Supercanifradiciadespiaredosi, Geni compresi. Il ritmo che diventa fantasia

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Qui Mary Poppins non c’entra niente, anche se i tre ragazzi dei Supercanifradici mettono un bel po’ della loro fantasia e creatività in quello che fanno. Si distinguono per essere un trio solo ritmico, per i loro trucchi facciali sul palco, per la loro allegria e scanzonatezza e soprattutto per le modalità e i linguaggi adottati nelle loro canzoni. Bisogna ascoltarli per capire, e intanto ne parliamo con uno di loro.

Eccoci qua con Nicola dei Supercanifradiciadespiaredosi, ovvero Nestor Fasteedio.
“Un saluto a tutti. Sì, è il mio nome d’arte, perché entrando in questo gruppo è d’obbligo crearsi un nome d’arte, il più possibile aderente con quello che fai musicalmente. Fasteedio è stato subito il mio nome ideale [ride, ndr].”

Ora non mi vorrai mica dire che dai fastidio alla gente quando suoni? Non ci credo.
“Diciamo che mi piacciono i volumi alti [ride, ndr].”

Ho subito due domande. La prima è: in quanti siete a suonare? La seconda è: in che lingua è cantata la canzone “Dei lapponi” che abbiamo appena sentito?
“Allora, noi siamo in tre: Brodolfo Sgangan voce e basso, poi Randy Molesto che è il batterista e poi ci sono io che suono l’altro basso. Siamo due bassi e una batteria, il gruppo è composto da tre persone, poi sul disco abbiamo avuto anche qualche ospite, per cui il nome del disco “Geni compresi” non è riferito a noi ma agli ospiti che sono compresi all’interno del disco. Non siamo così auto celebrativi da dire che siamo dei geni compresi, anzi la parola geni è di origine più biologica, genetica [ride, ndr].”

Carine queste sfaccettature multiple.
“Sì, ci piace fare i giochi di parole e inventare parole. Boris che è l’autore dei testi è noto per questo, è bravissimo a fare gli anagrammi dei nomi delle persone, è un bravissimo giocatore di parole e un ottimo risolutore di cruciverba.”

Quindi io vi consiglio questo album “Geni compresi” che esce fuori dai canoni di qualsiasi cosa che abbiate sentito. Come facciamo ad acquistarlo?
“Il modo più semplice è sempre venire ai nostri concerti, noi suoniamo principalmente nel nord est Italia: Trentino, Veneto. L’alternativa è andare sul nostro sito supercanifradiciadespiaredosi.it o sulla pagina Facebook o alla Lizard records. Il buon Furlan ha creduto in noi e siamo felici di questo. Tornando alla domanda, quello di “Dei lapponi” in realtà è un testo onomatopeico perché è nato semplicemente da quelle situazioni che tutti i gruppi conoscono. Quando si crea un pezzo in sala prove ci si mette qualcosa a caso come voce, come ritornello, e mentre facevamo questo “deilapponi deilapponi…” abbiamo detto “ah bellissimo, teniamolo” e solo dopo è venuto fuori che sembravano le parole dei lapponi. In realtà era semplicemente un gioco di lingua.”

Fantastico. Quindi abbiamo capito che non è un linguaggio vero e proprio.
“Sì, in realtà è un linguaggio musicale. La musica è anche fatta di parole che possono non avere un senso ma che si incastrano perfettamente all’interno della melodia, della ritmica.”

Io lo definirei metalinguaggio, parole che col loro suono fanno venire fuori altre parole, come “Il lonfo” [poesia metasemantica di Fosco Maraini, ndr] recitato anche da Proietti. E voi lo usate un po’ per tutto l’album.
“Esattamente. “il lonfo” me lo ricordo, bellissimo. Sì, io non c’ero nelle altre formazioni perché esistiamo dal 2001, ma anche negli album precedenti il gruppo ha sempre giocato con le ambiguità dei giochi di parole, dei quali alcune non sono neanche narrabili in radio [ride, ndr]. Li abbiamo sempre fatti un po’ per destabilizzare, un po’ perché comunque la cifra del gruppo è anche quella di provocare, uscire dal genere musicale anche con le parole.”

Quindi lo ripeto: Supercanifradiciadespiaredosi, mettete super cani fradici su Google e vi viene fuori il Facebook e il sito. Andate a dar loro il like e vedere le date che faranno, perché veramente fanno un sacco di concerti, sono richiestissimi.
“Beh, noi siamo principalmente una macchina live, siamo un gruppo che su disco ci divertiamo anche a chiamare ospiti e fare degli arrangiamenti più raffinati, ma dal vivo siamo comunque una bella macchina, in particolare perché con due bassi e una batteria c’è da sbizzarrirsi.”

Un groove pazzesco. Poi avete il trucco scenico da cane dalmata. È molto scenico.
“Sì abbiamo questa cosa dell’occhio e del collare che ci contraddistinguono, è una versione canina dei Kiss praticamente [ride, ndr]. Questo è un espediente secondo me bellissimo, perché si entra nel personaggio, cioè io quando suono ho il mio trucco, il mio nome e cognome diverso da quello che ho nella vita, entro nel personaggio. È una cosa anche attoriale.”

Il tuo nome Fasteedio è scritto con due “e” e si pronuncia fastidio.
“Questo è sia un inglesismo sia un riferimento al gruppo da cui provengo, perché io suonavo nei Tedio anni fa, tra l’altro assieme a Boris negli anni ’90, dal ’93 al 2001”.

Geni compresi” per voi sono gli ospiti ma per noi anche voi tre, che con due bassi e una batteria riuscite a fare questi pezzi, dal vivo siete una sezione ritmica fortissima, Boris grandissimo, precisissimo, ti martella alla Steve Harris e tu ci fai dei giochi sopra.
“Sì, praticamente il soprannome che avevano dato alla mia pedaliera era Nurayeva perché come Nurayev lavoravo più con i piedi che con le mani. Con diciassette pedalini ero lì sempre a schiacciarli e sembrava praticamente che ballassi.”

Ma è l’ora dei saluti. “Geni compresi”, andate su Facebook a vedere l’attività dal vivo e mettergli il like. Voi portate i CD ai vostri concerti e autografateli. Ti ringrazio Nestor.
“Quello sempre, il contatto con il pubblico è la cosa più bella, prima e dopo il concerto. Io ringrazio te e tutto gli ascoltatori.”

Teniamoci in contatto perché so che siete in studio e state preparando il nuovo CD.
“Sì penso che sia imminente, non riesco a dare una scadenza ma ci stiamo lavorando, materiale ne abbiamo. Un abbraccio.”

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