La nota a margine del Maestro Piovani.

nicola piovani

Dal 26 al 31 gennaio 2016, al Teatro Eliseo di Roma, suonerà “ Viaggi di Ulisse”Concerto mitologico per strumenti e voci, scritto e diretto dal Maestro Nicola Piovani. Un viaggio in musica tra emozioni, suggestioni e poesia. Abbiamo avuto l’onore di intervistare il Maestro Piovani, orgoglio italiano nel mondo, che con estrema disponibilità e gentilezza ha risposto alle nostre curiosità. E proprio oggi che si celebra il giorno della memoria, pubblichiamo l’intervista a colui che ha vinto il Premio Oscar per le musiche del film di Roberto Benigni “La vita è bella”, film del 1997 interamente dedicato al tema dell’olocausto.
Maestro, che cosa racconta con “Viaggi di Ulisse”?
Ho provato a mettere in musica le emozioni che questo personaggio ancora accende nell’animo di un uomo del terzo millennio: Ulisse è un personaggio modernissimo.
Che cosa è che La affascina delle storie oddisiache?
Ulisse è l’eroe della conoscenza, della curiosità, del guardare oltre il visibile. I viaggi di Ulisse sono anche metafora della ricerca del sapere. Manara, nel disegnare le tavole per questo spettacolo ha dato ad Ulisse il volto di Pier Paolo Pasolini, un grande intellettuale- Ulisse del secolo scorso.
Durante il concerto si intrecciano musica strumentale e versi di poesie; come mai questa scelta? Non crede che l’uso della parola alteri la magia e la purezza della musica?
Il teatro non è fatto di purezze, anzi credo che il campo della ricerca teatrale sul linguaggio musicale incrociato col linguaggio verbale sia un campo ancora tutto da scoprire e da coltivare. La parola unita alla musica, in scena prende a volte una forza espressiva insospettabile.
Le note musicali sono “solo sette”, qual è quella che Le è più congeniale e sente più Sua?
La nota a margine.
Che rapporto ha con la musica del passato, quella che oggi definiscono “antica” e quali compositori ascolta? I giovani e la musica classica, questi strani sconosciuti?

Senza conoscere il passato non si naviga nel futuro e neanche nel presente. Ci sono molti giovani, non tutti per fortuna, che ignorano totalmente l’esistenza della musica barocca, romantica, impressionista, espressionista… non conoscendo i tanti linguaggi musicali che hanno fatto ricca la nostra civiltà si è condannati a muoversi nel ristretto ambito della musica commerciale del presente, ad una musica limitata nell’invenzione armonica, timbrica, ritmica. Ascolto tutte le musiche che ancora riescono a stupirmi, da Monteverdi a Rufus Wainwright , da Schostakovic a Brad Mehldau.
Samuel Beckett stravolse la drammaturgia moderna con “Aspettando Godot”. Chi – o che cosa – è il Suo Godot?
Il nostro Godot, a voler essere sinceri, è una buona legge sul teatro e sulla musica: la aspettiamo da anni. Magari è anche colpa nostra, di noi artisti politicamente pigri e narcisisti. Ma, come dice Beckett, “sono così gli uomini, se la prendono con la scarpa quando la colpa è del piede”.

Alessia Pellegrino

 

 

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>