Goodbye Sir George Martin

Sir George Martin
Ringo Starr, George Martin, Paul McCartney, George Harrison, Yoko Ono, John Lennon in Let it Be.

Senza Sir George Martin con ci sarebbe stato un contratto con la Parlophone, non ci sarebbero stati gli incisi di pianoforte in In My Life e Good Day Sunshine, non ci sarebbe stato il quartetto d’archi in Yesterday e in Eleanor Rigby e Pepperland non avrebbe avuto il suo inno.

Senza la pazienza di Sir George Martin non ci sarebbero state armonie vocali in She Loves You , This Boys e Because; non ci sarebbe stata Tomorrow Never Knows quando John gli chiese che voleva sentirsi “come la voce del Dalai Lama più migliaia di monaci tibetani salmodianti sulla vetta di una montagna“; non ci sarebbero stati i Feed Back nelle canzoni e l’accordo di A hard Day’s Night non si sarebbe mai sentito.

Senza la bravura di Sir George Martin non ci sarebbe stato il perfetto mix di 2 versioni di Strawberry Fields Forever e l’orchestra orgasmica di A Day In The Life; non ci sarebbe stata la diretta di All You Need Is Love perché preparò la base ritmica su cui mise i fiati dal vivo per la registrazione in una sola track della canzone; non ci sarebbe stata la magia di talenti che non sapevano scrivere e leggere la musica.

Senza Sir George Martin non ci sarebbero stati i Beatles.
Grazie, vero e unico… quinto Beatle.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>