Verganti, Atlas. La divinità venuta dalle stelle

verganti

Ci sono storie che da sempre hanno fatto sognare l’uomo, costruendovi sopra miti e leggende. Una di queste riguarda Atlantide, la città isola sommersa da tempi remoti, che molti vedono come pura immaginazione, mentre altri sostengono che ci siano della basi storiche, ritrovabili pure nei testi sacri della cristianità. In ogni caso la materia è affascinante e lascia molto spazio per l’ispirazione e la composizione artistica, come ha fatto Adolfo Pacchioni.

Siamo qui con Adolfo Pacchioni dei Verganti.
“Ciao, ciao a tutti gli ascoltatori.”

Verganti è un nome che suscita curiosità e fa pensare a dei significati precisi dietro.
“Certo, Verganti è stata la scelta di un nome che in qualche modo corrispondesse a quello che vogliamo fare. In senso letterale i verganti erano persone che usavano la verga per bastonarne delle altre, noi vogliamo usare la verga musicale per ricordare al pubblico in questo periodo di musica usa e getta che esiste anche un altro tipo di musica, un po’ più colta, una musica da ascolto che nel tempo si è perduta. Oltre a questo vogliamo usare la verga della conoscenza per trasmettere delle verità ancestrali, esoteriche, non vorrei usare dei nomi grossi ma delle verità antiche che oggi sicuramente nelle scuole non insegnano più e nemmeno ne parlano i media, ma sono verità che molti studiosi attraverso ricerche e studi hanno portato alla luce. Da qui il significato generale di verganti.”

Ecco, perché a me invece era venuto in mente l’espressione “vergare giù un testo”, qualcosa che ha a che fare con lo scrivere.
“Ma noi cerchiamo di vergare sul cuore con la musica e sulla testa con la conoscenza, ecco.”

Il vostro album “Atlas”, di cui tu sei il compositore di testi e musiche, racconta una storia piuttosto particolare. Ce ne vuoi parlare?
“Certo. “Atlas” nacque inizialmente perché mi ero incuriosito e appassionato alla storia di Atlantide e quindi nasce come curiosità iniziale su Atlantide. Poi leggendo varie teorie sull’origine e i suoi abitanti, ce n’era una che aveva attirato la mia attenzione, che era quella per cui Atlantide era stata fondata e governata da una popolazione superiore. Leggendo per combinazione in quel periodo anche un libro di Mauro Biglino, “La Bibbia non parla di Dio”, ho trovato la piena conferma di quello che mi stavo immaginando. Piccola parentesi, Biglino è un esperto di traduzione dalle lingue antiche che ha lavorato per 20 anni con Famiglia cristiana traducendo moltissime cose, e a un certo punto della sua vita si è messo a tradurre la Bibbia risalendo alle versioni originali, non a quella che abbiamo in casa ma leggendola dall’ebraico antico, e ha scoperto una cosa importante: che la Bibbia non è un libro religioso ma un libro storico, che racconta le cose che accadevano al tempo. Fornendo questa chiave di lettura non spirituale ma scientifica e storica ha esposto la sua teoria secondo cui l’essere umano così come lo conosciamo oggi è stato creato non da un dio misterioso che non si sa bene dove stia, ma più banalmente da una colonia di alieni che erano provenuti dallo spazio e si erano fermati sulla Terra per varie ragioni che noi non consociamo. Una intuibile è che avessero bisogno di alcuni metalli e materiali per le loro astronavi, e cercavano della manodopera per estrarre questi materiali e fare questi lavori. Avevano individuato tra vari animali sulla Terra delle specie di ominidi scimpanzé e avevano capito che se riuscivano a far evolvere questi ominidi, avrebbero avuto una manodopera più intelligente, più evoluta e più pronta. Quindi mescolarono il loro DNA alieno con quello di questi ominidi e crearono il primo uomo, Adamo. Ecco perché la Bibbia dice “e Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza”: l’uomo venne abbastanza bene ma aveva bisogno di riprodursi, e quindi fecero un secondo esperimento e crearono Eva. La scienziata aliena che fece tutto questo si chiamava Lilith, ed è un nome che si ritrova spesso anche in telefilm demoniaci, insomma è un nome che nella fantasia ed esoterismo ogni tanto torna. In realtà dovrebbe essere stata questa scienziata aliena.”

