Le dieci canzoni contro la guerra più belle e meno famose

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Quando pensiamo alle canzoni contro la guerra che sono state scritte nella storia della musica leggera la nostra mente vola subito a Imagine di John Lennon o La guerra di Piero di Fabrizio de André.

Eppure in più di cent’anni di musica sono stati scritti tantissimi pezzi su questo argomento, pieni di sfumature e complessità che forse l’hanno resi meno ovvi e noti. Per questo abbiamo voluto stilare una classifica “alternativa”, in cui puoi trovare Dylan e iPink Floyd, ma senza dimenticare l’Italia.

The Times They Are A-Changin’

Non potevamo non cominciare la nostra lista di canzoni contro la guerra senza partire da questo capolavoro scritto nel 1964 da Bob Dylan. Composta poco prima dell’assassinio di Kennedy, è prima di tutto una canzone di protesta ma grazie al suo testo straordinario è stata cantata a squarciagola anche durante la guerra in Vietnam dai movimenti pacifisti.

 

Bombs Away

Canzone dell’album Zenyatta Mondatta dei Police, il testo è stato scritto da Stewart Copeland, nel 1980. La canzone narra di un incontro tra un generale e una ragazza soldato. “Il generale vuole solo insegnare a France a ballare”, cantano i Police: “La vita nell’esercito non gli dà nessuna storia sentimentale.”

Il Disertore

Si tratta della canzone contro la guerra più famosa di tutti i tempi. Il testo è stato scritto da Boris Vian, ma non tutti conoscono la versione italiana cantata da Ivano Fossati.

Fortunate Son

Questo pezzo dei Creedence Clearwater Revival è stato scritto durante la guerra in Vietnam. Il testo parla in un ragazzo che è diventato soldato per colpa della leva obbligatoria. Ed è un attacco ironico a chi, “più fortunato di lui”, poteva permettersi il lusso di non andarci.

The General

Nella canzone dei Dispatch si canta il sogno di un brillante e giovane generale nel quale comprende la futilità della guerra. Per questo invita i “suoi uomini” adabbandonarlo e a vivere la vita che meritano.

The Gunner’s Dream

Questo capolavoro dei Pink Floyd è stato paragonato da qualcuno a un’opera diShakespeare. È stato scritto da Waters e si tratta di un monologo di un aviatore che dopo essere stato abbattuto ripensa alla sua vita passata e futura senza di lui. E il suo “sogno” era quello di vivere in un posto in cui “poter parlare ad alta voce dei propridubbi e delle proprie paure”.

Killing in The Name

Canzone dal titolo emblematico, “uccidere per conto di qualcuno”, dei Rage Against the Machine. Il pezzo si riferisce all’illusione di poter scegliere, quando in realtà “si eseguono degli ordini”, e quelli che “sono morti per la nazione, sono in realtà statiobbligati”.

Luglio, Agosto, Settembre (Nero)

La canzone è una delle più rappresentative del repertorio degli Area. La voce di Demetrio Stratos raggiunge virtuosismi incredibili. L’introduzione è in lingua araba e dice: “Lasciate la rabbia, lasciate il dolore, lasciate le armi, lasciate le armi e venite, venite a vivere in pace”.

One Hundred Years

Contenuta nell’album “più intenso” dei Cure, a detta della stessa band: Pornography del1982. È una traccia cupa, gothic come nella miglior tradizione del gruppo. “I soldati avanzano sotto la luna gialla“, canta Robert Smith: “Tutte le ombre sono sotto una bandiera nera. Cent’anni di sangue”.

They Walked in Line

La canzone è stata composta nel primo periodo della band di Salford, quando con l’ingresso del leader Ian Cartis i Joy Division erano ancora i Warsaw (in onore di unacanzone di David Bowie). Nel testo del pezzo, cantato e suonato come fosse una marcia, Ian canta: “Tutti vestiti in uniformi così eleganti, bevevano e uccidevano per passare il tempo, camminavano in fila, pieni di gloria immaginaria”. Un testo che mostra ilcompleto annullamento del soldato che per provare a se stesso che esiste è costretto a vedere il numero che ha stampato sulla divisa.

 

 

 

Fonte helloworld.it

 

 

 

 

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