Covers at an exhibition: “FINESTRE, QUADRATI, CERCHI E TRASPARENZE”.

ledzeppelin

LED ZEPPELIN “III” (1970)

Questa è una speciale gimmick cover  (così si  chiamano le copertine con packaging particolari) dove su un fondo bianco assistiamo alla comparsa di numerosi immagini colorate e frenetiche e alla presenza sul supporto cartonato di alcuni fori che rappresentano la vera caratteristica della cover.

Infatti all’interno della confezione è presente un disco girevole che azionato modifica le immagini all’interno dei fori facendo apparire un sempre diverso numero di immagini (comprese le foto dei membri della band).

L’artwork ad opera di Zacron (la prima ed unica creazione di questo artista semisconosciuto) richiese lunghi tempi di lavoro, tanto che in Italia e altri Paesi il disco uscì privo di copertina impacchettato in una semplice busta di carta che riportava la fotografia della band … in pratica al momento della distribuzione del disco con la copertina definitiva, si poteva richiedere la nuova cover restituendo la busta di carta.

Non tutti seguirono questo consiglio e al momento attuale, le quotazioni a livello di collezionismo della “busta di carta” sono diventati ben maggiori della copertina ufficiale.

somegirls

ROLLING STONES “SOME GIRLS” (1978)

I Rolling Stones ci hanno sempre abituati a copertine che poi sono restate nella storia, affidandosi anche a maestri dell’arte come Andy Warhol.

In particolare questa di SOME GIRLS porta la firma di Peter Corriston che trovando ispirazione dal titolo del disco, confeziona una copertina con chiari riferimenti ai volantini pubblicitari degli anni ‘50 di parruccherie con colori accesi e look alquanto datati.

Nell’idea iniziale i volti delle modelle dovevano essere quelli di importanti personalità del mondo dello spettacolo ma per motivi di copyright si ovviò per inserire i primi piani degli Stones stessi. Le sagomature delle facce erano ritagliate e così, muovendo l’inner sleeve  si potevano spostare i volti provandoli con sempre diverse acconciature.

talkingheads

TALKING HEADS  SPEAKING IN TONGUES (1983)

Speaking in Tongues (sulla copertina del disco scritto come: SP EAK IN GI N TO NGU ES) è il quinto album in studio dei Talking Heads, uscito nel 1983.

Di questo album è stata pubblicata una versione realizzata dall’artista Robert Rauschenberg che vinse anche un Grammy Award per il suo lavoro.

Il disco è stampato con l’immagine della copertina ad un colore su un vinile trasparente e il packaging (sempre in plastica trasparente) è realizzato con la stessa versione della copertina in 2 colori diversi in modo che quando è chiuso con la sovrapposizione dei 3 colori  si genera una immagine. La copertina del disco è visibile solo dalla unione dei 3 colori.

josephalbers

JOSEPH ALBERS (che fece parte del movimento Bauhaus) progettò alcune copertine per la casa discografica Command Records fondata da ENOCH LIGHT.

PERSUASIVE PERCUSSION e PROVOCATIVE PERCUSSION (tra il 1952 e il 1962) furono i primi dischi con con l’innovativa confezione apribile GATEFOLD (inventata dallo stesso ENOCH LIGHT per spiegare le tecniche di registrazione).

In quegli anni le sue opere cercano di sovvertire il carattere statico della pittura per mettere in evidenza l’instabilità delle forme; per fare questo Albers ripete modelli geometrici astratti, facendo uso quasi esclusivamente dei colori primari. Nel 1950 insegnò all’ Università Yale fino al 1958. In questi anni Albers si concentrò su diverse serie di pitture, fatte da disegni geometrici tra loro simili che danno effetti di ambiguità, il cui scopo è di esplorare sistematicamente gli effetti della percezione. La sua serie più nota, “Omaggio al quadrato” (serie cominciata nel 1949), è fatta da semplici quadrati ripetuti e sovrapposti, colorati con diverse tonalità che creano un effetto ottico di profondità.

Giuseppe Bellobuono

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