Birre artigianali, un festival le ha raccontate

Birroforum

Si è chiusa ieri un’altra bella manifestazione dedicata la mondo delle birre artigianali italiane: Birroforum. Organizzata nella stessa location di Vinòforum, sul Lungotevere Maresciallo diaz, a due passi dallo Stadio Olimpico, l’evento è stato promosso dagli stessi organizzatori, tenendo le due cose ben distinte, presentando le migliori etichette brassicole che insieme al vino negli ultimi anni hanno fatto segnare una crescita economica rilevante. È stato possibile assaggiare oltre 40 birrifici artigianali, 20 artigiani del cibo da strada, e seguire i corsi di degustazione, abbinamento e avvicinamento alla birra, il tutto contornato da giochi vintage e due aree ‘bar dello sport’, dedicate ai campionati europei di calcio. L’evento è stato giustamente definito il Festival della birra artigianale e del cibo da strada e quella che si è appena conclusa è stata la IV edizione. I promotori hanno voluto tenerlo separato da Vinòforum per evitare che le due realtà fossero sovrapponibili. Anche se è vero che molti appassionati di vino seguono le birre artigianali italiane e chi in genere si proclama foodie – appassionato di cibo – tende a seguire differenti eventi enogastronomici, senza fare distinzioni di sorta, con lo scopo di essere informato e attento su entrambi i fronti. O per lo meno tende a seguire questi eventi perché intrigano e fa chic.

È bene però separare i due campi. La degustazione e l’assaggio della birra richiede comunque conoscenze diverse, così come l’abbinamento con il cibo. Se sulla birra si deve lavorare sulle sensazioni amare (amaricanti dicono “color che sanno”), un pregio dei prodotti brassicoli. Con il vino si deve lavorare sulle acidità. Inoltre la preparazione e il lavoro che c’è dietro alla creazione dei due prodotti è completamente differente. È stato giusto dunque separare i due ambiti e offrire due panoramiche completamente staccate l’una dall’altra. Anche se in alcuni casi complementari. Un approfondimento però urge ancora. Potrebbe sembrare ai più che birre artigianali e street food, cibo da strada, si sposino e siano il connubio perfetto. In un certo senso è vero o può essere vero. Non si deve comunque escludere l’orizzonte del vino da quello dello street food. Gli accostamenti anche in questo caso possono essere interessanti e sorprendenti, per cui benissimo associare una buona birra spumosa artigianale, ricca di aromi e dalle sensazioni tattili intriganti con un panino gourmet fatto al momento. Ma ci può stare bene anche un buon rosato, ricco magari di aromi agrumati e balsamici e con una spalla acida delicata. O un bianco di facile beva, odoroso e altrettanto acido senza esagerare.

Detto questo, per tornare alle novità dell’edizione 2016 di Birròforum, gli organizzatori hanno tenuto a precisare che l’evento è stato aperto anche ai buyer nazionali e internazionali, che hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con i birrifici presenti. Grazie a un accordo siglato con Assobirra e l’Istituto per il commercio estero (Ice), infatti, sono arrivati a Roma imprenditori da paesi come Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Canada, Giappone, Cina, Brasile e Stati Uniti. Questo non ha toccato da vicino quanti hanno fatto un viaggio sensoriale in questa affascinante filiera produttiva. Ma la dice lunga dell’attenzione che gode e desta la birra artigianale italiana oltre confine. Insomma è una garanzia di qualità. Infine, e questa ci è sembrata una buona idea, sono stati programmati incontri con i mastri birrai, per divulgare le tecniche di degustazione e spiegare la ricerca che c’è dietro. Anche perché le birre artigianali, che possono presentare una ampia gamma di gusti, da quelli amari a quelli più delicati e dolci, abbinabili con i dessert, non vanno servite ghiacciate, perché perderebbero il loro patrimonio di aromi e sentori. Devono essere servite da un minimo di 6° fino a giungere anche ai 18°. Non tutti sanno poi che alcune di queste birre vengono affinate in botti, come fossero vini o anche whisky, o trattate come distillati con gradi alcolici significativi. Per cui proporre approfondimenti, mini corsi e lezioni tecniche consente di trasmettere consapevolezza nei consumatori, perché il consumo ragionato possa continuare anche dopo esperienze come Birroforum.

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