Max Marchini, Manticore records. La rinascita della leggenda

manticore

Quando grandi, storiche realtà rinascono, non si può restare certo indifferenti. È il caso della Manticore records, etichetta fondata più di 40 anni or sono dal trio Emerson, Lake e Palmer, dedicata alla musica di grande qualità che stava emergendo in quel tempo, e che oggi torna a nuova vita grazie agli sforzi dello scomparso Greg Lake e del suo grande amico Max Marchini, che ne è l’attuale presidente. Noi lo abbiamo invitato ai nostri microfoni per raccontarci come sta andando.

Siamo qui con Max Marchini, buongiorno.
“Buongiorno a tutti gli ascoltatori, eccomi qua.”

La canzone che abbiamo fatto ascoltare è di Emerson, Lake e Palmer, ma non mi sembra esattamente Lake alla voce.
“Quella che hai appena fatto sentire è un’anteprima assoluta internazionale, perché è il secondo disco che uscirà per Manticore records il 15 di marzo. È un disco che ha prodotto Greg Lake, la canzone è sua e fa parte di un lavoro che si chiamerà “Moonchild”, che vede degli arrangiamenti in bianco e nero, contemporanei, quindi molto d’immagine, di alcune delle composizioni più intense che ha scritto Lake nel corso della sua lunga carriera, prodotte da lui e da me e suonate dal pianista e arrangiatore Max Repetti, molto bravo, che avrebbe dovuto lavorare con Greg ma purtroppo la malattia glielo ha impedito. Allora Greg ha chiesto a questa giovanissima musicista che aveva già ospitato con sé sul palcoscenico proprio nel “Live in Piacenza”, di cui parleremo fra poco. Al tempo lei aveva 18 anni, adesso ne ha 23 ed è una polistrumentista che Greg ha definito la più bella voce femminile che lui abbia mai sentito. Si chiama Annie Barbazza e sentirete parlare di lei nel futuro, decisamente.”

Ma certo. Insomma questa rinascita della Manticore è veramente un grande evento, anche se è una casa un po’ di nicchia perché fa Prog, cose del genere, ma tanto di cappello.
“La Manticore è nata in un tempo dove quello che oggi chiamiamo nicchia era il mainstream. La musica della mia generazione era una musica in cui le case discografiche, che al tempo erano molto potenti, premiavano la diversità, l’originalità. Se tu ascoltavi Emerson, Lake e Palmer, i Pink floyd, i Jethro tull, i Genesis, immediatamente riconoscevi chi fossero dalle prime note. Invece oggi purtroppo diciamo che c’è un’omologazione verso il basso: oggi le case discografiche, molto più deboli, premiano l’uguaglianza, l’omologazione, ma questo forse è un discorso troppo lungo da affrontare qui in radio. L’idea di Manticore comunque era nata allora da Greg Lake e da Stewart Young, il loro manager, per introdurre la loro musica in maniera più indipendente, per quanto la Island records che era l’etichetta che li aveva lanciati non è che avesse mai imposto niente. Ci sono stati pochi casi in cui avevano messo dei freni, ma loro volevano più che altro dare spazio a quelli che allora erano giovani talenti. Come potrebbero essere Annie e Max per noi, allora erano Peter Sinfield, che nel ’73 pubblicò un meraviglioso album che si chiama “Still” con la nostra etichetta. Poi abbiamo avuto Hanson ma soprattutto la PFM e il Banco, che Lake ha voluto conoscere e portato nel mercato internazionale. Ma adesso purtroppo non è più così. Noi non vorremmo lasciare Manticore soltanto per la nicchia del Prog, quindi vorremmo darle un sapore onnivoro: dovunque ci sia della musica di qualità, qualsiasi sia il genere, grazie al blasone di questa etichetta così nobile noi possiamo aiutare i giovani talenti, ed è nostro privilegio farlo. Noi siamo tornati proprio con questo scopo.”

Bello veramente. Una curiosità: com’è che proprio un italiano dirige adesso una casa discografica così prestigiosa?
“Ma guarda, in realtà siamo una squadra, non sono solo io. Io sono il direttore artistico ma ho ancora Stewart Young che mi da una grossa mano e la vedova di Greg, Regina Lake, è molto attenta. E poi siamo veramente un team: noi abbiamo uno studio di registrazione che ha ammaliato Greg e molti altri musicisti: da Paul Roland a John Greaves degli Henry Cow. Si chiama Elfo studio, è a Tavernago vicino Piacenza ed è il nostro quartier generale. Abbiamo trovato un ingegnere del suono che è quasi un poeta delle vibrazioni [Alberto Callegari, ndr] ed è molto raro perché un’altra cosa su cui abbiamo insistito per Manticore è offrire la massima qualità possibile del suono.
Il motivo dell’Italia è molto semplice: Greg era innamorato dell’Italia e il fatto che nella sua scuderia, pensate a quanto sono più grandi gli Stati uniti rispetto all’Italia, ci fossero due americani e due italiani. Lui ha sempre pensato che noi fossimo la patria delle arti, o lo saremmo se fossimo governati meglio [ride, ndr], e quindi per me è un onore. Ha voluto avere basi in Italia perché era convinto che qui fossero grandi l’attenzione, l’amore e il riconoscimento che il pubblico italiano ha sempre avuto per lui, per questa nicchia, come nell’ultimo tour, quando stava già poco bene. “Songs of a lifetime” lo abbiamo portato in Italia. Greg è rimasto commosso dall’affetto, dalla riconoscenza del suo pubblico italiano, nessun’altra parte del mondo ha un affetto così profondo per lui. Poi voi sapete della statua di Greg, lui amava in modo particolare i nostri vini e la nostra cucina, ecco qua i motivi. Poi era il mio migliore amico [detto con emozione, ndr], abbiamo passato tanto tempo insieme negli ultimi 20 anni, e quindi mi ha voluto affidare questo onore e onere allo stesso tempo.”

