Amicizia e età. Quali benefici?

Amicizia e età. Quali benefici?

«Quando l’amicizia ti attraversa il cuore, nasce un’emozione che non se ne va. Non so dirti come, ma succede solo quando due persone fanno insieme un volo». Cantava Laura Pausini nel lontano 1996. Lontano nel tempo ma non nel sentimento.

È di questi giorni, infatti, la pubblicazione sulla rivista Royal society open science dello studio delle Università di Aalto e Oxford, secondo il quale è a 25 anni che si hanno più amici. Pare, dunque, esser questa l’età giusta per far insieme il volo cantato nel testo de “Le cose che vivi”.

La ricerca, che ha analizzato i tabulati di oltre 3,2 milioni di utenti di cellulare in Europa, mostra che chi non supera i 25 anni parla più spesso e più a lungo al telefono con i coetanei rispetto a qualsiasi altro gruppo d’età. Una buona abitudine dei giovanissimi, considerati i benefici fisici e mentali che una solida rete di amicizie porta con se.

E dopo i 25? Beh magari non ci saranno i ritrovi in piazza con la comitiva o le partite di beach volley o di calcetto al parco, ma di certo l’amicizia è un toccasana per ogni fascia d’età. Scopriamolo insieme.

È tra i 12 e i 25 anni che l’amicizia è più intensa, quasi esclusiva. È il periodo dei pomeriggi con gli amici del cuore, delle prime uscite, delle prime feste. Tra i benefici, ci sono sicurezza, sostegno, migliore autostima. Stando ad un recente studio della University of Virginia, gli adolescenti che hanno vissuto in “branco” saranno da adulti, meno stressati e con più difese immunitarie.

25-45 anni. «Con la prima età adulta avviene un profondo mutamento e il numero di amici può calare drasticamente», afferma Robin Dunbar, professore di Psicologia sperimentale all’Università di Oxford e uno degli autori dello studio uscito su Royal society. Figli piccoli, ufficio, una casa da mandare avanti, mutuo, bollette, spesa da fare. Ed ecco che, quasi senza accorgersene, si perdono di vista gli amici. Ma è sbagliato. In questo periodo della vita l’amicizia è utile per creare uno scambio, un confronto e per abbassare i livelli di ansia che nascono con il nascere di nuove responsabilità familiari e lavorative. La scienza ha dimostrato che chi non smette di frequentare gli amici, ritagliandosi del tempo per sé, diventa un genitore più paziente e disponibile, nonché un dipendente più efficiente e creativo.

Ma è nella piena maturità che le amicizie riaffiorano. Tra i 45 e i 65 anni a contare di più non è tanto il numero degli amici, ma la loro capacità di offrire un sostegno nei momenti di difficoltà. Sono soprattutto le donne a consolidare legami maturi e consapevoli che hanno sull’organismo lo stesso effetto benefico di un’alimentazione sana e di uno stile di vita equilibrato e salutare.

Dopo i 65 anni, con letà che avanza, si tende a stare di più in casa. Ma mai isolarsi. Si rischierebbero, infatti, depressione e declino cognitivo, ma anche vari disturbi fisici, come infiammazioni, sovrappeso, pressione alta, che nel lungo periodo possono incrementare il rischio di malattie cardiache. La prova arriva da un recente studio pubblicato sul Journal of epidemiology and community health che ha monitorato per dieci anni lo stato di salute di 1.500 ultrasettantenni valutando i loro contatti sociali: chi aveva molti amici si è ammalato meno ed è vissuto più a lungo.

Allora, non vi è venuta voglia di andare a ballare, fare un aperitivo,  una chiacchiera o una briscola con i vostri amici? Bhe fatelo… Amici è sinonimo di benefici.

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