoli. Le nuove produzioni della vendemmia 2016 del Montefalco Sagrantino Docg sono state presentate a Enologica.

Queste innovazioni tecnologiche applicate ai terreni hanno permesso di ridurre gli interventi in vigna del 30%, andando verso una maggiore naturalità del prodotto. Le due app, «Horta-Vite Net» e «4Grapes», sono testate da due anni nel territorio di Montefalco e hanno dato vita al programma “Grape assistance” con l’introduzione di 13 centraline per monitoraggio delle condizioni climatiche sul territorio. In questa maniera gli esperti del settore comunicano in tempo reale, attraverso gli smartphone, quelli che saranno i cambiamenti meteo previsti in zona della zona, consentendo di programmare nel dettaglio gli interventi da effettuare in vigna. Non si tratta di superare il disciplinare della Docg o di trasformare il disciplinare. Si tratta solo di razionalizzare i processi e gli interventi, riducendoli. Si tratta in pratica di un passaggio da una viticoltura “contadina”, da intendere nel senso che viene dettata dal buon senso, dall’esperienza e dalle pratiche ormai codificate nel tempo, ad una viticoltura scientifica. Oggi si abbonda di dati e la sfida piuttosto è quella di saperli leggere, trovare l’interpretazione giusta, averne lo storico e la possibilità in qualche modo di tracciare delle rotte che interpretino il futuro. Grazie ai dati raccolti dalle centraline, elaborati dalle app e inviati ai vignaioli, si possono evitare interventi fitosanitari preventivi quando non sono necessari. Quindi non cambia il disciplinare e l’utilizzo della chimica di sintesi in vigna. Cambia semmai l’uso che se ne fa. Questo garantirà, siamo ancora in una fase di sperimentazione alla quale non tutti i produttori hanno aderito, in un futuro prossimo di salvaguardare il consumatore, offrendo prodotti sempre più naturali, dove gli interventi fitosanitari in vigna, che si basano sull’uso della chimica di sintesi, saranno ridotti all’essenziale.

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