Il triangolo no?

tradimento

“Dottoressa, ho continue fantasie su un altro uomo, anziché sul mio partner, è un tradimento questo? Sto tradendo il mio compagno?”
“Dottoressa, mio marito è andato a letto con un’altra donna ma sostiene di non esserne innamorato, per lui quindi non conta ciò che è successo; secondo lui, non mi ha tradito. Secondo lei, mi ha tradito?”
“Dottoressa, il mio compagno flirta in rete, lo odio, questo è un vero e proprio tradimento, una mancanza di rispetto nei miei confronti. È un tradimento, giusto?”
La risposta è: “non lo so!” Rispondo sempre in questo modo a domande di questo tipo, e aggiungo: ”secondo lei, è un tradimento?”
Perché il punto è che non esiste una risposta “giusta” per tutti, poiché la risposta è dentro di noi, è soggettiva. Siamo noi l’unica bussola che può aiutarci a comprendere se e quanto ci sentiamo traditi.
Per alcuni si può tradire solo con il corpo, per altri con la mente, per altri ancora con entrambi.
La vera domanda è: “ secondo te, cosa rappresenta un tradimento? Cosa significa fedeltà?”
Forse non ce lo siamo mai chiesto veramente, cercando di ascoltare le nostre esigenze, le nostre priorità e non quelle imposte da una società oppure da un partner. La vera, straordinaria, scoperta, quando si viene traditi, è conoscere se stessi e le proprie risposte.
E quando siamo noi a tradire?
“L’ho tradito perché non funzionava più la nostra coppia, non c’era più dialogo, ogni pensiero diventava discussione, per cui, pian piano, abbiamo smesso di parlare e sentivo il bisogno di altro”
Purtroppo per noi, infatti, quei pensieri non detti, affinchè non si trasformino in discussione, non scompaiono nel nulla. Fermentano dentro di noi e pian piano, si ingigantiscono. Ci rendono insostenibile la situazione in cui viviamo e “lasciamo correre”, non affrontiamo le nostre emozioni, perdiamo l’opportunità di valorizzarle e, con loro, vanno via piccoli pezzi di noi, fino a non riconoscere più se stessi.
Arrivati a questo punto, chi stiamo tradendo? Il partner oppure noi stessi?
Non condividendo i nostri pensieri con la “dolce metà”, non consentiamo all’altro di conoscerci e di comprendere se qualcosa non va come dovrebbe. Quindi, priviamo l’altro dell’occasione di poter agire, intervenire, provare a portare la coppia su una strada diversa o perlomeno, non cadere dalle nuvole quando si sentirà tradito.
Siamo stati traditi, abbiamo la certezza che, qualunque cosa sia successa, comunque siano andati i fatti, ci sentiamo profondamente traditi. E ora? Cosa succede dopo un tradimento?
“Da quando sono stata tradita penso sia inutile investire in un rapporto di coppia. Gli uomini sono tutti uguali (anche le donne, attenzione)!”
A cosa ci serve pensare in questo modo? A difenderci! A poter dire a noi stessi: “ero preparato, lo sapevo che sarebbe successo”
Anche in questo caso, però, abbiamo uno scotto da pagare: non ci emozioniamo più, comprimiamo le nostre emozioni, le nostre sensazioni, soffochiamo tutto ciò per paura di essere traditi.
Il vero tradimento rimane sempre quello verso se stessi! La vera sfida è rischiare di conoscersi veramente, con i propri tabù oppure con le proprie perversioni. Riconoscere se stessi ed i propri bisogni, le proprie esigenze, le proprie insoddisfazioni ed avere il coraggio di condividerle con il proprio partner.
Come ha scritto Gabriel Garcia Marquez: “gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, la vita li costringe ancora molte volte a partorirsi da sé”.

 

Dott.ssa Simona Pierini
www.simonapierini-psicoterapia-com

 

 

 

 

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