“Liberi di credere” di Maria Antonietta Nania

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Non è facile parlare di noi stessi e delle nostre sofferenze anche dopo che si pensa che quelle ferite si siano rimarginate. Con il romanzo di oggi, Liberi di credere, troveremo il coraggio per poter vivere e affrontare il passato grazie all’autrice Maria Antonietta Nania. Lei è nata a Napoli nel 1970 ma vive tra Umbria e Toscana, ha vissuto al Cairo per tre anni come ricercatrice dopo la laurea e ama viaggiare, leggere, scrivere e tanto altro.

La protagonista è una donna, Maya, che sta per partire dall’Italia per il Cairo iniziando, inconsapevolmente, un viaggio a ritroso nel tempo; un tempo che a lei sembrava lontano e archiviato nei meandri della sua memoria. Ritrova il suo amore, Pablo, l’oasi di Siwa, il deserto egiziano e le grandi città di Alessandria e il Cairo tutto appare nitido nella sua mente nonostante sembri quasi un sogno.

Non si vede con Pablo da dieci anni ma si erano dati appuntamento per l’eclissi del 2006 e lei, fiduciosa della forza del loro amore nonostante siano passati tanti anni, decide di inseguire il suo sogno e di continuare a crederci fino alla fine. Questo è poi un po’ l’inno del libro, un inno alla libertà di essere svincolato dalle strutture sociali e di poter vivere appieno la propria vita i propri sentimenti. Scoprire che vi sono forze invisibili che ci portano a non abbandonarci al rimpianto ma a fidarci della nostra determinazione e speranza che, se alimentata, non muore mai.

Il romanzo catapulterà il lettore in Africa grazie alle fantastiche descrizioni della scrittrice che, in modo particolareggiato, ci permettono di sentire il calore del deserto, il frastuono delle grandi città e il cosiddetto mal d’Africa che solo chi è stato là conosce.

Come nasce il tuo libro?

“Liberi di credere” è nato come tentativo di combattere la nostalgia che mi attanaglia da quando ho lasciato l’Egitto. Ho avuto la fortuna di vivere per qualche anno in questo Paese e avrò sempre nel cuore e nell’anima tutto ciò che ha significato per me. Via via che il tempo passava e che le esperienze di vita si avvicendavano, scrivere questo romanzo mi ha aiutato a fissare e condividere ambienti, paesaggi, sensazioni e suggestioni perché non andassero dimenticate. E’ stato un po’ come tessere la tela di Penelope, l’ho portato avanti per anni rimaneggiandolo e riscrivendolo come per prolungare il gusto di “rientrarci” ogni volta. E’ nato così, come frutto di un amore grande e lontano che torna vivo tra le pagine.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Ho scelto di scrivere un romanzo e non un diario o una storia personale perché ho cercato di rendere maggiormente condivisibile il messaggio che vorrei dare, anche se si basa su alcune mie esperienze di crescita. Vorrei che i lettori si emozionassero e riflettessero sulla bellezza delle diversità, sull’importanza dell’amore per se stessi che alla fine è ciò che veramente determina la felicità di ognuno. La vita è come un viaggio in cui alcune tappe sembrano punti d’arrivo, ma non lo sono, gli imprevisti possono essere trampolini anziché ostacoli e vanno vissuti come opportunità.

Leggi il mio libro perché…

Dopo aver detto che la gente non legge, è una bella responsabilità motivare una persona a farlo proponendole il proprio libro anziché un altro.

Potrei suggerire di leggere “Liberi di credere” per trovarsi catapultati in un mondo affascinante come quello dell’Egitto, in particolare nel deserto e nelle sue oasi, insieme a personaggi travagliati insieme ai quali si può fare un percorso di crescita verso l’ autoconsapevolezza. Questa storia è stata definita anche “una grande fiaba”, ma mi piace pensare che in fondo sia realistica, perché ciò che penso profondamente è che la nostra ricchezza stia proprio nella capacità di saper trovare la bellezza, non solo nella natura più maestosa, ma anche e soprattutto nell’incontro con l’altro, che tanto più è diverso da noi, tanto più è prezioso.

Progetti futuri?

Progetti futuri… sto scrivendo un altro romanzo, questa volta ambientato nel paese toscano in cui vivo, Sansepolcro. Di sicuro “Liberi di credere” mi ha permesso anche di chiudere un personale ciclo legato all’Egitto, gli anni passano e le fasi cambiano. La vita ci mette in mano carte che sta a noi saper giocare al meglio. In questo nuovo romanzo scrivo avendo in mano tutt’altre carte e spero di non impiegare troppo tempo per portare a termine l’opera.

Ho sempre scritto volentieri, mi ha sempre fatto bene, ma scoprire quanto può essere bello condividere con tanti lettori ciò che si esprime è una spinta enorme a continuare a farlo, e a farlo sempre meglio, ovviamente.

Numero di stelle 5 su 5 – Liberi di credere – Storia di acqua e deserto di Maria Antonietta Nania – Editore Libertà Edizioni – 191 pagine – prezzo di copertina 15,00 euro.

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