E poi ricordiamo che l’Italia è praticamente la patria mondiale del Prog adesso, in questi anni ’10, quindi ce lo meritiamo veramente. E qualcosa bolle in pentola, avete delle uscite ma ne usciranno altre, vogliamo ricordarlo?
“Sì assolutamente. La prima uscita è “Greg live in Piacenza” in tiratura limitata audiofila. Pensa che Greg mi ha mandato in Germania nella Foresta nera da un tipo matto [ride, ndr], un ingegnere del suono che era il capo ingegnere di Grundig negli anni ’70, della casa Helmut Brinkmannche pare faccia i giradischi e gli impianti stereo più prestigiosi e high-level del mondo, per cercare di capire perché secondo la sua opinione i dischi da 180 grammi suonino malissimo, cosa vera. Con questa moda asinina del vinile spesso, lui come sempre bastian contrario s’è fatto spiegare il perché suonano male, dal punto di vista proprio fisico e scientifico. Noi facciamo dischi con Manticore proprio adatti per dimostrazioni Hi-Fi. Lui ha speso ore, ore, ore e ore di studio per garantire questo al suo pubblico. Infatti abbiamo avuto sorprendentemente, ma fino a un certo punto, risultati di critica a 5 stelle in tutto il mondo e oltre questo ci ha fatto veramente piacere che le riviste di alta fedeltà abbiano parlato di questo “Live in Piacenza” come di suono da dimostrazione Hi-Fi.”

Quindi se il 180 viene male state usando una grammatura inferiore.
“Sì, i dischi suonano meglio da 120 a 140 grammi, oltre no perché c’è troppa plastica che ha delle risonanze e quindi chiunque abbia un impianto, un giradischi, di un certo livello sente un suono più sporco, impastato sulle gamme medie, più loffo. Poi c’è questa moda forse perché andiamo in un’epoca in cui la quantità, il tanto è meglio, ma quelli con l’orecchio buono da Paul Mc Cartney a Bob Dylan hanno fatto gli ultimi vinili a 140 grammi. Non siamo i soli [ride. ndr] a cui non interessano le mode.
Dai tempi in cui Greg si è seduto al banco di produzione del primo album dei King crimson, che tu e il tuo pubblico ricorderete, quello col faccione “In the court of the Crimson king”, che dopo “Sgt. Pepper’s” lo credo uno dei dischi più rivoluzionari della storia della musica, lui ha sempre speso molte energie per la qualità del suono, che troverà chi acquisterà “Live in Piacenza” o questo nuovo album. Noi usciamo il 15 marzo con questa produzione ancora di Greg Lake, l’ultimo lavoro che ha fatto, prima di lasciarci, di produrre Annie Barbazza e Max Repetti. Insieme a me ha fatto “Moonchild” del quale hai trasmesso la versione di “C’est la vie”, e poi abbiamo altre cose in pentola di cui però per adesso non possiamo parlare [ride, ndr].”

E quindi i nostri cittadini ascoltatori vadano sul sito e Facebook della Manticore records a darle il like e seguire le notizie sulle nuove uscite. E andate a prendervi questo “Live in Piacenza”.
“Sì, sì è veramente un gran bel disco, non lo dico perché è nostro ma è veramente un disco da 5 stelle. Tra l’altro ha una particolarità: in questa prima edizione italiana che abbiamo fatto noi, e come Greg ha voluto dall’Italia la distribuiamo in tutto il mondo, abbiamo una versione di “Lucky man” con tre ospiti italiani. Abbiamo un grande musicista che trovo sia uno dei più validi songwriter italiani, che ha dato tantissimo al Prog ed era veramente nel cuore di Greg Lake: Aldo Tagliapietra. Io vorrei mandargli un saluto dalla Manticore e dire che lo aspettiamo. Aldo è veramente un ragazzo dal talento spettacolare, nonostante non sia più un ragazzino io lo chiamo ragazzo [ride, ndr], non so se avete ascoltato l’ultimo album: la qualità di composizione è unica, è veramente bravissimo.”

Lo salutiamo molto volentieri perché lo abbiamo avuto ospite all’inizio di dicembre.
“Greg disse che Aldo era il suo omologo in Italia, una persona che ha sempre avuto un gusto melodico meraviglioso, un grandissimo bassista, grandissimo compositore. Poi abbiamo avuto Bernardo Lanzetti, la voce storica degli Acqua fragile che recentemente si sono riformati, perché anche di lui Lake aveva una grande stima. E infine la sua protetta, la sua figlia d’arte Annie Barbazza.”

Stai nominando tutta gente che vorrei avere in trasmissione perché fa grande musica, Però adesso ti devo salutare Max e ti ringrazio, Seguite la Manticore records.
“Grazie mille e un saluto a tutti i tuoi ascoltatori!”

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