Lo strano rapporto tra musica e gossip

fedez

Oggi è uscita in edicola una nota rivista, con in copertina Fedez e Chiara Ferragni, abbracciati e nudi.

Il lancio dell’intervista, che è uscito ieri, si riassume in: “i due smentiscono chi dice che la loro storia è costruita a tavolino”. Dentro, sono ritratti, sempre nudi. Una loro foto riproduce per filo e per segno una famoso scatto di Johnny Depp e Kate Moss.

Ma importa davvero se la storia tra la Ferragni e Fedez sia vera? E’ una storia. Checché ne dica la Ferragni (“Non ho mai cercato di diventare un personaggio” sostiene nell’intervista, dove racconta pure di postare le suo foto senza una strategia), chiunque agisce nei media è un personaggio, una proiezione di quello che vuole apparire agli altri.

Pure la musica è fatta di storie e di personaggi.

Il punto non è l’intervista di Fedez, e non sono quelle foto. Non è neanche che lui dica: “Non siamo cafoni alla Gianluca Vacchi, non ostentiamo il lusso” (Vacchi è il suo bersaglio preferito: in “Comunisti col rolex” è citato in ben tre canzoni). Fedez ha un tour in partenza sabato a Torino e si rende visibile nei modi e nei luoghi che ritiene opportuni.

Il punto è il rapporto tra musica, gossip e privato degli artisti. Nel cinema e nello spettacolo è è pratica normale rafforzare e costruire carriere sul gossip e sul privato. Nella musica è sempre stato un tabù.

C’è sempre stata questa percezione che i musicisti debbano essere “puri”. Il peggior insulto che puoi fare ad un cantante è dirgli: “fai musica commerciale” (come se poi ci fosse gente che fa musica per non venderla). E usare il gossip ed il privato è stato spesso visto come la svendita della propria integrità artistica – soprattutto in alcuni generi musicali in cui l’integrità è un valore assoluto e non negoziabile: il rock, ma anche il rap. Ma qualunque cantante o band ha un pensiero su come presentarsi, raccontarsi e costruirsi. Solo che questo pensiero tradizionalmente escludeva il gossip e il privato.

Invece oggi il gossip in musica è stato definitivamente sdoganato. Siamo in una fase in cui persino la moglie di Springsteen pubblica spesso foto del marito in privato, su Instagram. Certo, lo fa lei e non lo fa lui, e lo fa con più discrezione di altri artisti. Ma lo fa, e siamo sicuri che abbia avuto l’approvazione del marito e del management. E’ solo un esempio tra le migliaia che si potrebbero fare.

Ieri un collega mi ha scritto in privato, commentando: “Comunque la prossima volta che Fedez si lamenta dei giornalisti che fanno gossip su di lui, gli sventoliamo quella copertina”. Il collega sbagliava, perché oggi più che mai le polemiche sono funzionali alla musica, agli artisti, a noi giornalisti, e al rumore e al traffico e alle discussioni che generano sui social. “Senza hater saremmo in mezzo alla strada”, aveva dichiarato Fedez alla conferenza stampa di presentazione dell’ultimo disco. Si lamenta delle polemiche, ma nessuno le gestisce come lui.

In Fedez i confini tra gossip, polemica e musica si sono definitivamente dissolti: una canzone è un gossip e il privato vale quanto la musica. In fin dei conti, “Comunisti con il rolex” nasce da una polemica personale, quella di aver postato uno scatto nel nuovo attico, e dalla constatazione che a lui questa cosa è stata rinfacciata, ad altri no. Fedez esibisce con naturalezza il suo privato e il racconto di sé, nella musica come sui social: usa le polemiche per costruire sopra dei contenuti, tanto sui social quanto nella musica.

Oggi, la maniera perfetta di costruirsi un personaggio e per avere contenuto è parlare di se stessi, esibire il proprio privato trasformandolo in un’esca per la polemica e per l’attenzione: vale per tutti i campi, e la musica non fa più eccezione. Indignandosi, si partecipa al gioco: giusto o sbagliato che sia, è il segno dei tempi.

 

(Gianni Sibilla)

fonte rockol

 

 

 

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