L’AMORE AI TEMPI DI FACEBOOK

Stato-sentimentale

Ah l’amore…una volta per sancirne l’eternità, nel medioevo, si soleva decantar sonetti o scriver poemi, meglio ancora sconfiggere un drago in singolar tenzone per salvare la propria dama rinchiusa nelle segrete di un castello (o sulla sommità di una torre, insomma un posto poco accessibile e alquanto umido).

Con l’andare avanti delle epoche, anche l’amore ha mutato forma e le sue espressioni son diventate molteplici. Siamo passati dal martoriare gli alberi e le panchine pubbliche con incisioni del tipo “Franceschino+Giuseppina”, alle dichiarazioni metropolitane di dubbia natura grammaticale “Bella come un gol al 90°”, “Q’anto ti amo” e “Se tu non ci fossi la mia vita non esistesse”. Il tutto, ovviamente, passando per i negozi di ferramenta che, in un determinato periodo, hanno iniziato a far fortuna grazie alla vendita di lucchetti (e non solo loro), a discapito di ponti (di gran valenza storica) e lampioni…

Non esistono più i piccioni viaggiatori di una volta (quelli affidabili e integerrimi), adesso infatti son troppo obesi per poter volare planandoti in testa mentre cammini, i piccioni kamikaze.

Al giorno d’oggi, in un mondo fatto da persone poco social per i social che amano le persone social, Facebook è diventato il menestrello di Corte, il Cyrano de Bergeracq (sempre con il lunghissimo naso, si sa infatti che il primo utilizzo di Facebook è proprio ficcanasare nelle vite altrui) che suggerisce ai timidi e ai pigri cosa dire e come.

Cuori in ogni dove, foto di baci perfettamente allineati con l’ambiente circostante per i selfie, canzoni d’amore con dedica e immagini di copertina melense da diabete. L’amore imperversa su Facebook a macchia d’olio e, per sancirne ancora di più l’unione, esiste il sacrosanto “Stato” che svela le tipologie relazionali di ogni essere umano.

È un po’ come sulla Carta d’identità con nubile/scapolo/sposato ma, in realtà, è ancora più approfondito.

Single, Impegnato/a, Fidanzato/a ufficialmente, Sposato/a, In una coppia di fatto, Convivente, In una relazione aperta, In una relazione complicata, Separato/a, Divorziato/a, Vedovo/a.

Beh, l’imbarazzo della scelta, ce n’è per tutti i gusti. Ovviamente c’è chi prende poco sul serio questi “stati”, risultando sposati ad animali, accessori, emozioni, amici e parenti. Ma esiste una gran fetta di persone che hanno un bisogno impellente di “definire” la propria storia sul social più famoso del mondo, a rischio della vita. Poi ci sono i geni che si sposano con sé stessi..ma, come si dice, “meglio soli che mala accompagnati”.

La prima volta che attivai il social di Zuckerberg mi sposai con un’amica, così per gioco. Dal momento in cui digitai il suo nome accanto al mio, la mia bacheca e i messaggi privati si riempirono di congratulazioni e domande… “ehm veramente è una scemata, non stiamo insieme per davvero, ecco” “ahhh guarda pensavo di si..no, sai, lo stato su fb è una cosa seria”…seria?

È serio postare millecinquecentocinquanta foto di voi, o coppia felice, che vi abbracciate, baciate, limonate, dividete la fetta di torta sorridenti come Ornella Vanoni dopo l’ennesimo lifting, quando poi vi cornificate a vicenda?

È serio creare il profilo in comune “Renzo&Lucia” (che poi si sa come va a finire) creando una gran confusione: “Lucia, ho bisogno urgente di un assorbente, puoi portarmeli in palestra?” “Mar Rosso eh?..ahah sono Renzo!”.. è possibile capire se sto chattando con Renzo, Lucia o Don Abbondio?

Il concetto di serietà, sui social, è molto ampio. “Devo chiederti di cancellarmi dal tuo stato di sposati” “Ok, ma cos’è successo?” “Il mio ragazzo vuole condividere il suo stato con me, così saremo fidanzati anche su facebook!beh congratulazioni, questo sì che allontanerà possibili amanti alla ricerca di coppie da far scoppiare, voi sì che siete astuti.

Serio anzi serissimo, considerato che un Guru dei pc e della rete come Salvatore Aranzulla ha riservato uno spazio sulla sua pagina dedicato al “Come cambiare o aggiungere situazione sentimentale su Facebook“.

Gabriel Garcia Marquez scriveva: “Noi uomini siamo poveri schiavi dei pregiudizi”…ma questo era L’Amore ai Tempi del Colera..sempre meglio di Facebook.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>