Tintinnabula, Mamacita. Contaminazioni e molta varietà

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La Sicilia non è una terra facile per fare musica, per il suo essere isola e quindi offrire poche occasioni per uscire allo scoperto e la difficoltà di muoversi per suonare altrove. Chi lo fa come i Tintinnabula ci mette un certo spirito e si trova a mescolare suoni, sapori e tematiche della propria terra con la musica preferita, nel tentativo di mettere su qualcosa di piacevole e intelligente allo stesso tempo.

Siamo qui con Nino dei Tintinnabula, che è un gruppo che ha base?
“Ciao a tutti ragazzi. Stiamo in Sicilia occidentale, a Mazzara del vallo.”

Le vostre canzoni sono molto vive, molto accese. Abbiamo sentito “L’immensità” che è il secodno singolo da “Mamacita”.
“Il nostro album è uscito il 15 di giugno. “L’immensità” è di Don Backy, è stato quasi un colpo di fortuna. Durante un nostro concerto, un nostro fan ha ripreso la nostra versione de “L’immensità”, è stata messa su Youtube. La sorella di Don Backy, donna di 80 anni, ha sentito queste versione e ha telefonato a suo fratello dicendogli di andare a sentire questi ragazzi. Lui è andato, ha lasciato un messaggio su Youtube complimentandosi di questa versione, e da lì è nata questa collaborazione. Abbiamo fatto questo singolo e il video che puoi vedere su Youtube.”

Questo signore distinto che canta in mezzo a cinque ragazzacci siciliani è uno spettacolo.
“Guarda [ride, ndr], ha sorpreso anche noi quando ci ha detto di sì, perché siamo riusciti ad avere, in questa nostra reinterpretazione del brano, l’eleganza del maestro, ed è già dir tutto.”

Poi avete 47mila visualizzazioni, gente andatelo a vedere. Una grande interpretazione, perché voi interpretate a vostro modo. Un album vario, 16 tracce differenti l’una dall’altra, fatto in?
“Un anno e otto mesi [ride, ndr], un bel po’. Abbiamo voluto lavorare e perdere un po’ più di tempo proprio per questo motivo. Differenziare, miscellanea di suoni, è una cosa a cui teniamo tantissimo. Pensiamo che la musica sia qualcosa che non si possa racchiudere in un solo genere ma deve spaziare a 360 gradi. quindi cerchiamo e proviamo a fare di tutto per evidenziare tutti i lati musicali che ci rappresentano.”

Ciò è evidente, c’è tanta varietà nel disco. Ma come si può avere “Mamacita”?
“L’album puoi trovarlo in tutti i digital store, online e anche in copia fisica con le varie distribuzioni oppure rivolgendosi ad Areasonica che è la nostra casa discografica o attraverso il fan club Tintinnabula.”

Oppure venire ai vostri concerti, prenderli e farveli autografare.
“Sarebbe ancora più apprezzata come cosa. Avremo anche altri gadget oltre al CD. Noi come Tintinnabula pensiamo che una delle cose più belle che possa capitare, visto che siamo della Sicilia e cerchiamo di far ascoltare il più possibile la nostra musica perché le band più piccole hanno difficoltà a farsi sentire, per un gruppo come noi che cerca di restare a galla, è vedere le persone ai concerti, il “popolo” come lo chiamiamo noi, cantare le nostre canzoni. Questo è già motivo di orgoglio.”

Ma nno si può non cantarle, tipo “Money” che è martellante. “La voce del padrone” ha anche un bel testo…
“Praticamente in questo singolo che è uscito come primo di “Mamacita” il 15 di giugno, abbiamo come ospite l’attore Francesco Benigno che si è prestato a fare il protagonista del video. Andatelo a vederlo su Youtube, ci sta dando tante soddisfazioni oltre al discorso delle visualizzazioni che sono quarantamila e passa, che per noi è quasi impensabile come cosa, noi siamo di una piccola città veramente. Siamo nel concorso Musica contro le mafie con questo brano “La voce del padrone”, andando sul nostro sito e fan page su Facebook potete votarci per farci arrivare alle finali, e magari vederci a Roma.”

Andate quindi subito a votarli, sul loro Facebook e seguiteli nelle date in Sicilia e Italia.
“Speriamo di arrivare il prima possibile dalle vostre parti. Non è una cosa facile ma ci stiamo provando.”

Ma perché vi chiamate così?
“I tintinnabula sono degli antichi sonagli in uso nell’antica Roma. Avevano molteplici funzioni, venivano usati sia come caccia spiriti che come segnale di avvertimento di una guerra vicina. La cosa strana e particolare è oltre ad avere un doppio utilizzo, questo tintinnio, avevano delle forme falliche. Noi abbiamo voluto scegliere questo strumento per le molteplici funzioni che aveva, riusciva sia ad avere un aspetto riguardante lo spirito, a scacciare il maligno dalle proprie case, che un aspetto più guerrafondaio, che è quello che cerchiamo di trasmettere con la musica: l’aspetto un po’ più dolce e quello un po’ più duro.”

Ha un senso molto simpatico. Adesso però ci dobbiamo salutare, nominiamo tutti.
“Da parte mia e di tutti i Tintinnabula faccio l’ultimo saluto. Noi siamo Gaetano Denaro alla batteria, Giuseppe Giacalone al basso, Gianni Giacalone alle tastiere, Peppe Calandrino alla chitarra e io Nino Leone alla voce. “

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