È la copertina del vostro album, la raffigurazione di Lilith.
“Esatto, lei simbolicamente può rappresentare Lilith, perché ha quegli occhi lì un po’ strani, un po’ rettiliani. Atlantide era la prima civiltà retta e condotta dagli alieni e quindi “Atlas“ racconta la storia di Atlantide come la conosciamo: il diluvio universale, la sua sommersione. All’interno di questa storia c’è anche una storia d’amore tra questo dio alieno e un’umana. L’album identifica quest’umana in Eva, la prima creatura. Ovviamente questo è un fatto di fantasia, però corrisponde a un fatto reale perché questi capi alieni vivevano spesso e si accompagnavano con donne umane, questo nei libri di Biglino è spiegato abbastanza bene. Quindi è una fantasia fino a un certo punto. Per cui “Atlas” è una storia in parte storica mitologica di Atlantide, del diluvio, della sommersione, dell’arrivo degli atlantidei in un altro posto da cui partirà il prossimo album e nel contempo anche della storia d’amore tra il capo alieno e l’umana.”

Una storia nella storia. Quindi “Atlas” che è un concept album sarà seguito da un altro concept che sarà lo sviluppo di questa storia.
“Sì, sì.”

Ma come possiamo avere il vostro CD?
“Al momento non abbiamo ancora individuato un’etichetta discografica, quindi si può avere semplicemente chiedendolo alla nostra pagina Facebook verganti, tramite email a verganti@yahoo.it o messaggio. Ci scrivete e noi vi spediamo il CD. In questo momento devo dire che ho spedito più CD all’estero che non in Italia, è una piccola soddisfazione di aver esportato qualcosa all’estero.”

Quanto tempo è passato da quando ti sei interessato a questo tipo di studio all’idea di farne un concept album?
“Guarda, sembrerà strano ma di solito quando mi viene un’idea cerco di metterla subito in pratica, quindi dal momento in cui ho letto il primo libro di Atlantide al momento in cui ho finito di comporre l’album è passato un annetto. Ho sviluppato la storia mentre leggevo gli altri libri, perché quando hai individuato una chiave di lettura tutto diviene più semplice, la mia è stata che la Bibbia è un libro storico e questo rende più comprensibili molte cose. Io ho sempre composto qualche cosina, in questo caso ho voluto affrontare un compito un po’ più grande.”

Vogliamo ricordate chi sono gli altri componenti della band?
“Certo, i componenti sono alla voce Savino De Palo, che non è un professionista ma canta da quando era nella culla, è un vecchio amico e compagno di musica perché suonavamo insieme in una tribute band degli Uriah heep, quindi David Byron e Ian Gillan sono la sua storia vocale. A fianco a lui abbiamo Giulia Cardia che invece è un’ex cantante professionista che fa da vocalist e anche in alcune parti da lead voice. Alla batteria Gigi Morello che è un batterista professionista ed è anche il titolare di un network di scuole di batteria, avendo lui studiato in America e quindi importato un metodo suo che tramite franchising distribuisce a varie scuole. Poi abbiamo Giovanni Vazzana alle tastiere, lui non è un professionista ma è tastierista da sempre. Infine al basso Paolo Bellardi, anche lui un ex professionista che per 30 anni ha suonato un po’ in giro per il mondo, adesso aveva smesso da un po’ ma aveva voglia di suonare e gli è piaciuto impegnarsi in un progetto originale e non in una band di cover.”

Ringraziamo te e tutti i tuoi compagni di viaggio, ricordiamo il vostro Facebook dove seguire i Verganti.
“Chi vuole ascoltare qualcosa di questo album può trovarlo o su Spotify oppure sul nostro canale Youtube, e poi in quasi tutti gli store online trova la versione digitale di “Atlas”. Grazie a tutti, un saluto agli ascoltatori.”

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