Lo scandalo delle nudità: l’arte offende?

vergogna

Oggi, 26 gennaio 2016, il Presidente iraniano Rohani ha visitato il Museo Capitolino. Per l’occasione sono state coperte alcune statue all’interno del museo per non offendere la sensibilità religiosa del leader mussulmano. Segno di rispetto? No. Un atto di sottomissione totale, in senso assoluto e un atto di terrorismo culturale. Altro che rispetto.

Coprire o censurare l’arte, (in senso assoluto l’espressione di una civiltà), è vergognarsi delle proprie origini culturali.  Quando si ospita o si accoglie qualcuno, la cultura dovrebbe essere il nostro biglietto da visita, la cosa più bella da condividere… Perché nasconderla?
Siamo tutti in lutto: oggi dovremmo dire siamo tutti ARTE. Abbiamo subito un attacco terroristico che ha ferito la dignità di una civiltà. Solo che non c’è stato sangue ma morte mentale.

Politiche commerciali e trattati di mutuo scambio di interessi sono alla base della vista di oggi fatti da gente senza un minimo di scrupolo. Tutto è dovuto… per non offendere.

L’arte non offende. L’arte è sempre universale, in senso assoluto. E’ l’espressione dell’interiorità umana. E oggi siamo un po’ morti dentro.

E se non si ha la sensibilità di apprezzare certe cose è inutile andarle a vedere. Anche quando la propria cultura non lo permette. Ma non dovrebbe essere un nostro problema. Nessuno dice nulla? Nessun grido da quelle statue coperte? Neanche il “Grido” di Munch ha mai gridato più forte oggi.

Ma qualcuno ha sentito?

Daniele Massimi

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