Ambra Jovinelli: volti noti e rassicuranti nella stagione 2017-2018

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In un’epoca in cui il teatro sembra per pochi e rischia di essere oscurato dai più fruibili cinema e tv, l’Ambra Jovinelli propone un teatro popolare, “colto ma comprensibile da tutti”.

 

La stagione 2017-2018 mira infatti a reinventare ed arricchire la tradizione proponendo non solo commedie, ma anche storie celebri, capaci di fornire un’analisi ironica e schietta della società.

Molti i volti celebri e rassicuranti presenti nel cartellone della prossima stagione, nomi che strizzano l’occhio al pubblico, vista la loro riconoscibilità dovuta al grande e piccolo schermo. E’ questo che dà agli attori la possibilità di esternare la loro “cattiveria agonistica”, la voglia di scrollarsi di dosso un ruolo ormai scomodo – come a dire “non sono solo quella faccia o quel nome”- ed al pubblico fornisce invece un’occasione di vedere il proprio idolo in un’ altra veste, con un’altra faccia, sotto un’altra luce, per apprezzarsi di più reciprocamente.

Ecco alcuni degli spettacoli più attesi nel 2017-2018 all’Ambra Jovinelli:

– IL PADRE, di Florian Zeller. Regia di Piero Maccarinelli, con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere. Questo spettacolo ha debuttato nel 2012 a Parigi, riscuotendo un grandissimo successo. Andrea è un uomo di mezza età che non riesce a rassegnarsi, nonostante si manifestino i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer; la figlia Anna, spinta dal grande affetto, cerca di fargli capire che è giunto il momento di cambiare vita e lo invita a vivere con lei e con il marito. Andrea accetta, ma non riesce ad adattarsi alla nuova situazione a causa della sua poliedrica personalità e si dimostra restio a rinunciare alla propria indipendenza.

Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione, causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con pungente ironia.

 

– A RUOTA LIBERA, “diretto in diretta” da Giovanni Veronesi, con Rocco Papaleo, Sergio Rubini ed Alessandro Haber. Veronesi si diletta a creare sul momento uno spettacolo estemporaneo, avvalendosi della grande capacità di improvvisazione dei tre attori ed amici che lo affiancano sul palco, proprio per questo “a ruota libera”: una carrellata su cinema, spettacolo, aneddoti, dei quattro artisti – come quattro amici al bar – dove si ride e ci si emoziona.

– Pierfrancesco Favino in LA NOTTE POCO PRIMA DELLA FORESTA, di Berard Marie Koltès.

Per chi ha il pensiero fuori dalle righe, la cadenza del tempo e l’ordine delle categorie della società odierna possono essere divisi in zone: la zona weekend, la zona per parcheggiare la macchina o la moto, la zona per andare a rimorchiare, la zona solo per le donne o per gli uomini, per i gay, o zone neutrali, dove si può chiacchierare gioire o essere tristi.

I temi assoluti di questo autore – scomparso prematuramente – sfociano in un monologo, un poema teatralissimo che sconta i problemi dell’identità, della moralità, dell’isolamento.

 

– ZIO VANJA di Anton Pavlovic Cechov, regia di Vinicio Marchioni. Con Vinicio Marchioni e Francesco Montanari.

Dramma fra i più importanti di Cechov, questo spettacolo è diviso in quattro atti. La storia gira intorno a Zio Vanja, appunto, che amministra i beni del malefico cognato, il Professor Serebrjakov, vedovo di sua sorella. Vanja è consapevole della cattiveria del cognato, che mira solo al guadagno, e decide di ribellarsi. Il suo tentativo sarà però vano ed infine il protagonista si arrenderà all’inesorabilità di tale situazione e riprenderà a svolgere il suo ruolo di amministratore.

Il riadattamento rispetta le dinamiche ed i dialoghi classici di Cechov, ma facendo perno sulle note di contemporaneità, per esaltare l’attualità del testo così da riavvicinare il pubblico alla storia del teatro.

“Sarà essenzialmente un riadattamento – ha affermato Vinicio Marchioni – una contemporaneizzazione di questo testo ed un adattamento molto Italiano, cercando di mettere insieme la struttura, la straordinaria scrittura di Cechov, con la nostra migliore tradizione della Commedia all’Italiana”.

 

– Stefano Accorsi in FAVOLA DEL PRINCIPE CHE NON SAPEVA AMARE, tratto da Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile.

Spettacolo misterioso ed instrospettivo, che cerca di dare una risposta all’eterna ricerca del senso della vita. L’opera di Basile da cui questa pièce prende spunto, è un adattamento fiabesco, un intreccio di storie: le vicende narrate hanno una loro indipendenza rispetto alla vita di tutti i giorni. E’ una cronaca fantastica, che va però raccontata con la stessa schiettezza e con l’ardore con il quale si redigerebbe un articolo di cronaca nera.

 

– INGRESSO INDIPENDENTE, commedia in due atti scritta da Maurizio De Giovanni con Serena Autieri e Tosca D’Aquino. Regia di Vincenzo Incenzo. Due donne, due uomini, durante il corso dello spettacolo le vicende si snodano tra equivoci e risate, corna e confronti. Oltre a ridere – molto – si riflette sul vero valore delle relazioni e si aprono gli occhi sulla realtà delle proprie vite.

“Con la bellissima e bravissima Serena Autieri – ha affermato Tosca D’Aquino – diamo vita a questo testo spumeggiante, divertente, interessante (perchè chiaramente ci sarà anche un finale che fa un po’ riflettere), Ingresso Indipendente è un testo inedito di Maurizio De Giovanni, assolutamente godibile, comico e quindi mi auguro veniate in tanti”.

 

Benedetta Morbelli e Simone Lucidi

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